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26 gennaio 2010

Il Giudice Amoroso: “Lo sciopero dei Giudici di pace? Il ricorso a pagamento non c’entra”

Automobilista o autotartassato di tasse?

Automobilista o autotartassato di tasse?

Dal 1° gennaio 2010, contro una multa da Codice della strada si fa ricorso al Giudice di pace pagando almeno 38 euro di contributo (una tassa). Una regola che suscita tuttora scalpore: vedi qui. Nel frattempo, arriva lo sciopero dei Giudici di pace. Ma c’è qualche attinenza con la novità stabilita dalla Finanziaria, come paventato altrove? Ne parliamo con Renato Amoroso, coordinatore dell’Ufficio del Giudice di pace in Monza.

Avvocato Amoroso, lo sciopero dei Giudici di pace ha a che fare col contributo di 38 euro per fare ricorso?
“No. Gli scioperi proclamati dalle associazioni di categoria dal 25 gennaio al 5 febbraio e dal 22 al 27 febbraio 2010 non hanno attinenza con il contributo unificato imposto dal Governo sui ricorsi avverso le multe stradali. Le motivazioni sono tutt’altre [ne parliamo in un post successivo: fra i motivi, il fatto di essere pagati a cottimo]. I Giudici di pace non potranno fare sciopero contro una norma di natura fiscale”.

Secondo Lei, lo sciopero farà fare marcia indietro ai politici?
“L’efficacia dello sciopero dipenderà molto dalle reazioni dell’opinione pubblica e dal comportamento della magistratura ordinaria e dell’avvocatura. Anche la stampa potrà dare un contributo notevolissimo in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario in tutte le Corti di appello il prossimo sabato 30 gennaio. Più la protesta salirà dal popolo della gente per bene e più sarà ascoltato”.

Torniamo però a parlare del contributo di 38 euro: in che misura prevedete il calo di ricorsi al Giudice di pace per via di quella che Lei ha definito tassa “odiosa”?
“Fino a questo momento, non si segnala nessun calo dei ricorsi; è troppo presto per rilevare dati significativi. Alla notizia della necessità di pagare un contributo, fino a questo momento, nessuno ha protestato. È un ulteriore segno che il popolo italiano è disposto a farsi imporre qualsiasi cosa”.

Molti sostengono che gli automobilisti piangano inutilmente per questo contributo di 38 euro: in realtà, i ricorsi sarebbero solo un pretesto per guadagnare tempo o addirittura per avere il colpo di fortuna di vincere l’opposizione e non pagare. Che ne pensa?
“I ricorsi esprimono il diritto costituzionale di difendersi, esponendo le proprie ragioni. Se qualcuno scommette su un ricorso giudiziario, dovrà assumersi il rischio non solo di perdere ma di pagare molto di più. Il Giudice giudica della fondatezza o no di qualsiasi azione e decide di conseguenza; il ricorso avverso una multa non è diverso da una qualsiasi azione giudiziaria”.

foto flickr.com/photos/alancleaver

di Ezio Notte @ 23:23


2 commenti

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QUI 2 Commenti

  1. […] importante per l’automobilista, che a lui si rivolge per far cancellare multe ingiuste; ma ora sciopera (dal 25 gennaio al 5 febbraio 2010 e dal 22 al 27 febbraio 2010): parliamo del Giudice di pace. […]

    Pingback by Giudici di pace: i perché dello sciopero | Automobilista.it — 26 gennaio 2010 @ 23:40

  2. […] chiacchiere con Renato Amoroso, coordinatore dell’Ufficio del Giudice di pace in Monza, in tema di prove dell’infrazione e […]

    Pingback by Multe e ricorsi: intervista al Giudice Amoroso | Automobilista.it — 15 febbraio 2010 @ 23:02

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