OmniAuto.it

14 ottobre 2011

Indennizzo diretto: io me ne sbatto della velocità dei risarcimenti. Voglio un rimborso equo

Le conseguenze dell'indennizzo diretto

L’indennizzo diretto è la più grossa sciagura mai abbattutasi sul settore Rc auto (assieme al possibile nuovo danno biologico). Le tariffe sono alle stelle. Logico che le Assicurazioni difendano quella procedura: sono loro a tenere per i testicoli gli assicurati, determinando il risarcimento e offrendo assistenza ai clienti. La Compagnia mi deve dei soldi e mi assiste: un bel paradosso.

Per difendere quella porcheria di indennizzo diretto, le Assicurazioni, per bocca del presidente Ania Cerchiai, dicono che ha velocizzato i rimborsi.

Certo che lo ha velocizzati. Ma io me ne frego della rapidità del rimborso, io voglio un risarcimento equo.

Se mi dai 2.000 euro in 20 giorni, ma mi dovevi 3.000 euro, preferisco aspettare altri 10 giorni e averne 3.000.

L’assicurato viene messo spalle al muro. O accetti i 2.000 euro, o si va per vie legali. L’avvocato o l’esperto in infortunistica stradale te lo paghi tu. Perché con l’indennizzo diretto, l’Assicurazione dovrebbe curare i tuoi interessi, assisterti. Certo, come il lupo fa la guardia al pollaio.

Se non siete con l’acqua alla gola, affidatevi a un legale o a un esperto in infortunistica stradale, trattate sul compenso (una percentuale del futuro risarcimento) e fate la guerra alle Compagnie. I soldi: tutti, fino all’ultimo, prego.

ezio.notte@omniauto.it

foto flickr.com/photos/pagedooley

di Ezio Notte @ 23:32


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