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26 luglio 2014

Il Seveso e la buca di 12 metri in corso di Porta Romana fanno sprofondare Milano nel Medioevo di Pisapia e Maran

Milano muore lì sotto

Con il sindaco Pisapia e il suo “ministro” Maran, Milano è sprofondata nel Medioevo. Arrivi alla stazione Centrale e nella migliore delle ipotesi ti becchi un infarto: stranieri che ti vogliono aggredire, persone di etnia misteriosa che ti aggrediscono verbalmente. Il centro, in auto, è accessibile solo ai ricchi: c’è la gabella di 5 euro. Per parcheggiare, devi pagare l’impossibile sulle strisce blu. Infilandosi come un serpente a sonagli fra le pieghe di un Codice della strada scritto coi piedi (lo stanno riscrivendo, non per niente), il Comune ha pressoché eliminato la sosta gratuita. Le strade fanno pietà: ci sono crateri ovunque. Eppure, l’Area C macina 25 milioni di euro l’anno, più 50 milioni l’anno di multe. Senza contare il record assoluto di multe in rapporto alle auto: 132 milioni di euro l’anno. Palazzo Marino ha piazzato telecamere e autovelox in ogni dove: una volta che fioccano le multe, coi limiti di velocità più bassi di prima, il Comune si dice “stupito”. Ma guarda un po’: sta’ a vedere che se metti altri autovelox e abbassi altri limiti, le multe saliranno; vuoi scommettere? Stendo un velo pietoso sulle continue limitazioni e sulla creazione senza soluzione di continuità di Zone a traffico limitato. Con la metropoli sommersa dallo smog.

Nella campagna delle elezioni del 2010, uno dei punti fermi era la costruzione di vasche per contenere il Seveso. Nel programma elettorale di Pisapia erano previsti gli orti urbani per assorbire l’acqua in eccesso. “Bastano due giorni di pioggia anche non eccezionale per fare uscire dagli argini e tombini le acque del Seveso. Con il risultato di rallentare i tram 5, 7 e 31, nei migliore dei casi, ma anche di paralizzare la zona nord della città. E obbligare alla chiusura tre stazioni della linea 3 della metropolitana. Le soluzioni sono ancora un miraggio e i progetti restano chiusi nei cassetti di Comune, Provincia e Regione. Nonostante siano tutti amministrati dallo stesso partito, Popolo della libertà. È ora di intervenire sul cronico problema delle esondazioni del Seveso e per primi abbiamo proposto di realizzare vasche di laminazione naturalizzate nel territorio di Milano. È possibile proporre l’ampliamento di superfici verdi (in grado di assorbire le piogge torrenziali e di ridurre l’effetto isola di calore) con la diffusione di tetti verdi e orti urbani, con l’integrazione tra piccole aree e sistema del verde urbano (di cui ripensare i modelli di gestione, mirati a una riduzione dei costi e maggiore condivisione con il terzo settore, sul modello del bosco in città e del parco delle cave). È possibile considerare il progetto di riapertura del tratto urbano dei navigli milanesi anche con interventi parziali ma adeguati per caratterizzare Expo 2015”.

E ancora, il programma di Pisapia: “Una città che ristabilisce un rapporto di controllo e rispetto con l’acqua: l’acqua dei fiumi, l’acqua dei canali, l’acqua dei Navigli. Le acque e il verde possono riqualificare il paesaggio urbano ma anche essere la migliore strategia per affrontare i cambiamenti climatici. È sempre più urgente adattare e attrezzare Milano ad affrontarne gli effetti, quali inondazioni e temperature estreme sempre più frequenti, con interventi mirati al sistema delle acque e del verde. È ora di intervenire sul cronico problema delle esondazioni del Seveso e per primi abbiamo proposto di realizzare vasche di laminazione naturalizzate nel territorio di Milano. È possibile promuovere l’ampliamento di superfici verdi (in grado di assorbire le piogge torrenziali e di ridurre l’effetto isola di calore) con la diffusione di tetti verdi e orti urbani, con l’integrazione tra piccole aree e sistema del verde urbano”.

Adesso, è arrivata la buca profonda 12 metri di corso di Porta Romana. Proprio quella voragine è il simbolo della Milano di Pisapia: sprofondata nel Medioevo. Con 47 milioni di euro di danni. Bastava prevenire, anziché pensare a fare cassa sulla pelle degli automobilisti (specie i pendolari, con le strisce blu in periferia, così da non perdere consenso elettorale, altra “furbata” di Pisapia e Maran). Bastava fare manutenzione costante, certosina, ossessiva.

Saranno felicissimi tutti i ciclisti milanesi del centro che hanno votato Pisapia, il quale ha ricambiato inondando Milano di piste ciclabili comode come un gatto appeso ai testicoli: che bello, adesso possono farsi un giretto fra il cratere di corso di Porta Romana, le buche della circonvallazione, i disastri sull’asfalto del centro, della periferia. Alzano i calici anche quelli che provano un orgasmo nel vedere il bike sharing crescere: oh sì, che meraviglia scorrazzare con la bici a pedalata assistita fra i cantieri di Milano Expo in cronico ritardo. A tale proposito, così per ricordare la lentezza medievale che affligge Milano, qual è la percentuale di opere strategiche portate a termine da questa amministrazione? E perché, se quelle opere sono state definite strategiche quattro anni fa, adesso restano volutamente incompiute? E vabbè, lì dove doveva esserci un’opera, mettiamoci un autovelox.

Chiudo col risarcimento a favore di chi ha subìto danni per l’esondazione del Seveso. Ora voglio vedere Pisapia come se la cava: i suoi amici stranieri, quelli da integrare, gli presenteranno un conto salatissimo. Automobili tutte scassate e piene di fango. Chi è stato? Il Seveso: pagami. Ho subìto una frattura del braccio perché sono scivolato sul fango del Seveso. E dimostra che non è stato il Seveso.

di Ezio Notte @ 16:56


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