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5 giugno 2014

L’Unasca attacca l’Aci. E Renzi che fa?

Dove finiscono i soldi?

Un “più 24,82%” rispetto al 2012 alla voce “ricavi delle vendite e prestazioni” relative a “formalità, certificati e visure PRA” nel bilancio Aci del 2013  e un “meno 450mila pratiche”  effettuate al PRA.  Come è possibile questa contraddizione? Grazie al decreto che lo scorso anno ha previsto un aumento del 30 per cento delle tariffe delle pratiche  PRA, producendo ulteriori entrate all’Aci, che ha potuto chiudere l’ultimo esercizio con un avanzo di gestione pari a circa 20 milioni di euro, in controtendenza rispetto ai disavanzi registrati degli ultimi anni. “Un bel regalo, davvero – afferma Ottorino Pignoloni, segretario studi dell’Unasca, l’Associazione maggiormente rappresentativa in Italia delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica – soprattutto se si pensa che non solo lo scorso anno al PRA sono state eseguite 450 mila pratiche in meno rispetto al 2012 ma che,  inoltre,  l’aumento delle tariffe è entrato in vigore il 2 aprile 2013 e, quindi, ha potuto dispiegare i suoi benefici effetti per le casse Aci solo per 9 mesi”.

Ma gli  effetti benefici  degli aumenti delle pratiche auto non sono  finiti, poiché –  come certifica lo stesso Aci  nel documento “Budget 2014″ –  per l’anno in corso sono previsti ulteriori incrementi  dei  “ricavi delle vendite e prestazioni” rispetto al 2012 per la cifra di ulteriori 52 milioni di euro, con previsione di  incassi totali del PRA per oltre 207 milioni di euro  totali (al netto, peraltro, del leggero miglioramento del mercato dell’auto, che nei primi cinque mesi dell’anno ha visto crescere le immatricolazioni di auto nuove di oltre il 3%)”.

“Dati che non fanno altro che confermare – sottolinea Pignoloni – quanto abbiamo esposto nel ricorso presentato nel giugno del 2013 al TAR del Lazio, cioè che si è trattato di un regalo non dovuto né giustificato, vista la riduzione dei costi, pari a oltre 71 milioni di euro, che l’Aci, come riportano autorevoli organi di stampa, ha conseguito nell’ultimo triennio”.In pratica questa è la dimostrazione che “l’adeguamento tariffario”,  al contrario di ciò che recita il decreto del 21 marzo 2013 che lo introdusse, non aveva niente a che fare con la “necessità di garantire l’autonomo equilibrio economico-finanziario del servizio in rapporto ai costi effettivamente sostenuti per l’espletamento dello stesso”, visto che tali costi già da due anni stavano sensibilmente diminuendo, come peraltro risulta nei relativi bilanci. Un gran bel regalo per l’Aci, insomma, ma, dall’altra parte, un salasso per le tasche degli automobilisti e per le casse delle imprese, arrivato, per giunta, nel periodo di massima crisi del mercato dell’auto e dei consumi.

“Non rimane che augurarsi – dichiara Pignoloni – che l’anomalia tutta italiana del doppio sistema pubblico, i cui doppi costi ricadono sulle tasche degli utenti e sulle casse dello Stato, oltre che sugli operatori del settore, sia finalmente supera con l’accorpamento dell’Aci/PRA e della Motorizzazione civile così come ha annunciato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, su cui stanno lavorando il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi e il viceministro Riccardo Nencini. Con l’auspicio – conclude il segretario studi dell’Unasca – che si arrivi finalmente a una netta separazione dei ruoli tra il servizio pubblico e quello privato, in linea con le varie proposte, recenti e passate, di revisione alla spesa pubblica.

Ora la palla passa a Renzi. Doveva accorpare l’Aci con la Motorizzazione ad aprile, ma poi una manina misteriosa ha fatto sparire la norma dal decreto spending review. Davvero Renzi non intende porre mano alla questione?

di Ezio Notte @ 23:07


4 commenti

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QUI 4 Commenti

  1. E che vi dicevo, il Gattopardo non è una invenzione !!!!
    Poi , non è giusto che chi lavora alla MMTTCC selezionato attraverso un concorso , finisca in mezzo a chi è stato “selezionato” in base ad altri attributi!!!!

    Commento by roberto — 8 giugno 2014 @ 16:37

  2. Evidentemente lei non sa chi i dipendenti ACI si inseriscono al suo interno esclusivamente tramite pubblico concorso! E mi sembra piuttosto scontato trattandosi di un ente pubblico non economico!!!!! Quali attributi! Si documenti meglio piuttosto!!!!!

    Commento by Paola Rucci — 9 giugno 2014 @ 22:20

  3. Gentile Paola
    mi sono documentato , non si preoccupi . Dopo 41 anni di MMTTCC sono documentatissimo dei vizi “nostri” e altrui, questo è assicurato. Ma per i comuni mortali , basta una visitina all’ACI sede centrale romana o a quello nei pressi di Termini e la documentazione è ancor più evidente. Resta il fatto che , al di là di ogni nota o meno discussione , l’ACI sia un ente inutile e questo non lo si può negare. Che viva solo delle tessere dei suoi soci senza gravare sui cittadini. Come avviene al di fuori dei confini del feudo/Italia; è forse chiedere troppo?? Non mi sovvengono altre Aci estere che praticano i metodi ACItaliani.
    Se Sparta piange , Atene non ride!

    Commento by roberto — 11 giugno 2014 @ 22:24

  4. Se e’ vero come e’ vero che:
    tra tasse e costi di Agenzia ( 9-21%) gli automobilisti pagano mediamente per pratica tra l’86 e il 94% contro il 6-14% x costi amministrativi ;
    sul totale delle pratiche nel 2013 il privato ha scelto di affidarsi
    all’Aci per il 27% e solo x lo o,47% alla Mctc e le stesse Agenzie
    per il tramite Aci il 59,32% contro il 12,57% tramite la Mctc per cui passa tramite Aci l’86,97% del totale delle pratiche.
    I numeri ,ufficiali e consolidati, dimostrano che sia i privati che
    Le Agenzie di cui la gran parte associate Unasca preferiscono il canale Aci al canale Mctc. Ci sara’ pure una motivazione.
    Allora di cosa si parla? Non ci sono costi x lo Stato e il canale Aci e di gran lunga scelto e apprezzato sia dal privato che dalle
    Agenzie .

    Commento by leopoldo — 19 giugno 2014 @ 10:29

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