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16 gennaio 2011

Ma le Assicurazioni possono scaricare sulle tariffe Rca i costi dell’Agenzia antifrode? L’agente Pisano: “No, però occhio…”

Chi paga gli 007 antifrode Rca? Brivido...

Abbiamo scritto qui che c’è un rischio: arriva l’Agenzia antifrode tanto voluto dalle Compagnie (sono anni che ce la menano con questa storia delle truffe). Il nostro timore: una volta arrivata l’Unità di 007, le Assicurazioni potrebbero sostenere di essere costrette a tenere alte le tariffe Rca a causa dei costi sostenuti per i vari James Bond. In merito, interviene Roberto Pisano, agente di assicurazioni plurimandatario, nonché presidente provinciale di Cagliari dello Sna (Sindacato nazionale agenti di Assicurazione).

“Le Compagnie non dichiareranno mai che le tariffe aumentano perché i costi dell’Antifrode sono elevati. Ci hanno pensato in commissione Finanze, introducendo un emendamento alla proposta di Legge sull’Agenzia antifrode che vieta alle Compagnie di scaricare sulle tariffe i costi che le stesse saranno chiamate a sostenere. Tranquilli allora? No, non troppo.

“Attenzione, la cosa ha il sapore di una barzelletta: in regime di libertà tariffaria, nella formazione delle tariffe Rca, le Compagnie non sono tenute a specificare troppo dettagliatamente le singole voci che compongono il premio finale. Tra le pieghe di un conteggio così articolato e complesso, pur non comparendo come voce specifica, le Compagnie non avranno certo difficoltà a nascondere anche quel costo, ancora una volta scaricandolo sul consumatore”.

di Ezio Notte @ 17:23


3 commenti

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QUI 3 Commenti

  1. Anche noi automobilisti, vogliamo l’Agenzia Antifrode, ma i poteri forti non la vogliono e per quale motivo?
    ???
    Semplice! Per paura! Se ci fosse, Se Compagnie Assicuratrici avessero denunciato tutte le ipotesi di truffe, da dimostrare sempre ed in ogni caso, per mano dell’amministratore delegato o chi per egli, scavando, scavando, sarebbe emerso che non tutte le salme, erano state sepolte in terra consacrata. Sarebbero stati trovate lunghe gallerie piene di loculi, e lunghi tavoli pieni di faldoni per la gestione dei medesimi loculi.
    Per la querela di parte ci vogliono UOMINI, per quella d’ufficio, dei comunissimi quaquaraqua, della semplice delazione.
    Ma chi protegge dalle frodi assicurative i danneggiati e gli assicurati? Nessuno!
    Se ciò fosse, probabilmente … i magistrati si ritroverebbe gli scranni, con troppi faldoni per associazione a delinquere, trust, appropriazione indebita, ecc.
    Come al solito se la prendono solo col più piccolo!
    Leggi, solo in nome di alcuni componenti del Popolo Italiano

    Commento by Il Nibbio — 18 gennaio 2011 @ 12:51

  2. E’ ora di finirla con lo già tracimato e debordato, strapotere dei poteri forti: assicurazionibanche, bancheassicurazioni. Le clausole vessatorie, quantunque firmate, sono illegali. Tuttalpiù si può consigliare, mai imporre, mai utilizzare mezzi ingannevoli (p.e. pubblicitari) ed artifizi anche lessicali, diversamente si turba il mercato e quindi la concorrenza, e quindi si commette reato. Non solo, ma si violano anche diverse direttive europee. L’Antitrust italiano, la ns. AGCM, dovrebbe avere più poteri, proprio come quelli l’Antitrust statunitense.
    Nessuno può guardare dentro il cappello del prete!

    C’è qualcuno, esperto di economia, esperto del settore, spiegarci il perchè e il percome del fatto che, le compagnie assicuratrici agognano sempre di avere come amante il risarcimento diretto? Qual’è il vantaggio che hanno, se in camera di compensazione (che non è aritmetica, come per le banche)non sempre recuperano quanto hanno anticipato in nome e per conto di qualche altra compagnia?
    Qualcuno saprebbe svelare l’enigma, fatti alla mano?
    E i soldi che prendono in camera di compensazione, in che modo vengono dichiarati, al fisco?
    Non è logico il risarcimento diretto, se per un caso X, risarcisce € 4.500/00 ma in camera di compensazione ne percepisce solo € 1800/00 (o altra cifra secondo la macroarea di appartenenza). E’ assurdo perderci sopra!
    Cosa c’è sotto?
    Qual’è la vera motivazione di tale affanno delle compagnie a rincorrere il risarcimento diretto, sebbene alcuni gruppi assicurativi, avevano sùbito mugugnato e continuano a farlo, sin dalla nascita del risarcimento diretto?
    Cosa regge impiedi questo grande inganno? Chi vuole che stia impiedi, nonostante faccia acqua da tutte le parti?
    Perchè nei rinnovi di contratti, troviamo sempre scritto, qualora abbiamo causato un sinistro: “Abbiamo pagato per lei, il sinistro del AAA con targa YY, € 1.800/00″, ben sapendo d’aver causato un danno da € 135/00 IVA compresa?
    Chi controlla, come si può verificare se effettivamente quella compagnia assicuratrice nell’anno 2010, ha pagato X Euro per 1000 Sx? E se i Sx, in realtà sono stati 2000, ma solo per 1000 Sx sono scattati i malus?
    E chi se ne frega, tanto paga Pantalone!

    Vi ricordate del caso, uno dei tanti, che ha fatto scalpore (perchè si vedeva un po’ il periscopio fuori dall’acqua), quello del liquidatore della RAS, Giovanni D’Agata? (vedi siti web)

    Figlio mio, ciò che vedi oggi davanti a te, un giorno sarà tuo!

    Agenzia antifrode? Ma per chi, per chi ruba la mela? E per chi ruba i frutteti? Chi è il colpevole?
    Quello che ruba la mela ovviamente!
    Da solo? Ma come è possibile? Denunciamolo!
    Ma no, troppo costoso, ci esponiamo in prima persona troppo, meglio la delazione, non costa nulla, basta lanciare qualche sasso nell’acqua e l’acqua provvederà a far arrivare l’increspatura, fino a riva!
    Ma le prove documentali? Dovranno esser esibite!
    Ma stai zitto, non ce ne sono, fai come ti dico io, scrivi questi dati con queste somme e redigi, chi mai potrà dire il contrario?
    Ma il controllorecapo … se volesse controllare?
    Ma chi? Ma fammi il piacere…!

    Tanto per la cronaca, fa bene alla mente ed al cuore ricordarselo, ecco cosa affermava l’associazione ADUSBEF, capitanato dal presidente Elio Lannutti (oggi, ingraziato fra le fila dei senatori dell’IDV), in un comunicato del 9/7/07: “……l’indennizzo diretto, che consente un risparmio a regime di 1,5-2 miliardi di euro l’anno da parte del sottobosco dei “sensali” quali periti, avvocati “parafangari”, medici legali ed altri professionisti che si ingrassavano con i risarcimenti, gonfiando con le loro alte parcelle le tariffe”.
    Un classico esempio di chiaroveggenza, ma al contrario!

    Il mio sogno di sempre: mi sarebbe tanto piaciuto, svolgere, l’attività Certificatore di Bilanci, ma purtroppo è troppo tardi, ho seguito un piano di studi diverso.

    Commento by patroc. strag. Riccardo Nicotra — 10 febbraio 2011 @ 12:06

  3. Si dovrebbe vedere che ne pensano i soggetti che hai nominato… I commenti sono aperti…

    Commento by Ezio Notte — 11 febbraio 2011 @ 08:01

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