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5 dicembre 2010

Il marocchino che uccide sette ciclisti e il razzismo alla rovescia

No al razzismo, anche quello alla rovescia

Sette ciclisti morti, in giro in bici per passione: sono stati investiti da una macchina guidata da un marocchino, in un incidente stradale in località Marinella a Sant’Eufemia (Lamezia Terme, Calabria). Il marocchino viaggiava in direzione Gizzeria sulla Strada statale 18: forse ha perso il controllo della Mercedes al chilometro 372 dove, dalla direzione opposta, arrivavano in fila i ciclisti. Il figlio del guidatore, un bimbo di 10 anni, è rimasto lievemente ferito. Il conducente è piantonato in ospedale, in stato di arresto: l’accusa è omicidio colposo plurimo (ci sono anche due feriti gravissimi). Lo ha deciso la Procura della Repubblica di Lamezia Terme.

Com’è successo? Pare che il marocchino stesse effettuando una manovra di sorpasso a velocità elevata. Per la cronaca, era drogato e senza patente.

Il problema vero è che qui si mette la testa sotto la sabbia. Le cose si dicono, si sanno, ma nessun politico fa nulla per risolvere i guai. Tanto per cominciare c’è un numero drammatico: su quattro pirati (automobilisti che causano un incidente e poi scappano), uno è straniero (Nordafrica, Est Europa, Cina). Però non ci pare che su quattro abitanti in Italia, uno sia straniero.

Dopodiché, c’è il terrore di imbattersi in un guidatore straniero (non intendiamo il turista) che non rispetta il Codice della strada. Perché non si sa dove e come lo straniero ha preso la patente, dove e come l’ha rinnovata, se conosce le regole della circolazione del nostro Paese, se teme le multe, se davvero la patente gli viene ritirata o se riesce a scamparla dichiarando che altri guidavano al momento dell’infrazione.

Tantissima è anche la paura di fare un incidente con uno straniero ubriaco alla guida, uno che ha un rapporto tutto suo particolare con l’alcol. E magari anche con la droga. Senza parlare di eventuali complicazioni dovute all’assenza di polizza Rca.

La soluzione? Prevenire. Esami di teoria e pratica, esami medici, una commissione medica che accerti l’idoneità alla guida. Revoca a vita della patente in caso di incidente grave o sotto l’effetto di alcol e droga. Basta inutili autovelox, e maggiori controlli effettivi sulle strade.

Ma guai a parlare di questi problemi con gli schizzinosi che hanno un’accusa sempre facile da estrarre dal taschino: razzismo. In realtà, il razzismo è il loro nei confronti degli italiani e degli stessi stranieri che guidano con prudenza. Razzismo alla rovescia.

foto flickr.com/photos/33678919@N07

di Ezio Notte @ 15:02


2 commenti

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QUI 2 Commenti

  1. Sempre il solito modo fazioso e di parte nel trattare questo delicatissimo argomento. In Italia la percentuale di immigrati regolari sulla popolazione totale è del 6,7 %, con i clandestini probabilmente si supera il 13-14 %, perchè allora far credere alla gente di questo blog che il dato 1 su 4 pirati della strada è straniero sia sconvolgente? (gli altri 3 ricorda che sono italianissimi).
    “Tantissima è anche la paura di fare un incidente con uno straniero ubriaco alla guida, uno che ha un rapporto tutto suo particolare con l’alcol. E magari anche con la droga. Senza parlare di eventuali complicazioni dovute all’assenza di polizza Rca.”
    1)Anche gli italiani sono ubriachi alla guida…
    2)Quale è questo “rapporto tutto suo particolare” con l’alcool? L’alcool si beve stop.
    3) E magari anche con la droga, ed eventualmente senza Rca…ma quante, scusami il termine, seghe mentali ti fai?

    Tenti di costruire un modello di uno straniero (non uno in vacanza come dici tu) selvaggio, privo di coscienza, drogato, alcoolizzato, che magari è pure cannibale e stupra i bambini….Torna alla realtà, ha sbagliato, ora paga

    Commento by xbloodlinex — 8 dicembre 2010 @ 11:23

  2. Aggiungo inoltre un commento off topic, sull’articolo contro la deroga di 3 ore per recarsi al lavoro, per coloro a cui è stata sospesa la patente. A me venne sospesa la patente per 6 mesi 2 anni fa, bene per recarmi al lavoro è stato un calvario per me e la mia famiglia…la trovo una soluzione ottima perchè permette di continuare a lavorare senza gli impedimenti del caso. Avendo bevuto un bicchiere in più non mi sento un alcolizzato, incapace di recarmi al lavoro. E’ giusta la punizione perchè bere mentre si guida è sbagliato ma per un evento isolato non si può precludere ad una persona il mezzo con cui porta a casa il grano.

    Commento by xbloodlinex — 8 dicembre 2010 @ 11:30

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