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16 gennaio 2010

La ruota della Cina vi terrorizza?

Dalla Grande Muraglia cinese alla... grande paura?

Dalla Grande Muraglia cinese alla... grande paura della Cina?

Su AutoPro di dicembre 2009/gennaio 2010, abbiamo letto un articolo molto interessante: “Così la ruota fa crack”, del collega Roberto Boni. Argomento, i cerchioni che provengono dalla Cina, costano pochissimo e fanno paura alla concorrenza occidentale. Il guaio è che spendi nulla, pensando di comprare pezzi identici a quelli originali, ma la sicurezza viene pregiudicata da quel cerchione cinese.

Infatti, a parte questioni formali (codici sbagliati o assenti che non consentono di risalire al Produttore), i cerchioni made in China hanno dimensioni fuori tolleranza, non superano le prove di resistenza e si rompono, come ha provato AutoPro.

Premessa: nulla c’entra che siano prodotti in Cina. Se sottoposti a controlli e certificazioni, sono equivalenti a quelli occidentali. Parola di Corrado Bergagna, presidente di Assoruote (Produttori di ruote italiani). Tuttavia, se quelle condizioni non vengono rispettate, i rischi per la sicurezza sono elevati, e l’incidente può essere dietro l’angolo.

Tuttavia, s’impone una riflessione. Gli italiani hanno sempre meno soldi e spesso la crisi li piega: sono costretti a comprare prodotti più scadenti, come quelli cinesi, pur di averli. Allora vi giriamo la domanda: sareste disposti a sacrificare la sicurezza pur di risparmiare?

foto flickr.com/photos/exfordy

di Ezio Notte @ 00:01


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  1. Ci sono cinesate e cinesate, In Cina esistono delle fabbriche che producono milioni di ruote all’anno con tecnologie che molte fabbriche italiane neppure si sognano poiché non hanno i numeri di produzione per giustificare gli investimenti necessari. Credete ,in Italia purtroppo, ci sono aziende che producono ruote in lega leggera in condizioni precarie, anzi oserei dire disperate. Costruzioni artigianali di un prodotto che necessita di numeri importanti per raggiungere elevati standard qualitativi. Nessun controllo dimensionale, raggi X ? Quali quelli della mutua? Non scrivo tanto per difendere le ruote cinesi, ma per denunciare quanto possano essere pericolose alcune di queste tanto decantate Made in Italy. Made in Italy ok, ma se si tratta di prodotti sicuri, realizzati da fabbriche ben attrezzate, con materiali di qualità e non dei rottami sporchi e usati, rifusi alla bene meglio per risparmiare qualche euro a scapito della sicurezza ( queste fusioni di alluminio “ riciclato” ma non depurato inquinano la lega e formano pericolosi gasaggi che generano una forte porosità della ruota ( probabili fonti di “cricche”) oltre ad inquinare moltissimo l’atmosfera ( in gergo fumate bianche). Scrivo quanto perché conosco benissimo questo settore e di queste pseudo fabbriche ne conosco molte. Fortunatamente anche in Italia ci sono produttori seri ed affidabili, ma la maggioranza dei produttori italiani ha dimensioni insufficienti a garantire qualità e controlli. Il fatto che le ruote cinesi godano di incentivi statali non significa che non siano sicure, anzi….. Pensate che parte degli incentivi vengono reinvestiti in tecnologia e ricerca cosa che molti produttori italiani non conoscono neppure, magari strozzati da un mercato difficile, dall’alto costo della manodopera e dalla tassazione esagerata. Che le cinesi costassero di meno ( fino all’introduzione dell’antidumping in misura provvisoria del 20,6% oltre al dazio del 4,5%) alla fine si è tradotto in un bel risparmio da parte del consumatore finale, adesso quell’assurda aliquota del 20,6% si riverserà ancora una volta a danno del consumatore come ogni altro balzello fiscale. Diciamo bravi a questi signori che osannano l’introduzione dell’Antidumping e fanno confusione tra competitività economica e tracciabilità del prodotto. Cosa vuol dire tracciabilità del prodotto? Basta che su un prodotto ci sia stampigliato il codice del produttore oltre alle caratteristiche tecniche ( misura, et, pcd, data di produzione) che abbiamo già la traccia di chi ha prodotto, quando e come. Quindi la storiella della tracciabilità non è altro che una mera scusa di chi deve difendere i propri interessi economici con mezzi non propriamente ortodossi. Ogni importatore serio infatti è responsabile di ciò che immette sul mercato e deve essere in possesso delle “prove fatica “ delle ruote che vende. L’importante è affidarsi per l’acquisto a rivenditori specializzati che generalmente selezionano i fornitori con coscienza e serietà.

    Commento by carlo — 23 giugno 2010 @ 19:27

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