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23 dicembre 2009

L’agente Pisano: “L’indennizzo diretto? Ha reso più complicato il settore Rca”

Compensazione forfetaria: che caos

Compensazione forfetaria: che caos

Indennizzo diretto, che delusione: lo pensano molti automobilisti, che si attendevano forti ribassi tariffari dalla nuova procedura di rimborso, e invece si ritroveranno nel 2010 con rincari alla Rc auto. Sentiamo l’opinione di Roberto Pisano, agente di assicurazioni plurimandatario, nonché presidente provinciale di Cagliari dello Sna (Sindacato nazionale agenti di Assicurazione).

Che pensa dell’indennizzo diretto?
“Personalmente non ho mai visto di buon occhio il sistema dell’indennizzo diretto. L’obiettivo del contenimento degli aumenti tariffari attraverso la riduzione dei costi dei sinistri non può essere perseguito sulla pelle dei danneggiati. Ecco cosa prevede il sistema: tra la Compagnia che paga il proprio cliente e quella che assicura il responsabile del sinistro c’è una compensazione forfetaria calcolata sui valori medi del costo dei sinistri dell’esercizio precedente. Per esempio, se il cliente della compagnia A subisce un danno da 5.000 euro da un assicurato della compagnia B, la compagnia A lo risarcisce, ma percepisce dalla B solo un importo forfetario, a compensazione, che oggi ammonta mediamente a circa 1.500 euro. Facile immaginare quanto la Compagnia che paga il danno sia tentata di ridurre in qualche modo il risarcimento al proprio cliente, per limitare il maggior costo a proprio carico. E questo fenomeno interessa proprio i sinistri con danni più rilevanti fra quelli che rientrano nel sistema dell’indennizzo diretto”.

Insomma, l’indennizzo diretto ha reso più complicato il settore Rca…
“Sì, ha provocato anche complicazioni burocratiche, con un vorticoso giro di comunicazioni epistolari tra Compagnie e tra queste e i propri clienti; gli oneri di gestione amministrativa sono sostanzialmente raddoppiati perché entrambe le compagnie coinvolte sono tenute a gestire una posizione di sinistro; l’utenza è scontenta in quanto vede eccessivamente limitata la facoltà farsi assistere da parte di un legale in caso di sinistro; l’accordo tra Compagnia e danneggiato per l’indennizzo assomiglia molto a un patto leonino, dal momento che continua a essere l’Assicurazione a giocare il duplice ruolo di debitore, ma anche quello di chi valuta il danno attraverso una propria rete di periti, la cui ‘indipendenza’ è tutta da dimostrare”.

E gli agenti, in tutto questo?
“Neppure gli agenti sono contenti dell’indennizzo diretto, perché le Compagnie hanno scaricato su di loro, lasciando invariati i compensi, tutti i nuovi oneri di gestione del sistema: un’agenzia che dedicava il 20% della propria forza lavoro alla gestione dei sinistri, con il nuovo sistema deve prevedere almeno una triplicazione dell’impegno e dei costi. Insomma, il sistema dell’indennizzo diretto non ha raggiunto gli scopi per i quali era stato ideato”.

Come interpreta la sentenza della Corte costituzionale: ora è facoltativo o obbligatorio l’indennizzo diretto?
“Oggi la sentenza della Corte costituzionale prevede che il danneggiato possa scegliere se rivolgersi alla propria Compagnia o far valere il proprio diritto direttamente verso quella del responsabile del danno. Molti si aspettavano una presa di posizione dell’Ania in occasione dell’assemblea annuale, ma nella relazione del presidente Cerchiai il tema non è stato trattato. C’è ancora confusione sull’argomento, con una corrente di pensiero che ritiene che la facoltà di agire nei confronti della Compagnia del responsabile del danno sia relativa alla sola azione giudiziale e non a quella, evidentemente stragiudiziale, relativa alla normale denuncia e gestione del sinistro, per la quale varrebbe invece l’obbligo di applicazione dell’indennizzo diretto. Ma su questa interpretazione nasce una perplessità in ordine alla possibilità di citare in giudizio una Compagnia che non ci ha promesso né negato nulla, solo perché non si è trovato un accordo con l’altra compagnia che ha gestito inizialmente il sinistro”.

Risultato?
“Di fatto, un po’ per inerzia, un po’ per disinformazione, a tutt’oggi si continua ad applicare il sistema dell’indennizzo diretto, salvo rarissimi casi di danneggiati realmente consapevoli dei propri diritti”.

foto flickr.com/photos/ggunson

di Ezio Notte @ 22:47


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