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3 settembre 2011

In coda sulla Salerno-Reggio Calabria: oh, che appassionante e suggestiva esperienza

Fortunello

Via Anas.

Contraddizioni.

Lettere di utenti a confronto sulla Salerno-Reggio Calabria
Libero ha pubblicato oggi una lettera di un utente a pag. 27, intitolata “Salerno-Reggio dramma continuo”. Ecco il testo: […].

L’Ufficio Relazioni per il Pubblico dell’Anas ha ricevuto invece la seguente lettera di un utente, sempre sulla Salerno-Reggio Calabria:

“Gentile Ufficio relazioni col pubblico di ANAS, 
Questa lettera vuole essere uno sfogo a vostro favore in quanto stufo oramai di sentire dire in giro frasi di lamentele e lontani stereotipi contro la Salerno – Reggio Calabria! 
Premessa: mi chiamo Antonio, sono siciliano della prov di Ag, vivo e lavoro a Milano da 10 anni. Percorro regolarmente la Salerno – Reggio Calabria oramai dal lontano 1997 sempre per spostarmi dal Nord alla Sicilia. 
Non capisco proprio la gente che continua a lamentarsi della situazione della A3 né tantomeno quei giornali che pubblicano solo articoli o lettere che sembrano descrivere uno scenario apocalittico! 
Posso testimoniare che nel 1997 la A3 era un incubo pericoloso da percorrere! Curve strettissime, gallerie anguste, code, mancanza di servizi…Poi dal 2001 in poi le cose si sono pian piano sbloccate ed ogni anno che percorro questa autostrada (a cui sono affezionato perché mi conduce a casa) mi accorgo e mi rendo sempre conto dell’immane sforzo che sta svolgendo l’ANAS nella ricostruzione di una nuova autostrada che, ricordo alla maggior parte di chi scrive solo critiche, non è la Milano Bologna che scorre liscia su una pianura, ma parliamo di tratti sospesi a 250 m di altezza o intere chilometriche poste a 1000 m di altezza! E’ vero percorrendo la A3 il 14 agosto sono rimasto in coda tra Bagnara e Villa: ma sono riuscito a trasformare un evento che la maggior parte considera noioso e snervante in un’appassionante e suggestiva esperienza. Ero infatti fermo sul viadotto sulla fiumara Sfalassà costruito negli anni ’70 dall’ing Zorzi a 250 m di altezza, alla mia sinistra gallerie e altissimi viadotti in costruzione e alla mia destra un paesaggio mozzafiato tra strette gallerie montane che cadono a picco sul mare! […]”.

Oh, che fortuna. Chi non vorrebbe restare fermo sul viadotto sulla fiumara Sfalassà costruito negli anni ’70 dall’ing Zorzi a 250 m di altezza? Eh, chi?

di Ezio Notte @ 22:39


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