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27 giugno 2011

In auto a Napoli? Se trasporti un bimbo, non aprire i finestrini: l’immondizia aggrava i problemi respiratori

Monnezza a Napoli: salvate i bimbi

L’urlo di dolore che si leva da Napoli, città ormai disintegrata dalla monnezza (con una borghesia che ha la mentalità nordafricana anziché centroeuropea), è straziante. A terra, in quella città fantasma dove il ceto medio pensa alle vacanze a Ischia e a Capri, e alla campagna acquisti del Napoli Calcio, 1.720 tonnellate di immondizia che portano topi, malattie, col rischio colera. Situazione altamente critica nella zona flegrea, Giugliano, Lago Patria e Varcaturo. Ma il dramma partenopeo riguarda soprattutto i bimbi. Stando ai pediatri, sono in notevole aumento le patologie respiratorie dei piccoli: le sostanze tossiche emanate dai rifiuti bruciati penetrano nei polmoni dei piccini causando tosse, asma, difficoltà a inspirare. Siamo a un buon +20% di patologie respiratorie.

Appello ai papà e alle mamme napoletani. Se proprio dovete circolare in auto con a bordo un bimbo, tenete i finestrini chiusi, specie la sera. La diossina sprigionata delle plastiche che bruciano deve stare lontano dall’abitacolo. È vero che l’aria malsana penetra ugualmente in macchina, ma è pur sempre meglio il climatizzatore degli olezzi di Napoli.

foto flickr.com/photos/quinnanya

di Ezio Notte @ 00:01


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