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15 giugno 2009

La guerra del danno morale

Chi subisce un incidente stradale può avere diritto a diversi tipi di risarcimento: per l’auto, per le lesioni fisiche, per danni d’altro genere. Fra questi, c’è il danno morale: è un turbamento dello stato d’animo, difficilmente quantificabile perché dipendente da fattori soggettivi.

Nella normale prassi, il danno morale era quantificato tra il 25-30% dell’intero ammontare del danno alla salute per le lesioni lievi, e fino al 100% dell’intero danno per le lesioni gravi o gravissime.

Di recente, la Cassazione si è interrogata sul quando e come risarcire il danno morale. Noi di Automobilista.it abbiamo chiesto lumi a Stefano Mannacio, esperto di Rca: “Secondo l’interpretazione che alcune Assicurazioni danno alla sentenza, il danno morale non va risarcito per almeno l’80% dei sinistri con lesioni alla persona. Al più, per evitare una causa, si può riconoscere un quid di risarcimento a stralcio. Io sono in possesso di circolari e indicazioni di Compagnie che provano quanto sto dicendo e da un sondaggio fatto sul mio blog (frequentato da patrocinatori e avvocati) è risultato che oltre il 90% di chi ha risposto trova difficoltà a farsi riconoscere pienamente tale voce di danno”.

Quindi, l’interpretazione che alcune Compagnie darebbero alla sentenza della Cassazione è corretta?

“Neanche per idea. È un’interpretazione che fa comodo alle Assicurazioni, che così pagano da un 20 a un 30% in meno la maggior parte dei sinistri. Secondo il Tribunale di Milano, le cose stanno diversamente”.

Cioè?

“Le nuove Tabelle milanesi individuano valori di liquidazione del danno alla persona, parametrati alla gravità della lesione all’integrità psicofisica e all’età del danneggiato, prevedendo la liquidazione congiunta del danno morale in misura variabile tra 1/4 e 1/2 dell’importo liquidato a titolo di danno biologico. Il tutto costituisce una voce unitaria definita ‘danno non patrimoniale’. Sempre nell’ottica di interpretare al meglio le sentenze, c’è anche la possibilità di un’ulteriore personalizzazione con aumento fino al 50%, in riferimento a particolari condizioni soggettive del danneggiato. I valori monetari così stabiliti, pur sempre prudenziali, segnano un passo importante per l’evoluzione del risarcimento del danno alla persona”.

Facciamo un esempio semplice…

“Se vengo investito da una bicicletta a Milano e riporto una lesione che vale il 4% (come la perdita delle ultime due falangi dell’anulare), il minimo risarcimento garantito è 5.742 euro, più la possibilità di un’ulteriore personalizzazione, (più che doverosa, nella fattispecie). Se invece sono investito da un’automobile, il risarcimento è calcolato sulla base delle tabelle previste dal Codice delle Assicurazioni. La Compagnia mi risarcirà solo 3.597 euro. Se poi fosse così magnanima da riconoscermi il danno morale (al massimo, un 25% in più), si arriverebbe a un tetto massimo di 4.496 euro”.

Ma le altre città come si regoleranno?

“Il danno morale per Milano c’è e conta tanto, come indicano i nuovi valori monetari del risarcimento del danno alla persona. Milano inoltre fa da caposcuola. Vedrete che sarà seguita da altre città italiane, come spesso accade”.

di Ezio Notte @ 11:16


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