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19 settembre 2009

Indennizzo diretto: da speranza a infernale caos

Indennizzo diretto: che confusione!

Indennizzo diretto: che confusione!

Sappiamo che la materia è ostica e noiosa, ma vi preghiamo di leggere sino in fondo questo post, perché la faccenda scotta.

L’indennizzo diretto c’è dal 1º febbraio 2007: in caso d’incidente stradale, consente ai danneggiati non responsabili (o parzialmente non responsabili) di essere risarciti direttamente dal proprio assicuratore. Sin dall’inizio, non è stato chiaro se questa procedura fosse obbligatoria. E già lì è nato il caos attorno all’indennizzo. Di sicuro, non richiede la firma congiunta della constatazione amichevole d’incidente (Modulo blu) e non è interrotta dall’eventuale intervento di un patrocinatore per conto del danneggiato.

Come se non fosse già abbastanza complicato, l’indennizzo diretto non prevede un pieno reintegro, da parte della Compagnia debitrice, di quanto pagato dall’altra Assicurazione: c’è soltanto un rimborso a forfait. Il tutto, per sintetizzare, viene poi riequilibrato in una stanza di compensazione, in cui la Compagnia debitrice salda (almeno in teoria) il debito.

In breve, l’indennizzo diretto ha portato tre gravi problemi.

a) Il danneggiato non si può difendere granché: le norme sono nebulose in quanto a onorari e compensi di avvocati ed esperti d’infortunistica stradale.

b) Le Rca non sono scese in modo significativo, nonostante questo fosse l’obiettivo della legge e la speranza di tutti: meno contenziosi per tariffe meno costose.

c) A spaccare tutto in mille pezzi è arrivata, per fortuna, la Corte costituzionale: con sentenza n. 180 del 2009 (depositata in cancelleria il 19 giugno 2009) ha sostanzialmente reso facoltativo agire contro la propria Compagnia. Secondo l’interpretazione prevalente, il danneggiato può chiedere giudizialmente il risarcimento al responsabile civile e all’Assicurazione dello stesso responsabile.

Risultato: le Compagnie ora possono scegliere fra l’indennizzo diretto e la vecchia procedura ordinaria. Così, se già con il risarcimento diretto si capiva poco, adesso gli assicurati – con questo bivio strano – impazziscono.

foto flickr.com/photos/plutor

di Ezio Notte @ 00:16


4 commenti

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QUI 4 Commenti

  1. Per quanto mi riguarda, lo dico da perito assicurativo che cura gli interessi dei danneggiati, l’indennizzo diretto e’ figlio di scelte cervellotiche da parte di chi e’ solo teoria e non conosce bene la problematica della materia (molte volte viene nascosta o travisata).
    La cosa piu’ giusta sarebbe apportare delle modifiche, la prima quella della terzieta’ dei periti, in quanto adesso la valutazione dei danni la fa un perito che e’ “dipendente” della compagnia che gli suggerisce (eufemismo) le tariffe e gli ordinamenti da seguire, pena l’allontanemento dalla stessa mandante.
    Domanda : ma si puo’ lavorare in questo modo?
    E poi, la camera di compensazione, sa tanto di inferno dantesco con annessi gironi
    Bisogna tenere duro e combattere affinche’ questo altro mostro tutto italiano venga sconfitto

    p.a. Felice Pastore

    Commento by FELICE PASTORE — 7 ottobre 2009 @ 10:54

  2. Condivisibile appieno!

    Commento by Renzo Fain Binda — 8 ottobre 2009 @ 10:38

  3. […] rimborsi gonfiati, sinistri inventati, colpi di frusta e varie lesioni fisiche. Alla faccia dell’indennizzo diretto, che doveva portare una ventata di ottimismo e freschezza nel settore… Il risultato? Semplice, […]

    Pingback by Rc auto: meno incassi e più truffe. In arrivo un’ondata di rincari? | Automobilista.it — 21 ottobre 2009 @ 14:55

  4. […] che orienta le opinioni. Così è da sempre (ossia da quand’è nato, nel febbraio 2007) per il risarcimento diretto, procedura di rimborso assicurativo che, in caso di incidente stradale, permette ai danneggiati non […]

    Pingback by Indennizzo diretto: ma chi l’ha detto che litigare meno sia un bene?! | Automobilista.it — 12 novembre 2009 @ 01:51

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