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17 novembre 2013

Il ricordo delle vittime. Ma cosa si fa per la prevenzione in Italia?

Che dicono i politicanti?

“La celebrazione del ricordo delle vittime della strada deve costituire un momento di profonda riflessione per le istituzioni e per i cittadini. Non dobbiamo mai dimenticare che ogni giorno, sulle strade del nostro Paese, si consuma una vera e propria strage a puntate che non ha eguali per numero di morti e feriti”. Con questo messaggio, il presidente della Fondazione Ania, Aldo Minucci, manifesta la vicinanza ai famigliari delle vittime della strada in occasione della Giornata mondiale che ne celebra il ricordo. Dal 2005, a seguito di una risoluzione votata dalle Nazioni Unite, la terza domenica di novembre è dedicata a tutte le persone che hanno perso la vita in incidenti stradali.

“Questa giornata – commenta Minucci – è nata con la volontà di riportare sistematicamente all’attenzione dell’opinione pubblica, il dramma degli incidenti stradali, il dolore che ogni giorno le famiglie devono sopportare per la perdita di un caro: 3.653 vittime nel solo 2012, un quarto delle quali aveva meno di 30 anni. Non sono solo le morti a destare preoccupazione: ogni anno registriamo quasi 900.000 feriti, 100.000 dei quali riportano invalidità permanenti gravi. Si tratta di persone che vedono cambiare per sempre la propria vita. Non possiamo restare indifferenti di fronte a questi dati”.

Tanti morti sulle strade italiane? La Fondazione Ania non ha responsabilità: ci mancherebbe altro. Quello che la Fondazione non dice è altro: nel nostro Paese, i politicanti sono a favore delle telecamere. Il risultato è che nel 2012 l’Italia ha ancora miseramente fallito l’obiettivo fissato dall’Unione europea: dimezzare i morti dal 2001 al 2010. Ma dove vogliamo andare con questi politicanti? Per non far del male a qualche lobby, non c’è l’omicidio stradale per gli incidenti mortali dovuti all’alcol. Non c’è neppure il ritiro definitivo della patente. I politicanti stanno zitti quando si tratta di questioni scottanti: vogliamo parlare dei guardrail che non fanno il loro dovere? Vogliamo dire che col Tutor l’Italia ha fatto flop e l’Ue ci boccia ancora? È vero sì o no che le Forze dell’ordine non hanno i droga-test? Suvvia, un po’ di serietà. Questi politicanti fanno paura. Gli stessi che, a livello locale, consentono il car sharing a tempo: così, i giovani corrono come pazzi. È delirio italico.

di Ezio Notte @ 19:03


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