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22 gennaio 2010

La polizza contro la… sfortuna dell’infortunio. Intervista all’agente Pisano

Ci sono tanti modi per proteggersi dalla sfortuna...

E tu, come ti proteggi dalla sfortuna?

Fra le polizze accessorie (aggiuntive rispetto alla Rca obbligatoria), c’è quella contro gli infortuni del guidatore. Ne parliamo con Roberto Pisano, agente di assicurazioni plurimandatario, nonché presidente provinciale di Cagliari dello Sna (Sindacato nazionale agenti di Assicurazione).

Pisano, polizza “infortuni del guidatore”: la consiglia?
“È una forma di tutela che incontra sempre di più il favore degli utenti. Anche i ragazzi molto giovani, neopatentati, talvolta su consiglio dei genitori, chiedono questo tipo di garanzia. Una tutela contro gli infortuni è sempre utile, ma bisogna prestare molta attenzione ai contenuti e alle limitazioni delle polizze, perché sul mercato esistono una miriade di opzioni, soprattutto sulle polizze standardizzate”.

In concreto?
“Innanzitutto, si deve stabilire per quali garanzie assicurarsi. Generalmente si copre il caso di morte, l’invalidità permanente e il rimborso delle spese sanitarie conseguenti all’infortunio (tickets, farmaci, visite mediche, trattamenti fisioterapici, interventi chirurgici e altro ancora). Si può anche prevedere una diaria in caso di ricovero in ospedale. Una volta decise le garanzie, occorre stabilire se si vuole che la polizza copra chiunque guidi la macchina oppure esclusivamente il contraente, o, ancora, se si vuole una garanzia che copra anche i passeggeri. È poi importante verificare eventuali limitazioni: per esempio, se è presente l’esclusione della garanzia in caso di guida in stato di ebbrezza, se sono esclusi o compresi gli infortuni accaduti a veicolo fermo (quando si stanno per caricando i bagagli o facendo salire un passeggero o cambiando una ruota forata). In passato mi è capitato di vedere una polizza infortuni del conducente che escludeva il caso di distorsione del rachide cervicale, e un’altra che aveva fissato contrattualmente in quel caso un risarcimento fisso pari al 2% di invalidità: insomma, bisogna stare attenti a ciò che si acquista”.

Ci sono franchigie (percentuali non rimborsate)?
“La polizza generalmente prevede franchigie comprese fra il 3% e il 5%, sebbene sul mercato se ne trovino anche senza franchigia. È bene ricordare che il premio pagato per la garanzia invalidità permanente è deducibile fiscalmente a condizione che esista una franchigia di almeno 5 punti percentuali”.

Ma quali somme vanno assicurate?
“Questo dipende dalla sensibilità e dalle esigenze di ciascuno. I prodotti standardizzati offrono combinazioni che partono da 20/25mila euro di somma assicurata per morte e invalidità permanente, per arrivare ad alcune centinaia di migliaia di euro per le stesse garanzie. Le spese sanitarie variano da un migliaio di euro di massimale sino ad alcune decine di migliaia. Si comprenderà che anche il premio delle polizze è alquanto variabile. Una combinazione di copertura fra le più diffuse potrebbe essere composta da 50mila euro di somma assicurata per il caso di morte, altrettanto per l’invalidità permanente e 3mila euro per le spese mediche, per un premio annuo che può oscillare tra i 60 e gli 80 euro. Insomma, anche una polizza apparentemente banale come quella per gli infortuni del conducente richiede che ci rivolga a un consulente professionista capace di suggerire la soluzione adeguata alle esigenze dell’utente”.

foto flickr.com/photos/sunshinecity

di Ezio Notte @ 00:01


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. […] Cautela, amici lettori. Come già detto qui. […]

    Pingback by Infortuni del conducente: piano a esaltarsi per quelle polizze | Automobilista.it — 21 aprile 2010 @ 23:33

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