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29 ottobre 2011

La Cina si pappa pure Saab: questi ci faranno a pezzi

Saab cinese: l'impero si allarga

Una Casa automobilistica ci mette decenni per arrivare a una conoscenza tecnologica di primissimo livello. La Saab, in particolare, è un pozzo di know how sulla sicurezza, oltreché sul del design e in parte sui motori. Poi arrivano i cinesi e in un quarto d’ora, dopo aver firmato un assegno di 100 milioni di euro, si pappano la Saab. E tutta la sapienza del Costruttore svedese. Un sorso di sapere rapidissimo, a confronto delle salite terribili che hanno dovuto affrontare i manager e gli operai Saab in decenni.

Così la Cina, dopo Volvo, si succhia la Svezia. Stavolta tutto va in mano a un’azienda che si chiama Pang Da.

A prescindere dai comunicati ufficiali, che hanno il peso specifico pari allo zero, è chiaro che questi nuovi colossi cinesi dell’auto hanno dietro lo Stato cinese, pronto a finanziarli (a tassi bassissimi e con scadenze lunghissime) e a foraggiarli di continuo. È un piano d’invasione non militare. È una lenta e inarrestabile ascesa economica. Con una base steriminata di manodopera cinese, tenace e succube, adatta alla strategia orientale.

Tutto passa per le banche cinesi, che prestano denaro a chi vuole aprire un centro massaggi cinese a Milano (microeconomia) o a chi vuole ingoiare d’un colpo il sapere industriale di una storica Casa automobilistica (macroeconimia), come Volvo o Saab.

Prepariamoci, sono troppo forti. I cinesi ci faranno economicamente a pezzi.

di Ezio Notte @ 15:21


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