OmniAuto.it

1 febbraio 2013

Ma è brutto dire che sono stati due extracomunitari?

Tremendo

Prima, a Terni, due extracomunitari (albanesi) rubano 50 euro, si fottono una Ford Fiesta, scappano, investono una 25enne. Morta sul colpo. Poi un extracomunitario (romeno) quasi ammazza un neonato sul marciapiede, più un altro neonato, più due mamme. Come fossero birilli. Eppure, sui giornali, si dà la notizia senza andare al cuore della questione: i due tizi al volante erano extracomunitari. È così schifosamente razzista dire che sono extracomunitari? È ripugnante dire che sono extracomunitari? Io non capisco tutto questo perbenismo di facciata che c’è sui giornali, sui quotidiani cartacei e online. Perché i due fatti, i due episodi di gravità inaudita, non sono stati messi in relazione?

Qui si assiste a un razzismo alla rovescia. Sei tu, italiano, discriminato: non puoi dire che quelli erano extracomunitari. Paghiamo anni di politica dissennata, un’immigrazione incontrollata. Paghiamo la nostra ipocrisia. Paghiamo la mancanza del reato di omicidio stradale: sta a vedere che questi fra pochi anni sono ancora in macchina a uccidere i giovani e i neonati sul marciapiede. Non hanno paura delle nostre leggi, perché le nostre leggi non fanno paura. C’è l’omicidio colposo, ossia dovuto a imperizia. Tu, due giorni prima, hai commesso una rapina in tabaccheria (è il romeno), fai un incidente, sali sul marciapiede, quasi uccidi un neonato mentre cerchi di recuperare una sigaretta caduta in macchina (questa la versione del fratello), e sei sostanzialmente perdonato. Ma che Stato di diritto è mai questo?

Dai, facciamo una corsia preferenziale per i ladri e gli assassini extracomunitari che scappano: una specie di Zona a traffico limitato. Se no, facciamo schifo: siamo razzisti.

di Ezio Notte @ 22:18


Nessun commento

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI Nessun Commento

Per ora ancora nessun commento.

RSS feed dei Commenti su questo post.



Ci scusiamo, i commenti sono al momento chiusi.