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13 dicembre 2011

Il vero dramma della crisi: il pirata che usa l’auto

Periodo da paura

Leggo che un italiano su cinque ha ridotto l’uso della propria auto. Non riesce a tirare a fine mese, e non può permettersi di andare in macchina così tanto come prima. Picchia soprattutto il caro carburante, con le accise alle stelle. Però incide anche la Rca alle stelle. È quanto emerge dal XIX Rapporto Aci-Censi “Automobile 2011” presentato a Roma. Infatti, l’auto costa sempre di più: 3.278 euro nel 2011 contro i 3.191 del 2010 (+2,7%).

C’è poi chi si disfa della vettura, perché non può più permettersela. Ma questa è tutta gente onesta, senza il becco d’un quattrino. Non posso, non lo faccio. Niente soldi, ninete auto.

Purtroppo, poi, c’è l’aspetto marcio della faccenda. Il pirata assicurativo. Colui cioè che va in giro in auto senza pagare la Rca. Se uno onesto ha la sventura di imaìbattersi in uno di questi delinquenti, passa un guaio: in caso di incidente, suda sette camicie per avere il risarcimento. Secondo stime recenti, siamo a quota tre milioni di pirati assicurativi: vettura senza Rca.

Dopodiché, ecco il secondo problema. Il pirata assicurativo che causa un incidente può diventare un pirata della strada: scappare dopo il sinistro, senza soccorre i feriti. Un fenomeno in crescita.

È la crisi. Che squassa la società, portando danni irreversibili.

Per la cronaca, un pirata della strada su quattro è straniero. E anche su questo si dovrebbe riflettere. Il pasticcio è triplo: immigrazione incontrollata, Rca alle stelle, poca Polizia sulle strade per mancanza di risorse. Un cocktail esplosivo. Molto più minaccioso della recessione che porta il bravo italiano a non guidare l’auto.

di Ezio Notte @ 23:58


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