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9 ottobre 2012

La Rc auto secondo l’Aci. O secondo l’Ania?

ACcIderbole

Dice l’Aci che – per abbassare fin da subito i costi a carico degli automobilisti – è necessario agire sulla Rca, per la quale l’Aci stesso ha inviato al Governo un progetto di legge con proposte in grado di ridurre il costo delle polizze fino al 40%. Ecco gli interventi sollecitati dall’Aci.

  • Ridurre a 90 giorni (oggi è 2 anni) il tempo per denunciare un sinistro.
  • Ripristinare i 5 giorni di tempo (oggi 2) per effettuare la perizia.
  • Bloccare i risarcimenti se la documentazione medica non attesta con certezza l’esistenza e l’entità delle lesioni.
  • Riparare i veicoli in officine convenzionate con le assicurazioni, altrimenti si avrà diritto al risarcimento nelle misure previste dalle stesse convenzioni.
  • Approvare definitivamente la tabella nazionale dei risarcimenti per danni fisici con invalidità dal 9% al 100%.
  • Adeguare agli standard europei i risarcimenti per danno morale da morte.
  • Rivedere la tassazione sulle polizze RcAuto.
  • Collegare immatricolazioni e passaggi di proprietà alla stipula della polizza RcAuto per arginare il fenomeno delle auto prive.

Sono regole che fanno venire l’acquolina in bocca all’Ania, la Confindustria delle Assicurazioni. Io l’Aci proprio non lo capisco: ma si rende conto che sono tutte norme contro l’automobilista? Si tratta di restrizioni fortissime del diritto alla difesa e al rimborso del guidatore. Sono anni che i vari Governi regalano leggi ad hoc alle Compagnie per far calare le tariffe Rca: è così necessario fare l’ennesimo presente a Società che macinano profitti a tutto spiano?

di Ezio Notte @ 08:26


3 commenti

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QUI 3 Commenti

  1. Sulla riparazione in carrozzeria sarei più drastico.
    O ripari ( o rottami) l’ auto, dandone prova con ricevuta, o non ci becchi un centesimo.
    È una questione di civiltà, il risarcimento ha lo scopo di riportare il bene danneggiato nello stato antecedente al sinistro, e a questo, soltanto a questo, deve servire. Non a farsi una vacanza o lo shopping.
    Avrei dato la priorità all’ assicurato di scegliere il riparatore, obbligando le compagnie a rivolgersi a quello indicato, dando comunque facoltà di mediazione sulle eventuali differenze di costo rispetto ai riparatori convenzionati con esse.
    In caso di rottamazione invece, avrei dato l’ opportunità alle compagnie di offrire un veicolo equivalente.
    Bisognerebbe inoltre introdurre l’ obbligatorietà della consegna degli atti dei sinistri da parte delle compagnie.
    Saluti

    Commento by Ombralunga — 9 ottobre 2012 @ 14:51

  2. La proposta di ACI è l’ennesimo colpo basso agli automobilisti e alle carrozzerie indipendenti.
    Lancio tre sempici mosse per per ottenere dieci ottimi risultati:
    A) Obbligatorietà della riparazione dopo un incidente
    1 – più sicurezza
    2 – più decoro urbano
    3 – certezza che il danno è risarcito una sola volta
    B) Risarcimento solo su fattura del veicolo riparato
    4 – meno frodi
    5 – meno evasione fiscale
    6 – meno speculazioni
    7 – meno lavoro nero
    C) Libera scelta del riparatore di fiducia e non fiduciario 8 – libera concorrenza leale
    9 – meno concentramento del lavoro
    10 – più garanzia per tutti.
    Meditate gente, meditate!
    Antonio Mariano

    Commento by Antonio Mariano — 10 ottobre 2012 @ 08:44

  3. E’ EVIDENTE CHE L’ACI COME L’ISVAP SUBISCE DICIAMO “L’INFLUENZA E LA POTENZA” DELLE COMPAGNIE ASSICURATIVE E DELL’ANIA CHE LE RAPPRESENTA. FORSE L’ACI AVRA’ IL SUO TORNACONTO, COME SUCCEDE SEMPRE IN ITALIA. PURTROPPO NESSUNO PROTEGGE GLI UTENTI DA QUESTI COLOSSI CHE SE LA SUONANO E CANTANO COME VOGLIONO. SOLO IN ITALIA ASSISTIAMO A QUESTE COSE, E DOVE SE NO’…….

    Commento by max — 10 ottobre 2012 @ 09:40

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