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6 luglio 2010

Il Tutor che controlla chi si distrae guidando col telefonino in mano. L’opinione del super esperto Maurizio Atzori

Tutor: saprà tutto di noi?!

Tutor: saprà tutto di noi?!

A proposito del Tutor (il sistema che rileva la velocità media in autostrada), il “Messaggero” cartaceo del 1° luglio 2010 diceva: “La Polstrada sta studiando il modo di impiantare sui Tutor un apparecchio in grado di documentare se un guidatore è distratto”. Ne parlo con Maurizio Atzori, super esperto di Tutor nonché di “Computer forensics”: la sua attività principale consiste nell’effettuare consulenze tecniche su materiale informatico per conto di magistrati, giudici o avvocati nell’ambito di procedimenti penali o civili.

Maurizio, il Tutor che controlla i distratti: possibile?
Teoricamente il sistema è possibile, ma mi sembra di difficile attuazione pratica.

Perché?
Per monitorare tutti i veicoli in transito, il controllo dovrebbe essere eseguito automaticamente da un software in grado di riconoscere (oltre al numero di targa, come già avviene per il rilevamento della velocità) la posizione tipica di chi telefona senza auricolare o altre fonti di distrazione; questo mi sembra piuttosto complicato e comunque darebbe luogo a un elevato numero di “falsi positivi”, per esempio quando semplicemente il conducente (come può accadere nei lunghi viaggi autostradali) per svariati motivi porta una mano vicino alla testa. Più semplice sarebbe invece individuare automaticamente chi guida con la testa rivolta a sinistra o a destra (tipico di chi rallenta per guardare la scena di un incidente, con conseguenti “code per curiosi”).

Il Tutor ti becca se vai veloce. Potrebbe beccarti se ti distrai?
Il sistema sarebbe facilmente eludibile, per esempio abbassando momentaneamente la mano che impugna il cellulare o mettendosi dietro un camion in corrispondenza dei portali Tutor. Ma il vero problema è un altro.

Cioè?
La ripresa frontale del veicolo porrebbe seri problemi giuridici in tema di tutela della privacy. Certamente sarebbe più utile una seria politica di prevenzione, piuttosto che ricorrere sempre e soltanto a strumenti repressivi. Nessuno strumento automatico può sostituire l’efficacia deterrente delle pattuglie su strada (ormai rarissime), le quali potrebbero contestualmente svolgere altri utili compiti istituzionali, come il controllo sulla presenza di venditori abusivi e simili (sempre più numerosi e aggressivi) nelle aree di servizio. Purtroppo la prevenzione non produce, almeno nell’immediato, un ritorno economico.

foto flickr.com/photos/adobemac

di Ezio Notte @ 00:01


2 commenti

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QUI 2 Commenti

  1. […] levarsi le curiosità sul Tutor (il sistema che multa chi supera la velocità media) serve Maurizio Atzori, super esperto del Tutor nonché in “computer forensics” (effettua consulenze tecniche su […]

    Pingback by Tutor, il super esperto Maurizio Atzori svela quattro “segreti” | Automobilista.it — 6 luglio 2010 @ 00:11

  2. In effetti cosi com è concepito mi sembra un sistema poco affidabile .
    Qualcuno ha proposto l adozione del casco integrale per gli automobilisti.L idea è buona,anzi ottima.Provate a telefonare o fumare con l integrale in testa.
    Tra l altro questo semplice “dispositivo” permetterebbe di fare a meno degli airbag,con conseguente diminuzione di peso e di prezzo delle autovetture.
    Credo che per il tutor beccare chi non indossa il casco sià molto più facile.
    Atzori che ne pensa?

    Commento by mumble — 6 luglio 2010 @ 10:03

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