OmniAuto.it

28 agosto 2013

Incidenti privatizzati. A chi darli? Occhio: i periti assicurativi sono professionisti de jure, ma non de facto

Leggi che scottano

Premessa. Ho nel mirino le Assicurazioni, aziende potentissime in grado di influenzare i politici. Invece, stimo i periti assicurativi. Anch’essi, come gli automobilisti, vittime delle Assicurazioni. I periti vengono pagati poco in rapporto alla qualità del lavoro svolto.

Vengo al dunque. Il Governo Letta, dietro pressioni di non meglio specificate lobby, ha dato l’ok a un disegno di legge che mira a introdurre i poliziotti privati. Che si occuperanno di incidenti lievi, senza feriti. Il rilievo degli incidenti senza lesioni e i servizi connessi diretti a regolare il traffico potranno essere effettuati da persone specificamente abilitate, che dipendono da imprese, associazioni ed enti autorizzati dal Prefetto. Gli ausiliari dovranno comunicare l’inizio dell’attività di rilevamento agli organi di Polizia stradale competenti per territorio, fatta salva la facoltà di richiedere l’intervento degli stessi qualora nel corso dell’attività di rilevamento emergano lesioni personali. Alla stessa tipologia di ausiliari potrà essere affidata l’effettuazione di servizi diretti a regolare il traffico in occasione di lavori, depositi, fiere o altre manifestazioni che determinino l’occupazione totale o parziale della sede stradale.

Prima o poi, queste lobby devono uscire allo scoperto, quando si discuterà il disegno di legge in Parlamento. Ma il discorso che m’interessa è un altro.

Giustamente, si dice: il poliziotto delle forze dell’ordine è un professionista. Adatto a occuparsi di incidenti lievi. Invece, il poliziotto privato non è un professionista. Sei mesi di tirocinio non bastano a creare un professionista.

Ecco allora l’ipotesi: questo poliziotto privato potrebbe farlo il perito assicurativo. A mio giudizio, il ruolo potrebbe essere perfettamente svolto da un perito. Ha tutte le conoscenze e le capacità per capire di chi è la colpa dell’incidente, applicando Codice della strada e buon senso.

Arrivo al cuore della questione. Uso un’iperbole: su 100 periti assicurativi, 99 sono fiduciari di Compagnie. Questo mina la loro indipendenza. Risultato: sono professionisti? Sì. Possono fare i poliziotti privati per gl’incidenti lievi? Sì. Sono indipendenti de jure? Sì.

Sono indipendenti de facto? I soggetti interessati non s’offendano, ma la risposta è no. Come fai a essere indipendente de facto, se sei fiduciario di una Compagnia? È impossibile.

Faccio un esempio, così ci capiamo, nella speranza di non urtare la suscettibilità della categoria dei periti assicurativi, per i quali nutro profonda stima.

1) Un perito della Compagnia X diventa accertatore di un sinistro di un cliente della Compagnia X su una macchina che poi sarà sottoposta da lui a perizia.

2) Il perito della Compagnia X potrà mai fare un accertamento del sinistro che in qualche modo va contro gl’interessi della Compagnia X? Io credo di no.

Dopodiché, ci sono i periti che non lavorano per Compagnie: appartengono alla ristretta cerchia dei periti dei tribunali o dei riscontruttori cinematici. Questi costano. Non si muoverebbero per non meno di qualche centinaio di euro. Chi li paga? L’Assicurazione? Attenzione, Governo: se l’Assicurazione sa che domani deve tirare fuori 10 euro, oggi ti rincara la tariffa Rc auto di 20 euro. Qui si entra in un circolo vizioso terribile. Tutto per fare un favore a qualche lobby. Ne vale la pena secondo voi?

La mia proposta è semplice. Sono favorevole a qualsiasi progetto in cui si parta dal presupposto che gli accertatori, anche i periti, siano assolutamente terzi rispetto al sinistro e di conseguenza non abbiano relazioni economiche con le Compagnie. Ma devono essere terzi rispetto a tutto, anche rispetto ai danneggiati, agli autoriparatori e via dicendo. Se no, si rischiano accertatori filo-assicurativi oppure procacciatori d’affari. Alla fine, se proprio vogliono privatizzare questo servizio di accertamento, l’indipendenza sarà il fattore strategico: difficile stabilire i criteri di selezione.

di Ezio Notte @ 00:00


24 commenti

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI 24 Commenti

  1. OTTIMO! l’articolo!!!! è vero,MA molto periti assicurativi NON lavorano per le Imprese assicuratrici.
    Quanti periti ass ci sono in Italia se pur gia’ abilitati,diplomati e/o laureati,che NON riescono ad entrare nel circuito delle compagnie di assicurazioni come tali fiduciari.
    In effetti,taluni si iscrivono negli Albi dei Tribunali,in MOLTI creano il PATROCINIO STRAGIUDIZIALE,esercitando l’attivita’ di “perito ATTIVO” svolgendo anche la perizia di parte da RCauto congiuntamente alla lettera di messa in mora contro la Compagnia perdente.
    IN sostanza,quanto costerebbe alla Compagnia un attivita’ di AUSILIARIO X accertare e rilevare i mezzi sul campo del sinistro,magari effettuando cosi’,anche da subito sul luogo la perizia di stima e quantificazione dei mezz <>,togliendo poi,al fiduciario della compagnia la possibilita’ di ispezione ed accertare quel sinistro-danni sugli automezzi assicurativi per l’Impresa assicuratrice dove LUI è fiduciario.
    L’AUSILIARIO del traffico-accertatore-rilevatore,manderebbe ANCHE perizia di stima danni a cose e quantificazione,APEENA freschi di GIORNATA,scongiurando cosi’,SPRatutto,LE FRODI,I bidoni,LE truffe…..
    CONTINUA…….

    Commento by antonio massimo feroleto — 28 agosto 2013 @ 12:47

  2. SONO SEMPRE ATTENTO ALLE DISCUSSIONI SU QUESTO PORTALE. PERMETTEMI DI NON ESSERE D’ACCORDO SU ALCUNE QUESTIONI. RIGUARDO LA TERZIETA’ DEI PERITI ASSICURATIVI FIDUCIARI DI COMPAGNIE, BEH NON E’ PROPRIO IL MASSIMO, ESSENDO PARTE INTEGRANTE DEL CICRCUITO ASSICURATIVO/LIQUIDATIVO E DI RAPPORTO QUASI DA DIPENDENTE DELLE COMPAGNIE STESSE. IN ITALIA CI SONO OLTRE SETTEMILA ISCRITTI AL RUOLO NAZIONALE E DI CERTO NON TUTTI LAVORANO PER LE COMPAGNIE, ANZI….IL SOTTOSCRITTO NON LAVORA PER COMPAGNIE MA PENSO E DIMOSTRO GIORNALMENTE DI ESSERE UN TECNICO ABBASTANZA PREPARATO, IN BASE AD AGGIORNAMENTIO CONTINUI ALLO STUDIO SU DISPENSE E LIBRI DEL SETTORE, AD ACQUISTO ED USO DI MATERIALE TECNOLOGICO (PC, ATTREZZATURE PROGRAMMI DI RICOSTRUZIONE ECC ECC.) PER POTER DIRE DI ESSERE PRONTO PIU’ CHE MAI AD ASSUMERMI L’ONERE DI OPERARE COME LIBERO PROFESSIONISTA INDIPENDENTE PER QUANTO RIGUARDA LA NOVITA’ CHE SI STA DELINEANDO. COME ME VI SONO POI TANTI ALTRI COLLEGHI NELLE STESSE CONDIZIONI. DOPO QUASI VENTI ANNI DI ATTIVITA’ (PRECEDENTEMENTE ANCHE DIRETTAMENTE PER COMPAGNIE) ORA MULTIDISCIPLINARE, PENSO DI ESSERE PIU’PREPARATO RISPETTO A CHI DEVE FARE UN CORSO DI FORMAZIONE (ALL’ITALIANA!!!!)DI POCHI MESI E METTERSI PER STRADA A FAR VALERE I DIRITTI DEL DANNEGGIATO CERCANDO DI NON FARSI SOPRAFFARE.
    QUESTO E’ QUELLO CHE SI PAVENTA, AL MOMENTO IN AMBITO RCA, E GIA’ MI SONO FATTO UN’IDEA DI CHI SARA’ INVESTITO DI TALE RUOLO, GIA’ IN AUGE PER ALTRE ATTIVITA’ COLLATERALI….
    SALUTI

    PERITO ASSICURATIVO
    FELICE PASTORE

    Commento by FELICE PASTORE — 28 agosto 2013 @ 14:34

  3. Con questo sistema, per un fanalino rotto, ci vorranno migliaia di euro ( leggasi costo dei sinistri).
    Paga pantalone naturalmente.
    Ci sono troppe variabili in questo metodo, alla fine sarà il solito modo arrafazzonato di gestire i sinistri da parte delle compagnie, più improntate ai loro bilanci che agli interessi dei propri assicurati.

    Commento by Ombralunga — 28 agosto 2013 @ 16:31

  4. PER QUALE MOTIVO CI VORRANNO MIGLIAIA DI EURO PER UN FANALINO ROTTO? IO CREDO CHE INTERVENDO SUL LUOGO DEL SINISTRO SI HA SUBITO IL QUADRO DELLA SITUAZIONE E NON SI HA MODO DI FARE MAGHEGGI. CI SARA’ DA RISPARMIARE IO CREDO,MA LE COMPAGNIE PENSO NON ABBIANO INTERESSE CHE CIO’ AVVENGA. INFATTI SICURAMENTE CI SARANNO DELLE SORPRESE NON POSITIVE PER LA NOSTRA CATEGORIA, MA NON CI VOGLIO CREDERE, ALTRIMENTI DAVVERO DAREMMO MODO DI CHIUDERE L’AZIENDA ITALIA. SARA’ QUALCUNO VICINO A QUALCHE POLITICO INFLUENTE AD AVERNE BENEFICI

    Commento by FELICE PASTORE — 28 agosto 2013 @ 18:04

  5. Continuo a ritenere la proposta vaga.
    Altri esempi
    In un sinistro tra assicurati di diverse compagnie, dovrebbero intervenire in due? Visto che i periti li designano le compagnie.
    Dovendosi trovare, alle tre del mattino a gestire sinistri tra ubriachi, drogati ed esaltati, con quale autorità dovrebbe presentarsi, o ci và con la pistola?
    Per fare dei rilievi corretti bisogna avere strumenti e attrezzature adeguate, quanto inciderebbe realmente sui costi delle polizze?
    E potrei continuare…
    Rimango dell’ idea che la dashcam, gestita dall’ assicurato sia la soluzione migiore.
    Sia perchè è nata spontaneamente per risolvere i problemi di responsabilità e truffe nei sinistri, ad autotutela degli automobilisti.
    Sia perchè rimangono registrate le immagini del sinistro, quindi la dinamica.
    Non sempre delegare ad assicuratori e periti è la cosa giusta, a volte sono proprio loro che ti fottono.
    Le scatole nere le gestiscono le compagnie, e sono troppo invasive.
    La cam è mia e me la gestisco io.
    Saluti

    Commento by Ombralunga — 28 agosto 2013 @ 20:35

  6. A chi sta partecipando alla discussione, grazie. Avete arricchito il mio post. Anche con le critiche, mi riferisco a Felice Pastore. Torneremo con calma sull’argomento.

    Commento by Ezio Notte — 28 agosto 2013 @ 22:27

  7. BUONGIORNO, RITORNO SULL’ARGOMENTO, FORNENDO DELLE DELUCIDAZIONI AL SIG. OMBRALUNGA.
    LA STRUMENTAZIONE DI CUI PARLA, NON E’ ALTRO CHE INVESTIMENTO PRODUTTIVO PER CHI OGGI SI TROVA A LAVORARE NEL CAMPO DELL’INFORTUNISTICA STRADALE; IO NE POSSIEDO DI ATTREZZATURA, ED INVITO IL SIG. OMBRALUNGA PRESSO IL MIUO STUDIO PER FARGLIELA VISIONARE; POI SI PARLA DI INTERVENTO CON UBRIACHI PERSONE ANIMATE DA INSANI GESTI ECC.ECC.!!!! MA PERCHE’ CREDE CHE ORA SE VENISSI CHIAMATO SU UN LUOGO TEATRO DI UN SINISTRO DA UN CONOSCENTE E MI TROVASSI DI FRONTE AD UN PERSONAGGIO DEL GENERE PENSA CHE POSSA SCAPPARE A GAMBE LEVATE, O CONTINUARE IL LAVORO PER CUI SONO SONO STATO CHIAMATO??? E POI IN ULTIMA ANALISI, SU UN PUNTO SIAMO D’ACCORDO, E CIOE’ SULL’INSTALLAZIONE DELLA DASHCAM, IN QUANTO ALMENO IO SONO SEMPRE FAVOREVOLE A QUALSIASI INNOVAZIONE CHE POSSA FUNGERE DA DETERRENTE PER SINISTRI GRAVI, E PER EVENTUALI TRUFFE.
    LA STORIA INSEGNA, CHE IN TUTTI I CAMPI (POLITICA DOCET) VI SONO PERSONE SERIE E MENO SERIE, BASTA SAPER SCEGLIERE, PER INTEGRITA’ MORALE DIMOSTRATA NEGLI ANNI, PER COMPETENZA E PROFESSIONALITA’!!!!! SE INVECE PORTIAMO AVANTI LA POLITICA DEL “COMPARE” COME CREDO CHE QUESTA STORIA SI STIA INDIRIZZANDO, BEH, CI TROVEREMO DAVANTI LA SOLITA STORIA DELLA LEGGE DEL PIU’ RACCOMANDATO IN LUOGO DI PERSONE PREPARATE……

    Commento by FELICE PASTORE — 29 agosto 2013 @ 08:38

  8. Stiamo imboccando la strada sbagliata. Chi ha partorito st’idea? Cosa c’è sotto? Si dovrebbe rivoluzionare il codice della strada togliere definitivamente il concorso di colpa e poi tutti con le microcamere a bordo , così si filma l’accaduto , come avviene in Russia.
    Ho la netta sensazione che tutto ciò avvenga in un clima di impossibilità del cittadino di controllare la cosidetta “democrazia”. Troppe furbate,combinano questi , sicuri di riprendere il voto!

    Commento by roberto — 29 agosto 2013 @ 17:05

  9. Felice, come giustamente lei dichiara, l’ attrezzatura è un investimento produttivo, ma in Italia si paga già troppo, ci vorrebbe un drastico abbassamento dei premi, e, la sua figura, perlomeno dal punto di vista economico, potrebbe andar bene.
    Forse lei sarà cintura nera di karatè, ma non tutti sono così, nei parcheggi delle discoteche, per esempio, succedono sinistri di lieve entità, dove poi intorno si ritrovano decine di persone esaltate, e non mi pare che una persona possa operare con tranquillità, si rischia grosso!
    Una divisa ha i deterrenti, come l’ arresto o le armi, può identificare … è tutta un’ altra cosa.
    Purtroppo le controparti dei sinistri non si possono scegliere, a me è toccata la sorella di un suo collega … e può immaginare com’ è andata a finire.
    Con le cam, non servirebbe neanche più la compilazione del modulo Cai.
    Dall’ analisi dei video si stabilirebbero le responsabilità e le compatibilità dei danni, e, i furbetti farebbero pochissima strada.
    Se i cialtroni che ci governano avessero imposto alle case auto, l’ obbligo di installare le telecamere, i prezzi delle polizze crollerebbero.
    Saluti

    Commento by Ombralunga — 29 agosto 2013 @ 18:10

  10. IO IN ULTIMA ANALISI LE POSSO DIRE CHE LE COMPAGNIE ASSICURATIVE IN ITALIA SONO SPA E QUINDI DEVONO FAR QUADRARE I BILANCI. DETTO QUESTO, TUTTI POSSIAMO IMMAGINARE COME MAI NON DIMINUISCONO I COSTI DELLE POLIZZE SE DA DUE ANNI A QUESTA PARTE DA 5.000.000 DI SINISTRI IN ITALIA SI E’ PASSATI A 3.500.000 CIRCA DI SINISTRI; LE MICROLESIONI SONO PAGATE UNA MISERIA, SONO STATE RIVISITATE LE TABELLE DELLE MACROLESIONI ECC. ECC. MI DITE PERCHE’ NON ABBASSANO I PREMI DELLE POLIZZE? MA VOI PENSATE DAVVERO ALLA STORIELLA DEL SINISTRO FASULLO CHE FA ALZARE IL COSTO MEDIO? MA SAPETE COM’E’ ARTICOLATO IL RISARCIMENTO DIRETTO CON CAMERE DI COMPENSAZIONE E QUANT’ALTRO??? BISOGNA DIRE LA VERITA’ AGLI UTENTI, CIOE’ CHE LO STATO ITALIANO E’ IN MANO ALLE BANCHE E DI RIFLESSO ALLE ASSICURAZIONI CHE PARI SONO E/O CAMMINANO A BRACCETTO. ORMAI IN ITALIA NON C’E’ CONCORRENZA, QUATTRO GRUPPI E VIA A COMANDARE IL MERCATO DELLE POLIZZE; PERCHE’ NON APRIAMO ALLE COMPAGNIE ESTERE? MA IL FATTO DI PAR PARTE DELLA COMUNITA’ EUROPEA E’ SOLO SULLA CARTA? VOGLIAMO ESSERE SERI UNA VOLTA PER TUTTE? E LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI CHE NEL LONTANO 2007 AVEVANO PARLATO DEL RISARCIMENTO DIRETTO COME LA PANACEA DI TUTTI I MALI??? DOVE SONO ADESSO COSA DICONO? NULLA, PERCHE’ ANCHE LORO HANNO AVUTO LA FETTA DELLA TORTA E TUTTI ZITTI, FINISCE TARALLUCCI E VINO… NON SIETE D’ACCORDO?

    Commento by FELICE PASTORE — 29 agosto 2013 @ 18:31

  11. MA VOI PENSATE DAVVERO ALLA STORIELLA DEL SINISTRO FASULLO CHE FA ALZARE IL COSTO MEDIO?

    Si

    MA SAPETE COM’E’ ARTICOLATO IL RISARCIMENTO DIRETTO CON CAMERE DI COMPENSAZIONE E QUANT’ALTRO???

    Si

    Commento by Ombralunga — 29 agosto 2013 @ 18:57

  12. SONO COSE CHE INCIDONO, MA LE COMPAGNIE CON L’INTRODUZIONE DEL RISARCIMENTO DIRETTO DOVE NON AVVIENE LA FIRMA CONGIUNTA SU UN MODULO CAI, FINISCE CHE OGNUNO SI RECA ALLA PROPRIA COMPAGNIA, E DICHIARA CIO’ CHE VUOLE. RISULTATO VENGONO PAGATI ENTRAMBI, CON TESTIMONI SEMPRE PRESENTI, E LA COMPAGNIA NON FA ALTRO CHE INCASSARE SOLDI DALLA CAMERA DI COMPENSAZIONE CON IMPORTI GIA’ PREDEFINITI ED AUMENTA LE POLIZZE AD ENTRAMBI. BELLO VERO?
    BELLA GESTIONE, E VISTO CHE LO SAPETE RIBELLATEVI, COSI’ COME DOVREBBERO FARLO LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI (ESISTONO ANCORA?)

    Commento by FELICE PASTORE — 30 agosto 2013 @ 10:31

  13. Caro Felice, non la prenda male, ma a tutto c’ è un limite.
    Questo sito, come si deduce dal nome, non si interessa di botanica.
    Che lei sia convinto di essere capitato in un posto di sprovveduti e incompetenti, ai quali fare lezioni, non è per niente rispettoso.
    Soprattutto per il nostro Ezio, il quale svolge un lavoro immane, non solo in campo assicurativo, ma in tutte le molteplici circostanze che riguardano la difesa degli automobilisti.
    Le rispondo più dettagliatamente riguardo alle sue obiezioni, iniziando dall’ ultima.
    Il caso da lei citato è abbastanza frquente, ed è uno dei segni più evidenti dell’ incompetenza che regna tra gli addetti ai lavori del sistema assicurativo rcauto.
    L’ indennizzo diretto è nato per l’ oggettiva realtà che la maggior parte dei sinistri avviene tra assicurati di diverse compagnie, e anche per quelli di diversa posizione geografica.
    Nello spirito, la legge, serve a semplificare tali situazioni.
    Il modulo a firma singola, di per sè, non ha alcun valore, e non determina nessuna attribuzione di responsabilità.
    Essa si ottiene dalla comparazione di due moduli monofirma, e nel caso essi siano perfettamente identici, e quindi, sovrapponibili, si può parlare di
    ” constatazione amichevole senza firme congiunte” , ed è dovuta appunto all’ impossibilità o alla difficoltà di far incontrare tra loro le parti.
    Tutti gli altri casi sono abusi e illeciti.
    Per quanto riguarda i testimoni, hanno validità quelli presenti sulla carta, modulo cai o semplice foglio che sia, al momento dell’ avvenuto sinistro.
    Quelli spuntati fuori dal nulla, dopo giorni ( della serie ” passavo di là per caso), non hanno ( o non dovrebbero, siamo in italia) aver voce in capitolo.

    Per esperienza diretta ( posso inviarle la documentazione, se vuole), le posso confermare che per un danno reale di max 250 €, il suo collega, con la complicità dei funzionari della compagnia è riuscito a far intascare alla sorella la bellezza di 1240 €, a fronte di un costo medio di 1263 €.
    Venti euro in meno.
    Le compagnie, quando vengono a galla certe situazioni, vestono i panni delle vittime sostenendo di aver perso , dalla frode, almeno 1000 € di rimborso dalla stanza di compensazione.
    In realtà ( e glielo posso sempre dimostrare con la documentazione), sono complici consapevoli, per un semplice fatto.
    Un sinistro da 250 € , alla luce del calcolo del costo medio farà indubbiamente calare tale valore, mentre liquidandolo 1240 €, lascierà il costo medio quantomeno stabile.
    In base al costo medio viene stabilito il prezzo della polizza.
    Quindi la compagnia preferisce chiudere gli occhi sulla truffa, e rinunciare ai mille euro di rimborso ( che se li divideranno tra agenti periti carrozziere e controparte), perchè è un danno sicuramente minore rispetto a quello che può creare l’ abbassamento del costo medio, che si ripercuote su migliaia di polizze.
    E non è un invenzione o un caso raro, ma un calcolo diabolico che quotidianamente, a parere del sottoscritto, tantissimi pongono in essere, a tal punto da poter essere considerato il principale responsabile del degenerato sistema assicurativo italiano.
    Solo così si spiega il fatto che, a fronte della diminuzione dei sinistri e dei risarciment ( sopra il costo medio), i prezzi delle polizze siano in costante aumento.
    Credo di essergli stato abbastanza chiaro ….
    Saluti

    Commento by Ombralunga — 30 agosto 2013 @ 20:26

  14. Guardi, anche se non so lei chi sia, visto che si firma con un nome di fantasia, le posso assicurare di non aver bisogno di delucidazioni da parte sua per quanto riguarda la materia RCA e la correlata infortunistica stradale. Detto questo, noto nelle sue parole tanta demagogia, tanta teoria ma poca pratica. Sa benissimo che tra la teoria e la pratica c’è differenza, anche quando dice che per un danno da pochi euro che lei avrebbe cagionato, il sinistro e’ stato liquidato in maniera quintuplicata. Dovrebbe lei dimostrare su che si basa la sua certezza dell’importante del danno, ma non posso escludere che le sia capitata una persona scorretta. Non per questo su deve sentire in dovere di fare di tutta un’erba, un fascio. Il suo caso non è di tale importanza a livello italiano per far aumentare le polizze di tutti ma si tratta di un caso singolo e particolare. Per quanto concerne i testimoni, non sempre vengono menzionati nella compilazione del CAI , anche trattandosi di doppia firma, può capitare di finire in giudizio, e se i nominativi dei testimoni non sono stati impressi sul CAI, che si fa non si paga il danno??? Dovrebbe chiederò prima alle compagnie, poi ai giudici, i quali non fanno altro che chiedere testi in giudizio, anche trovandosi di fronte a casi lapalissiani.
    Spero io di averle chiarito le idee in tema, saluti

    Commento by Felice pastore — 31 agosto 2013 @ 18:57

  15. Non si preoccupi di chi sia io.
    Sono un automobilista qualunque, che si ha preso la briga di studiarsi le norme stradali e assicurative dopo che si è reso conto che essere informato dagli addetti ai lavori è inutile, dato che il loro interesse nei confronti dei clienti è soltanto uno. Farli pagare il più possibile, il che è in contrasto con l’ interesse principale di chi circola con un automobile.
    Non mi interessa darle lezioni, il mio scopo principale è, semmai, aiutare gli automobilisti a difendersi da voi.
    Si risparmi il politichese, la pratica è l’ applicazione della teoria.
    Sul mio caso chi dovrebbe dimostrare quello che non è mai accaduto è la compagnia. Si è sempre rifiutata di farlo, non ha mai rilasciato gli atti ( perizia, quietanza, fattura) e ho scoperto anche il perchè. Non esistono.
    Il sinistro risulta chiuso senza seguito, per ovvii motivi, non sarebbe mai passato nella banca dati antifrode dell’ ivass. E ciò è gravissimo
    Se un giorno sentirà che una compagnia è stata interdetta dal territorio nazionale, si ricordi di me.
    Non è assolutamente un caso isolato, ve ne sono a bizzeffe se fà un giro in rete.
    E ritengo che liquidare cifre prossime al forfait sia interesse delle compagnie per non far crollare le polizze. Quindi non caso isolato, ma sistema.
    Su i testimoni, non sono d’ accordo, poichê essi devono essere riconosciuti come tali da entrambe le parti e devono dimostrare di essere realmente stati presenti al sinistro. E ciò può essere dimostrato solo dalla loro segnalazione sul modulo cai.
    Quelli prezzolati che si trovano fuori dai tribunali, sono soltanto arnesi per truffare.
    Saluti

    Commento by Ombralunga — 1 settembre 2013 @ 17:45

  16. Caro sig. Ombralunga, con questa, le rispondo e poi chiudo la querelle perché trattasi di esternazioni prettamente personali e null’altro. Se lei è stato truffato come asserisce, mi dispiace, ma certo non è colpa di tutti gli operatori del settore. Bisogna stare attenti quando si fanno delle affermazioni come le sue, perché scade il livello di scambio di idee e si generalizza, ergo si banalizza. Noto però che è sempre pronto a fare polemica accanita, come già mi è capitato di leggere nei confronti del sig. Binda. Tutto questo denota un accanimento che a mio avviso non è sinonimo di lucidità nell’analizzare le cose. Anche sul fatto che gli operatori del settore non vogliono dare agiate risposte, questa la vedo una esasperazione; sicuramente chi è a capo non ha interesse a diramare notizie certissime al consumatore, ma da qui a dire tutti cattivi…….

    Commento by Felice pastore — 1 settembre 2013 @ 19:00

  17. Vedo che insiste nel voler farmi credere che la mia sia una cosa personale, un caso isolato, che la realtà è ben diversa.
    Mi vedo pertanto costretto, nel difendermi dalle sue illazioni, a dover andare ancora più in fondo.
    La zona dove lei abita e opera, risulta abbastanza rinomata per fenomeni di illeciti assicurativi nel campo dei sinistri fantasma.
    Se, dalle sue parti, è finito in carcere persino un giudice di pace, per frodi assicurative, appare evidente che sia una zona dove, per certe pratiche, il terreno sia fertilissimo.
    Sulla mia lucidità mentale, non si preoccupi.
    Se fossimo in un paese normale avrebbe potuto avere anche ragione.
    La informo che lei e binda, siete due operatori del peggior sistema assicurativo d’ europa, quindi non esenti da responsabilità in questo sfacelo.
    Se consideriamo che entrambi, quando si inizia a discutere di cose realmente attinenti, che richiedono competenza, ve la svignate, preferendo l’ offesa, le posso garantire che la mia lucidità mentale è più che efficiente.
    Saluti

    Commento by Ombralunga — 1 settembre 2013 @ 22:00

  18. Visto che lei si informa su chiunque, ma nasconde la sua identita’ per poter sparlare a suo piacimento, le dico una cosa da italiano: le frodi esistono al sud come al nord, si informi che negli ultimi giorni hanno fatto degli arresti in Valle D’Aosta, quindi smettiamola di dire sempre e solo fregnacce, come fanno buona parte dei leghisti. L’Italia e’ una se ancora non si e’ reso conto, ma c’e’ qualcuno come lei che preferisce addossare colpe sempre e solo ad uuna parte, purtrooppo quando ci sono persine che si nascondono dietro un dito per camuffarsi e cambiare identita’ a piacimento. Ognuno di noi ha una coscienza, io vedo le mie cose e rispondo delle mie azioni, questo da quando sono nato, lei si materializzi ed cominci a fare la persona che si assume le responsabilita’ di quello che dice e delle sue azioni, non sparli di persone che non conosce; la invito a sciacquarsi bene la bocca e poi a parlare. Il peggior sport che si paratica in Italia e’ questo e lei ne e’ un degno atleta
    Felice PAstore di Benevento – (CAmpania) ITALIA –
    p.s. quando e se si dovesse trovare dalle mie parti, mi puo’ contattare cosi’ le faccio respirare un po’ di storia millenaria, non luoghi comuni. Si informi

    Commento by FELICE PASTORE — 2 settembre 2013 @ 09:19

  19. Hanno arrestato gente in valle d’ aosta per truffe assicurative?
    Quindi ?
    Se lei fosse valdostano e opererebbe in provincia d’ aosta, avrei scritto le stessissime cose.
    Tutto questo dramma meridionalista se lo poteva risparmiare.
    Sono meridionale quanto lei.
    Un modo come un altro per parlare d’ altro.
    Lasci perdere la politica che fà solo male e fà diventare anche brutti.
    Non disprezzo affatto la sua zona, che ha una storia e una cultura originali.
    Purtroppo, nell’ italia moderna , piuttosto che il guerriero che combatteva i romani, lo stereotipo del sannita è diventato mastella.
    Saluti

    Commento by Ombralunga — 2 settembre 2013 @ 15:30

  20. Non sono certo un seguace di Mastella, ma siccome lei lo dice in modo dispregiativo le rispondo in modo lucido che il buon Clemente di e’ dimesso da guardasigilli quando era ministro. In quest’Italia non è cosa da poco.
    Comunque lei continua a proliferare il suo verbo, nascondendosi dietro uno pseudonimo, così da non poter avere riferimento alcuno da parte dei suoi interlocutori. Meglio Mastella

    Commento by Felice Pastore — 3 settembre 2013 @ 13:48

  21. “La informo che lei e binda, siete due operatori del peggior sistema assicurativo d’ europa, qui”..Ombralunga dopo settimane vedo che non perde il vizietto di fare l’internauta saputello e di chiamare in causa chi non c’è. Da un lato dice di non essere un addetto anzi si pavoneggia di non esserlo e poi parimenti in virtù di questa sua datata ed approfondita ricerca nonchè studio afferma con sicurezza che il rpesunto suo broglio è diffusissimo…mi scusi..in base a cosa è così certo? xkè i brogli per definizione son “furberie” che rimangono in sordina quindi non note, pertanto pur esendo non note come fa lei a contabilizzarle? Eviti di criticare l’operato di tanti operatori che seriamente prestano consulenza ed assistenza ai propri assicurati, anzi ascolti se vede ruberie dappertutto e da parte di tutti…esistono gli psicanalisti…
    Grazie e…faccia un piacere…non citi persone a sproposito

    Commento by Renzo — 3 settembre 2013 @ 15:31

  22. “La informo che lei e binda, siete due operatori del peggior sistema assicurativo d’ europa, quindi non esenti da responsabilità in questo sfacelo”…ma come si permette? Darmi del truffatore o connivente con truffe? Pensi a studiare

    Commento by Renzo — 3 settembre 2013 @ 15:33

  23. ho letto con attenzione tutti i post.. nessuno degli interventori, vuoi operatori del settore, vuoi utenti della strada, non hanno per niente focalizzato il sistema..
    cera una volta , in Italia la necessità di offrire garanzie per i danni provocati dalla circolazione stradale e lo Stato, non essendo preparato al boom delegò, anzi designò imprese private all’esercizio della assicurazione ( legge 990/69). all’epoca le polizze erano stipulate da società di privati che investivano il loro patrimonio ( leggasi Edera, Assiolimpia ecc.ecc),
    oggi, invece, l’esercizio dell’assicurazione è demandato esclusivamente alle BANCHE che sfruttano il filone per avere disponibile e sempre denaro contante.. avete mai pagato una polizza con assegno posdatato o cambiali?? poco se ne fottono questi signori della giusta gestione del sinistro: l’unica cosa importante è a fine anno presentare i bilanci in passività per ottenere l’autorizzazione al rincaro ed incassare di più..
    si parla spesso delle truffe alle assicurazioni ed è innegabile che esistano..ma di quelle perpetrate DALLE ASSICURAZIONI?? provate a stipulare una polizza RCD con clausole specifiche per l’utilizzo di apparecchi satellitari..vedrete le difficoltà ad ottenere il giusto risarcimento.. provate a dimostrare che la vs auto, sebbene pluridecennale ha un chilometraggio irrilevante ed è sempre stata utilizzata con dovizia ed attenzione.. varrà il valore commerciale che è determinato..indovinate da chi!
    ed allora, basta seghe mentali.. basta parlare senza soluzioni… dal 1992 le imprese alla liquidazione di ogni sinistro archivianoi codici fiscali di tutte le persone interessate nel sinistro, compreso testo, patrocinatori, trasportati ecc.. perchè non decollano le polizze ad personam visto che i dati sono più che disponibili??
    risposta: perchè alle assicurazioni ( ovvero alle banche), non conviente..)
    prima di concludere ritengo doveroso anche precisare che il sistema di accertamenti oggi utilizzato è pazzesco: anni fà un unico perito accertava l’ammontare del danno, eseguiva perizia di riscontro, accertava lo stato dei luoghi ecc.. oggi con i sistemi di incarico telematici la mano destra non sà quello che fà la sinistra ed alla liquidazione vi sono persone incompetenti, ex archivisti e stracciafacenti che tutto sanno, tranne quale sia il giusto diritto ed i doveri dei comuni cittadini..
    questa è la mia fotografia della situazione, dopo 32 anni di attività quale fiduciario di primarie imprese assicurative, CTU del Tribunale e ricostruttore cinematico..
    Per.Ind. De Rosa Carlo – Napoli

    Commento by carlo De Rosa — 9 settembre 2013 @ 17:50

  24. MI PERMETTO DI FARE UNA PICCOLA PUNTUALIZZAZIONE SU QUANTO DETTO DAL P.I. DE ROSA; IN UNO DEI MIE INTERVENTI, HO DETTO CHE LE COMPAGNIE PENSANO ALLA CAMERA DI COMPENSAZIONE E POCO ALLA RESPONSABILITA’ DI UN EVENTO. QUINDI CHI E’ OPERATORE DEL SETTORE DOVREBBE LEGGERE TRA LE RIGHE DI COSA SI TRATTA; SUL FATTO CHE ORMAI BANCHE E COMPANIE ASSICURATIVE SIANO LA FACCIA DELLA STESSA MEDAGLIA E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI; IN ULTIMO MI FANNO RIDERE LE TRASMISSIONI TELEVISIVE DOVE C’E’ IL CLASSICO DISCORDO MONOCORDE DI UN RAPPRESENTANTE DELL’ANIA IL QUALE GIUSTIFICA L’AIUMENTARE DEI PREMI ASSICURATIVI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER COLPA DELLE FRODI, CHE CI SONO LO RIPETO E RIBADISCO, MA IN MANIERA MOLTO MOLTO INFERIORE A QUALCHE ANNO FA. E LO RIPETO ANCORA UNA VOLTA, LE COMPAGNIE DI ASSICURAZIONI PER LO PIU’ SI AFFIDANO A PERSONE (TECNICI?) CHE FANNO SOLO I DIPENDNETI ORMAI, E PENSANO AL GIORNO DI CONSEGNA PER NON ESSERE “SCULACCIATI” TRALASCIANDO L’ACCERTAMENTO E STIME DEL DANNO CON CRITERI DI TERZIETA’EFFETTIVA.
    COME MAI CI SONO PERITI CHE LAVORANO PER LE COMPAGNIE DA DECENNI E NON SI AGGIORNANO NEMMENO SE LI PAGANO? COME MAI SI TRAMANDANO DI PADRE IN FIGLIO LA FETTA DI TORTA DEL MERCATO ASSICURATIVO? PERCHE’ CHI SI PREPARA TECNICAMENTE, SPENDE SOLDI PER FORMARSI E POTREBBE DARE UN GIUSTO CONTRIBUTO ALLA CAUSA RESTA FUORI DAI GIOCHI??? PERCHE’ QUESTA E’ UNA PROFESSIONE CHE VIAGGIA ALLA STESSA STREGUA DEI POLITICI, VECCHI E DECREPITI MA CONVINTI DI NON ESSERE ALLONTANATI.
    COMPLIMENTI A CHI CONTROLLA ED A CHI PERMETTE QUESTE OSCENITA’

    Commento by FELICE PASTORE — 10 settembre 2013 @ 12:39

RSS feed dei Commenti su questo post.



Ci scusiamo, i commenti sono al momento chiusi.