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22 gennaio 2012

Liberalizzazioni Rc auto: quale libertà dal Governo liberale? Il dramma degli agenti assicurativi

Cos'hanno in mano gli agenti assicurativi

La prima bozza del Decreto legge, circolata la scorsa settimana, prevedeva interventi pesanti in direzione di una reale liberalizzazione del settore Rc auto, che avrebbe tolto l’egemonia  ai grandi Gruppi assicurativi. Nella bozza, veniva fatto divieto alle Compagnie di offrire i propri prodotti attraverso reti monomandatarie (la rappresentanza di una sola Assicurazione); mentre gli agenti sarebbero stati tenuti a rappresentare più di una Compagnia. Sì, così si sarebbe creato un mercato di effettiva concorrenza, con presumibili effetti benefici sulle tariffe Rca. Ma dove stava il problema?

Semplice. La prima bozza del Decreto legge non aumentava gli utili delle Compagnie assicurative. E qui le Assicurazioni hanno cominciato a fare pressione sul Governo liberale.

Sgombriamo il campo dagli equivoci. Le Assicurazioni se la sono giocata alla grandissima. È lobbying. Legale, intelligente. Per quel tipo di lavoro, servono cervelli fini, materia prima che non manca alle Compagnie e a chi le rappresenta.

Risultato finale. La capacità di pressione dei grandi Gruppi assicurativi (qui parlo di colossi che muovono i milioni di euro come ridere, e non delle piccole Assicurazioni del mercato, destinate a morire) ha sortito l’effetto di un’inversione di rotta, con l’eliminazione del plurimandato. Al suo posto, l’inserimento di un incomprensibile obbligo, per gli intermediari, di presentare al cliente, oltre alla propria offerta, anche quella di almeno altre due Compagnie concorrenti, anche se non direttamente rappresentate (come è nel caso degli agenti monomandatari), recuperando i dati delle tariffe e delle garanzie dai siti Internet delle stesse Compagnie.

Il paradosso è evidente. Semplifico. Tizio vuole comprare un vestito nuovo, e trova un commerciante che gli dice: “Io lo vendo a 250 euro (la mia Compagnia), ma più avanti c’è un altro negozio che vende lo stesso identico capo a 230 euro, e all’outlet dietro l’angolo ne trova uno a 180 euro. Compra il mio?”. Assurdo. Nessuna categoria è tenuta per legge a fare pubblicità alla concorrenza.

Il Decreto libera le Compagnie dai propri obblighi facendo ricadere sugli agenti un’enormità di ulteriori adempimenti che non avranno alcuna influenza sulle tariffe delle polizze auto, mentre ne avranno di devastanti sui conti economici delle agenzie, soprattutto di quelle mediopiccole. Avranno meno ossigeno: la fossa è scavata, devono uscirne. In epoca di crisi, sarà durissima. Voglio vedere che succederà nel Sud Italia: qui le agenzie stanno sparendo ed è altamente improbabile, per gli intermediari, trovare nuovi mandati.

Si gira ancora attorno al problema senza affrontarlo: per liberare questo “non mercato”, si deve agevolare la diffusione del plurimandato, oggi ostacolato da tutti i grandi Gruppi assicurativi. Nel contempo è necessario rimuovere l’attuale divieto di collaborazione tra agenti, per consentire al consumatore di trovare presso il proprio intermediario una reale offerta diversificata. In questo modo, si metterebbero in forte concorrenza le Compagnie, alle quali verrebbe tolto il controllo diretto sui canali di distribuzione dei propri prodotti.

di Ezio Notte @ 17:41


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. Il barista al cliente:”guardi ho questo cabernet a 5 euro il calice , ma se cammina per 50 metri ancora trova il collega che gliene offre uno di qualità migliore e a 1 euro in meno”
    Questa è la vignetta che illustra quanto gli intermediari dovranno fare. A tutela del cliente? Di certo no…è presto detto, basterà sottoporre il preventivo online delle compagnie piu care, complice la tipologia di calcolo dei preventivatori online, che non prevedono sconti ovviamente.

    Commento by RENZO — 23 gennaio 2012 @ 11:42

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