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30 luglio 2013

La strage del pullman e la morte dei controlli elettronici

Quale sicurezza stradale?

Qual è la causa della strage del pullman sull’A16 Napoli-Canosa? Non si sa. Forse una gomma che esplode, il pullman che cade a pezzi, il guardrail che non regge. Chissà. Sta indagando la magistratura. Silenzio da parte di Autostrade per l’Italia. Anche in attesa dell’autopsia sul conducente. Però si può dire con certezza chi ha perso: Tutor, autovelox, T-Red, telelaser. Le telecamere in generale, i controlli automatici, le multe a distanza e senza contestazione immediata. Tutti i congegni che si presume possano migliorare la sicurezza stradale. Non c’è mai uno, dico uno, di chi installa queste macchinette che dica: ma sì, ci servono soldi. Con le multe. No. Tutto viene fatto per la sicurezza. Così, non ti elencano mai i quattrini raggranellati con il Grande Fratello. Al massimo, tramite comunicati stampa copiati e incollati alla brutta da quotidiani online compiacenti e appecoronati, ti dicono che i morti calano in continuazione. I morti si dimezzano. Perbacco, basta mettere i controlli automatici, e i morti si dimezzano. Ogni anno, ogni mese, ogni settimana, ogni benedetto giorno di questo fottuto 2013. Ma qualcuno che abbia la voglia di verificare la qualità e la sicurezza delle strade? Al di là del caso specifico, esiste un cristiano che certifichi che un certo guardrail – in una determinata strada – è in grado di svolgere il proprio lavoro, ossia di contenere un mezzo, il quale altrimenti esce di strada? Prescindendo dalla tragedia del pullman, in generale i guardrail in Italia in che anno sono stati sottoposti a prove d’urto? Qual è l’ultima volta che c’è stata una prova di crash? Nel nostro Paese, un po’ ovunque, le altezze dei guardrail, come quelli dei viadotti, sono adeguate ai mezzi che circolano? Perché non si fa nulla contro i guardrail ghigliottina, nonostante le continue denunce? Viene messo a disposizione delle Forze dell’ordine un numero di pattuglie tale per cui si possa procedere a fermi e verifiche dei mezzi in strada e autostrada? I veri controlli a favore della sicurezza, fatti di uomini in carne e ossa, benedetto iddio, e non di gelidi occhi elettronici che appioppano multe a chi supera il limite di un chilometro orario, questi controlli esistono in Italia?

Questa strage, così complessa delicata articolata, rischia seriamente di restare senza risposte in merito a responsabilità, omissioni, errori, inefficienze. Perché ricostruire la dinamica di un incidente stradale, specie così grave, è un’impresa tremenda. C’è solo un verdetto, per ora: la morte dei controlli elettronici. E se un dramma di proporzioni colossali (38 morti) come quello del pullman non vi basta, sappiate che l’Italia, dal 2000 al 2010, doveva dimezzare le vittime della strada. A oggi, non ci è riuscita. Eppure i controlli elettronici e le telecamere aumentano. Eppure, con la crisi, il traffico cala. Eppure le multe rincarano come il fuoco ogni biennio. E allora? Non c’è prevenzione senza controlli da parte dell’uomo.

di Ezio Notte @ 00:23


4 commenti

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QUI 4 Commenti

  1. La colpa è di un codice della strada PREISTORICO che se la prende solo e sempre con le autovetture , con codici e codicilli e una overdose di regole e regolette che hanno infettato la basilare essenza dello stesso : regole certe e chiare-sicurezza di tutti-trasparenza delle sanzioni.
    Ormai sembra scritto a Bisanzio e dopo questi fatti , i soliti minus parlamentari , per far vedere la loro attività “istituzionale” inizieranno a devastarlo di nuovo con norme ad hoc che caso strano saranno sempre più punitive e penalizzanti a vanvera!!!! L’occhio elettronico , da solo non serve a nulla.Serve solo ai comuni ingordi ( sempre votati dai cittadini/bue) per fare cassa. perdiamo tempo a truffare gli automobilisti con i tempi del giallo , poi abbiamo pulmann che volano dai viadotti.
    Eppure anche chi guida , poi va a votare ….e questo mi preoccupa!!

    Commento by roberto — 30 luglio 2013 @ 17:09

  2. Concordo.

    Commento by Ezio Notte — 30 luglio 2013 @ 20:00

  3. stanno alla porta aspettando un fatto grave per introdurre qualche nuovo balzello cammuffato da attenzione per i concittadini…

    Commento by Renzo — 31 luglio 2013 @ 13:46

  4. Mi rimetto a riportare testualemnte quanto da Aspi dichiarato:
    “Le barriere laterali bordo ponte tipo “New Jersey” con mancorrente sono state concepite per ammortizzare al meglio gli urti delle autovetture, che costituiscono la stragrande maggioranza degli urti. Per tale motivo le barriere laterali non sono costruite con muro rigido (che sarebbe l’unico idoneo a resistere a tutti gli urti) ma con elementi collegati tra di loro, appoggiati alla pavimentazione e fissati ad essa con perni che devono permettere lo sganciamento di qualche elemento in caso di urti particolarmente forti”. La nota aggiunge che “in caso di urti con mezzi pesanti queste barriere sono pertanto idonee a resistere solo entro certe angolazioni di impatto ed entro certi limiti di velocità”

    Il nostro commento:
    Questo è vero fino ad un certo punto. Come dichiara la stessa società Autostrade la barriera new jersey di classe H4 (non il c.d.” Martellone” in uso da qualche anno, più alto, più pesante e con profilo ancora più contenitivo) con mancorrente DEVE trattenere un mezzo lanciato a 65 Km con un angolo di 20 gradi di massa fino a 30 tons. La prima osservazione riguarda la dinamica dell’incidente così come diffuso dai mass media. Se sono vere le ipotesi che il mezzo abbia perso la trasmissione o parti di essa (sono stati trovati resti di albero motore compatibili con il mezzo un km. prima del viadotto) perdendo di fatto il freno motore e probabilmente i freni (l’albero motore rotto funziona come un’elica impazzita che trancia tutto, compresi i condotti del sistema frenante), l’unico mezzo che aveva l’autista era di “strusciare” contro le barriere, cosa che ha fatto. Quindi l’angolazione del mezzo non poteva essere superiore ai 20 gradi dichiarati. Inoltre il mezzo ha una massa ben inferiore alle 30 tons delle prove di omologa.
    Come si evince anche dalle foto, la barriera è dotata di 8 tirafondi HILTI (4 per lato, contrariamente al martellone che ne ha di meno, perchè pesa di più e quindi più difficile da spostare con un impatto). Come ha evidenziato il servizio del TG2 ieri sera (31/07/2013) alle ore 23.42 i tirafondi erano quasi completamente usurati, questo spiega perchè siano stati strappati senza troppa fatica e senza aver divelto l’alloggiamento nel manto stradale. E’, a mio parere, evidente una carenza di manutenzione: un tondino di acciaio arrugginito e molto corroso (“…tirafondi qualsi completamente usurati…”, TG2) non può reggere come un tondino di acciaio in condizioni normali. Da qui il cedimento strutturale e la caduta nel vuoto. Notizia di oggi due persone di autostrade sono indagate per carenza di manutenzione. A Voi le altre considerazioni.

    Commento by Alessandro Patanè — 1 agosto 2013 @ 15:05

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