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9 giugno 2011

Io sto con la vigilessa

Tristezza

La presidenza del Consiglio dei ministri ha diritto di fare ricorso contro una multa, anche due multe, tutte le multe che vuole; il ministro Brambilla avrà anche commesso le infrazioni al Codice della strada per motivi connessi all’attività di Governo; però tutto questo ci fa tristezza. Perché anche essere italiani tristi è un nostro diritto, noi che amiamo cantare col mandolino in mano.

Per l’esattezza, e se non morite di noia, vi ultra sintetizzo l’accaduto (via corriere). Tempo fa, una vigilessa di Lecco (cui dedicherei un monumento) fa una multa all’auto blu del ministro Brambilla (in leasing: la contravvenzione, notificata all’intestatario dell’auto, viene girata alla società di leasing di Roma, che la inoltra alla presidenza del Consiglio). Eccesso di velocità; mancato rispetto dello Stop. Si offende qualcuno se dico che con quelle due violazioni viene messa seriamente a repentaglio la sicurezza?

La presidenza del Consiglio ricorre al Prefetto e vince: l’auto blu stava infrangendo il Codice della strada per motivi connessi all’attività di Governo.

Sarà. Ma io sto con la vigilessa. L’ auto blu non aveva la sirena in funzione: solo il lampeggiante acceso. Giusta la multa. Il guaio è che l’infrazione è avvenuta per motivi istituzionali. Ergo, l’annullamento della sanzione è ineccepibile sotto il profilo formale.

Resta un senso di amarezza e sconforto per noi cristiani che paghiamo le tasse. E le multe. Non trovate?

di Ezio Notte @ 00:23


4 commenti

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QUI 4 Commenti

  1. Che cosa aveva da fare di cosi’ urgente la Brambilla da mettere a repentaglio la vita di altre persone infrangendo in quel modo le regole del CDS??
    Solo in Italia ci sono ancora personaggi che spadroneggiano in lungo ed in largo e non vengono puniti.
    L’America ha tante contraddizioni, ma se anche un politico potente non rispetta le regole sa che deve dare le dimissioni altrimenti lo sollevano dall’incarico; in Italia li premiano…………

    Commento by felice pastore — 10 giugno 2011 @ 15:41

  2. E’ la logica (ed arroganza) dei potenti. Quella di essere al di sopra delle regole. E se cerchi di fargliele rispettare rischi. Magari la vigilessa finirà a lavorare in un polveroso archivio. Magari il prefetto rischiava il trasferimento chissà dove.
    Ci sono cose che nel corso dei secoli mutano della forma ma non nella sostanza.

    Commento by Ernesto — 11 giugno 2011 @ 22:15

  3. Mistero.

    Commento by Ezio Notte — 11 giugno 2011 @ 22:23

  4. Ci vorrebbero norme più stringenti e precise per capire se davvero, di volta in volta, esiste uno stato di necessità tale da consentire di infrangere il Codice della strada. Invece, così, i dubbi rimangono…

    Commento by Ezio Notte — 11 giugno 2011 @ 22:24

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