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11 dicembre 2010

Il pedone indeciso non ha diritto al risarcimento? Ma non diciamo fesserie. Rispettate sempre il pedone, che è sacro anche quando titubante

Il pedone è sacro. Anche se titubante

I mass media sono scatenati. La tesi è questa: se il pedone, indeciso nell’attraversamento, viene investito da un’auto, non ha diritto al risarcimento dei danni. Lo dice la Cassazione con la sentenza 24862 della III sezione civile.

La Cassazione ha fatto bene il proprio mestiere, qualche giornalista l’ha sparata grossa per fare notizia. Vi spieghiamo come stanno le cose.

1) Parliamo della III sezione civile della Cassazione, e non della Cassazione a sezioni unite. Magari un’altra sezione può dire esattamente l’opposto. È già accaduto in passato.

2) La Cassazione ha preso in esame un caso specifico. Uno solo. Perché generalizzare e parlare di tutti i pedoni sulla faccia della Terra?

3)
La titubanza del pedone sta qui: ha fatto su e giù dal marciapiede, senza che l’intento di procedere fosse chiaro. E allora? Se uno è titubante, che fai, lo stiri? Il pedone titubante non ha diritto ai soldi? Ma figuriamoci: un giudice, correttamente, valuterà caso per caso. Si deve anche vedere di che tipo di indecisione parliamo, se il pedone ha fatto “finte” che traggono in inganno il guidatore, se l’auto procedeva con prudenza, se il conducente ha fatto di tutto per evitare l’impatto, se si è trattato di un “tranello” imprevedibile.

4) Il comportamento del pedone che avanza, poi indietreggia e risale sul marciapiede, è significativo della volontà di desistere dall’attraversare. Resta da vedere se sia davvero imprevedibile da parte del conducente del veicolo il comportamento successivo di ridiscendere il marciapiede. Quante volte è il tamponato che guida la macchina a causare l’incidente per la titubanza? Frena, accelera, poi frena. Eppure ha sempre ragione il tamponato.

5) Calma a dire che non c’è nessuna responsabilità per l’automobilista. Calma. Massima prudenza se c’è il pedone. Che è sacro e va sempre rispettato. Anche se è anziano e titubante. Discorso identico per il ciclista: cautela infinita quando c’è una bici nei paraggi.

di Ezio Notte @ 19:38


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