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26 dicembre 2012

Ivass: meglio ieri l’Isvap? Un domani pieno d’incognite

Questo sì che è un controllore...

Riccardo qui mi critica: “Le ricordo che l’attuale presidente dell’ISVAP è il dott. Giancarlo Giannini, presidente dell’INA Assitalia. Volevamo ancora una authority delle assicurazioni preseduta dalle stesse assicurazioni? Il controllato che controlla. l’ISVAP così come è strutturata è un’anomalia. Fra i due mali … be fate voi”.

Ma cosa ho scritto per scatenare la reazione di Riccardo? Questo:

“Dal 1° gennaio 2013, l’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle Assicurazioni) succede in tutti i poteri, funzioni e competenze dell’Isvap. L’istituzione dell’Ivass, ai sensi del Decreto legge 6 luglio 2012 numero 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini), convertito con Legge 7 agosto 2012 n. 135, mira ad assicurare la piena integrazione dell’attività di vigilanza assicurativa attraverso un più stretto collegamento con quella bancaria.

Mi fa piacere che il Governo Monti, super mega liberalizzatore, abbia voluto la vigilanza assicurativa più strettamente collegata con quella bancaria. Per la cronaca, l’Ivass è presieduto dal direttore generale della Banca d’Italia, incarico attualmente ricoperto da Fabrizio Saccomanni (foto). Mi chiedo se in futuro le Assicurazioni avranno ancora il coraggio di piangere perché le Leggi del Governo dei tecnici sono brutte e cattive.

Mi dicono, sul sito Isvap, che ‘l’Istituto opera sulla base di principi di autonomia organizzativa, finanziaria e contabile, oltre che di trasparenza ed economicità, per garantire la stabilità e il buon funzionamento del sistema assicurativo e la tutela dei consumatori’. A me personalmente mi fa piacere che ci ricordino che questo Istituto è autonomo. Però mi fa pure sorridere. È un po’ come se un arbitro, prima di una partita, mi dicesse: “Ehi, ricordati che io sono imparziale”. O come se la mogliettina appena sposatasi raccontasse al maritino: “Io sono fedele, sai?”.

Pur tuttavia, lo confesso, nella mia infinita ingenuità, avrei preferito che l’Ivass non fosse sotto il cappello della Banca d’Italia. Così come mi sarebbe piaciuto che i quotidiani avessero sottolineato quest’aspetto.

Ah, succhiatevi questa ciliegina finale: ‘Il direttorio integrato è costituito dal governatore della Banca d’Italia, che lo presiede, dagli altri membri del direttorio della Banca e dai due consiglieri’. Basta così?”.

In definitiva, ieri l’Isvap non piaceva. Dal 1° gennaio l’Ivass, che deve controllare le Assicurazioni, è sotto il cappello della Banca d’Italia. Quindi, ieri come domani, l’automobilista a quanto pare è destinato a una vita un po’ così, senza grosse certezze. Voi che ne dite?

di Ezio Notte @ 17:20


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