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27 gennaio 2011

Indennizzo diretto: il cavalier Luigi Cipriano (Aneis) lo demolisce

Indennizzo diretto: è una bella lotta

Indennizzo diretto: continuiamo la nostra chiacchierata col cavalier Luigi Cipriano, presidente Aneis (Associazione nazionale esperti infortunistica stradale).

Cavalier Cipriano, fra gli obblighi previsti dall’indennizzo diretto a carico delle Assicurazioni, c’è il supporto tecnico, la quantificazione, il controllo, l’integrazione. Una bella mano per l’assicurato che ha subìto un incidente…
“Tutti noi siamo entrati in agenzie di Assicurazione, per cui ben ricordiamo che all’interno ci sono impiegati che raccolgono i soldi delle polizze in scadenza o predispongono contratti prestampati incassando il premio. Ma nulla sanno di responsabilità, di danno biologico, morale, esistenziale, spese mediche, terapie, danno alle cose, alla vettura, fermo tecnico”.

Be’… è una sua opinione. Gli impiegati potrebbero ribattere di essere perfettamente a conoscenza delle regole…
“Ma quale assistenza mai potrebbero dare oltre a quella di scrivere a computer una lettera generica di intervento, tra le altre cose indirizzata alla Compagnia stessa per la quale lavorano?”.

Ancora la legge: nel caso in cui la somma offerta dall’Impresa sia accettata, sugli importi corrisposti non sono dovuti compensi per la consulenza o assistenza professionale. Che ne dice?
“La Compagnia mette a difesa dei propri interessi i cosiddetti liquidatori, dipendenti questi che hanno una preparazione tale da contestare le richieste dei danneggiati cercando di convincerli che una certa voce di danno non compete: vedi il fermo tecnico, per citare cose di poco conto ma che nessun liquidatore mai riconoscerà al danneggiato pur essendoci pronunce della Cassazione che lo riconoscono”.

E il danneggiato, in tutto questo?
“È la parte debole rispetto alla Compagnia, non può farsi assistere e difendere da un professionista se non pagandolo di tasca propria subendo così danno su danno.  Dove sta il diritto alla difesa garantito dalla nostra Costituzione?”

Passiamo al medico legale…
“Per legge, se il danneggiato si rivolge a un medico legale per accertare e valutare le conseguenze relative al sinistro, l’onorario di detto professionista medico legale verrà rimborsato dalla Compagnia. Mentre, se si rivolge al patrocinatore, no! Non si crea in questo modo una disparità di trattamento tra professionisti che intervengono per la stessa ragione, cioè il sinistro stradale? Non viene così leso un diritto sancito dalla nostra costituzione?”.

In definitiva…
“Chi vorrà fidarsi ciecamente della propria Compagnia… ebbene lo faccia, gli altri hanno diritto di farsi aiutare, di fasi consigliare, di farsi assistere da persona di fiducia, proprio come fanno le Compagnie riponendo i propri interessi nella mani dei Liquidatori. Questo infine ha detto la sentenza della Corte costituzionale numero 180 del 2008, quando ha riconosciuto al danneggiato la possibilità di agire nei confronti della propria Assicurazione o, a scelta, nei confronti della Compagnia del responsabile”.

foto flickr.com/photos/hikingartist

di Ezio Notte @ 22:10


1 commento

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  1. D’accordissimo. Ma allora perche’ tutti ostacolano i patrocinatori stragiudiziali? I medici di parte perche’ esistono se le compagnie stesse hanno i medici ai quali affidano l’incarico alla stessa stregua del perito auto? Misteri irrisolti; La corte costituzionale ha emanato una sentenza sulla facoltativita’ dell’Indennizzo Diretto, perche’ non viene rispettata? Poi lo sanno tutti che le compagnie assicurative hanno sotto scacco i propri periti, pena l’allntanemnto se non vengono seguite le direttive a loro imposte. Dove sta allora la trasparenza e l’aiuto per il danneggiato? Tutte domande senza risposte, purtroppo i problemi dell’Italia sono le donne del cavaliere oppure gli incontri con i trans di altri…………..Che vergogna, e sono pure strapagati…………….

    Felice Pastore

    Commento by felice pastore — 28 gennaio 2011 @ 17:28

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