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27 dicembre 2009

L’agente Pisano: “La Legge Bersani è stata la morte delle classi di merito”

Auto nuova per il figlio? Classe di merito di papà!

Auto nuova per il figlio? Classe di merito di papà!

La Rc auto è ormai un incubo per gli italiani, specie ora che stanno per arrivare rincari. Ne parliamo con Roberto Pisano, agente di assicurazioni plurimandatario, nonché presidente provinciale di Cagliari dello Sna (Sindacato nazionale agenti di Assicurazione).

Pisano, tariffe Rca in aumento: c’è un valido motivo?
“Se dovessimo dare un’occhiata ai bilanci delle Compagnie, vedremmo una caduta vertiginosa degli utili negli ultimi due esercizi. A un primo esame, dunque, sembrerebbe giustificato il ricorso agli aumenti tariffari. Ma nello stesso periodo la situazione degli equilibri tecnici nel ramo auto, pur essendosi aggravata, non si è in realtà modificata nella stessa misura”.

Quali sono i fattori in gioco?
“Sono due gli elementi che hanno minato la redditività delle Compagnie, e solo uno riguarda direttamente il ramo auto. Mi riferisco a un provvedimento populistico, miope e pericoloso meglio noto come ‘lenzuolata Bersani’. Concedere ai figli neopatentati di fruire della medesima classe di merito che i loro genitori hanno conquistato in molti anni di guida ‘virtuosa’ ha significato decretare la morte del principio di mutualità, sulla base del quale erano da sempre costruiti i sistemi tariffari della Rca. Il maggior costo pagato dai neopatentati che iniziavano la propria storia assicurativa dalla quattordicesima classe bonus malus, così come quello pagato dagli utenti più sinistrosi delle classi di merito più alte, serviva a distribuire il costo complessivo dei sinistri su tutto il mercato, consentendo di contenere le tariffe delle classi di merito più basse riservate agli utenti più virtuosi. Su questo equilibrio tariffario, costruito in decenni, le Compagnie intervenivano periodicamente con delle revisioni, per la verità non sempre giustificate da esigenze di squilibrio tecnico”.

Poi cos’è successo?
“Quando il ministro Bersani ha decretato il diritto di ciascuno a fruire della classe di merito migliore fra quelle esistenti in famiglia, si è assistito a una corsa alla vendita di veicoli dai padri ai figli e viceversa, snaturando, fra l’altro, l’obiettivo della legge, pur di godere dei vantaggi riservati a chi assicurava ‘per la prima volta’ il veicolo dopo la voltura al Pra”.

Voi agenti avete sentito subito “puzza di bruciato”?
“Sì. Fin da allora gli addetti ai lavori immaginavano che sarebbe capitato quello che sta succedendo oggi: una corsa più o meno generalizzata agli aumenti tariffari per tentare di ristabilire un indispensabile equilibrio tariffario. Le nuove tariffe che le Compagnie, una dopo l’altra, stanno lanciando sul mercato sono caratterizzate da una fortissima personalizzazione e dalla riduzione della componente mutualistica. Per quanto riguarda l’età anagrafica del proprietario del veicolo, per esempio, a parità di classe di merito e di veicolo, un figlio diciottenne pagherà un premio molto più elevato rispetto a quello del padre cinquantenne, fino a recuperare, di fatto, la differenza tariffaria che esisteva prima del decreto Bersani. Perde di significato, pertanto, la classe di merito mentre trovano spazio altri fattori capaci di influenzare la composizione del premio. L’altro elemento che induce le Compagnie a intervenire sulle tariffe è, come già detto, estraneo al ramo auto. Si tratta della necessità di recuperare ulteriore redditività sul ramo, per compensare parzialmente i minori margini derivanti da operazioni finanziarie che, prima della crisi dei mercati mobiliari mondiali, erano una delle principali fonti di utile delle compagnie stesse”.

Ma almeno l’indennizzo diretto (della stessa epoca di Bersani) avrà portato qualcosa di buono…
“Il vecchio sistema della convenzione Cid non era da smontare, ma da rivedere nell’ottica di una maggiore trasparenza ed efficienza. A mio avviso il legislatore dovrebbe ripartire da quel concetto per migliorare il sistema, rendendolo più snello e facilmente accessibile. Ritengo che il risarcimento ‘in forma specifica’ possa essere la via per tenere sotto controllo i costi delle riparazioni. Fornendo al cliente il servizio di riparazione dell’auto anziché il risarcimento in denaro, si bypassa l’intervento del perito ed il relativo costo, evitando, nel contempo, il contenzioso sulla congruità del risarcimento. Va da sé che il sistema deve offrire la garanzia di prestazioni di standard elevato. C’è poi da affrontare il nodo delle truffe, per ottenere il duplice obiettivo di ridurre il costo a carico del sistema e ripristinare la legalità e, quindi, la possibilità di sviluppare un sano mercato anche nelle zone coinvolte dal fenomeno. Per fare questo è importante creare una banca dati coordinata fra le imprese di assicurazione e le autorità di Pubblica sicurezza finalizzata a smascherare e colpire direttamente i responsabili delle truffe, proteggendo, nel contempo, gli operatori locali, quali gli agenti e i dipendenti delle stesse Compagnie, dalle possibili ritorsioni dei malavitosi”.

foto flickr.com/photos/rojer

di Ezio Notte @ 20:07


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. COndivisibile. In tema di “corsa alla classe” vi è da notare la miopia propria di alcune compagnie che hanno accettato di riconoscere le classi “bersani” anche a seguito di voltura fra familiari di veicolo già presente nel nucleo, snaturando i carattere di “ulteriore” stabilito dalla legge.
    Da non dimenticare infine in tema di distorsione del meccanismo bonus malus, la modifica al riconoscimento del malus in caso di responsabilità concorsuale.

    Commento by Renzo Fain Binda — 28 dicembre 2009 @ 10:10

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