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28 giugno 2014

Il presidente Ivass Salvatore Rossi punta ad “abbattere l’asimmetria informativa tra assicuratori ed assicurati in materia di frodi”: che diavolo ha detto?

Un pensiero tormenta Ezio Notte: ma Rossi che ha detto?

Dal 1994 al 2013, le tariffe obbligatorie Rca hanno registrato aumenti del +248% per le auto e fino al +480% per le moto: lo ha detto Federconsumatori. Ma per le Assicurazioni le cose non stanno così. È sempre difficile capire di quanto salgano le Rca, perché entrano in gioco infiniti parametri. Per capirci, se si prendono in considerazione i 18enni di Napoli, allora i rincari Rca sono spaventosi; invece, se si analizzano gli automobilisti di Aosta in prima classe di merito, i rincari saranno tiepidi. Comunque sia, il problema Rca esiste: questo lo riconosce anche l’Ivass, l’autorità che vigila sulle Assicurazioni. Che ha appena pubblicato online il suo report 2013.

Che cosa dovrebbe fare l’Ivass per limitare il caro-Rca? D’istinto, la risposta è: l’Ivass dovrebbe auto-sciogliersi. Se le polizze in Italia esplodono, evidentemente, l’Ivass – almeno per la Rca – non serve. Ma bisogna ragionare con pacatezza. E allora, la seconda risposta alla domanda è: l’Ivass dovrebbe dire nel rapporto poche cose e chiare. Perché il settore Rca è complicatissimo. E occorre che un’autorità indipendente sgombri il campo dagli equivoci.

Vediamo il passaggio chiave del report Ivass, per bocca del presidente Salvatore Rossi. Al quale chiedo scusa in anticipo se estrapolo dal contesto. Lo so che così non si fa, è scorretto. Ma Rossi mi capirà. Se io propino tutto il report o parte di questo ai miei lettori (che adoro, anche quelli che mi mandano a quel paese nei commenti), i suddetti mi eliminano dalla barra dei preferiti, mi mettono in un black list, e non vorranno mai più sentir parlare di me. Ecco Rossi: occorre “abbattere l’asimmetria informativa tra assicuratori ed assicurati in materia di frodi, che innalza il prezzo medio sul mercato incoraggiando comportamenti impropri”.

Io non ci ho chiuso occhio su codeste parole. Ma che diavolo avrà voluto dire Rossi? I commenti sono aperti a lui o un suo collaboratore.

Nel frattempo, aggiungerei qualche umile considerazione.

1) Rossi, con quelle parole, fa di tutto per dare ragione a chi dice che l’Ivass è inutile e che andrebbe chiuso. In primis, uno dei massimi esperti di Rc auto in Italia, nonché patrocinatore stragiudiziale e numero uno del Cupsit: Stefano Mannacio. Che si scagliò contro l’Ivass quando questo sosteneva l’indennizzo diretto nel 2007, rivelatosi una catastrofe per gli assicurati.

2) Rossi aggiunge: “Sappiamo già che il mercato Rc auto in Italia è relativamente concentrato, con i primi 5 gruppi che ne detengono circa il 70 per cento”. Relativamente concentrato? Alla faccia del biscotto. E un mercato, per essere altamente concentrato, come deve essere? Se un mercato, con 5 gruppi che si pappano il 70% è relativamente concentrato, dà come risultato che, dal 1994 al 2013, le tariffe obbligatorie Rc auto hanno registrato aumenti del +248% per le auto e fino al +480% per le moto, forse è il caso che Rossi parli di mercato straordinariamente e assurdamente e inauditamente concentrato. Prima, abbattiamo la concentrazione dei gruppi, e poi magari discutiamo se “abbattere l’asimmetria informativa tra assicuratori ed assicurati in materia di frodi” (la cosa mi agita, ma davvero, che significa tutto questo?!).

3) Rossi: “Il problema dei prezzi alti delle polizze Rc auto, dopo tanti anni, si è attenuato ma non risolto. Auspichiamo una nuova iniziativa legislativa che lo affronti in tutti i suoi aspetti, come si era cercato di fare lo scorso anno con il nostro supporto tecnico”. Primo: si è attenuato il problema? Ma in che film, se pure chi è in prima classe viene bastonato e se ci sono 4 milioni di veicoli senza Rca? Secondo: a qualche “nuova iniziativa” (io non ho mai sentito parlare di vecchie iniziative future, ma pazienza, Rossi dice così) si riferisce il presidente Ivass? Spero che Rossi non si riferisca alle norme volute dalla senatrice Vicari e all’articolo 8 del decreto Destinazione Italia, che è stato stroncato dalla commissione Giustizia perché ultra-favorevole alle Assicurazioni. Spero che Rossi non punti al risarcimento in forma specifica, all’abolizione della cessione del credito (disegno legge Zanonato), alla riduzione del 50% delle lesioni fisiche gravi. Dopo l’abbattimento dei risarcimenti delle lesioni lievi, dopo l’indennizzo diretto che è stato un regalo alle Compagnie, dopo la quasi totale eliminazione del rimborso per il colpo di frusta, sarebbe il colmo che l’Ivass avallasse norme fortemente volute da anni dalle Assicurazioni. Altrimenti, caro signor Rossi, temo proprio abbia ragione Mannacio

di Ezio Notte @ 23:34


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