OmniAuto.it

2 marzo 2010

Ma perché il tuning dev’essere sempre associato agli imbecilli che fanno corse clandestine?!

Il tuning non è il diavolo

Il tuning non è il diavolo

Via repubblica: “Blitz la notte scorsa della Polizia di Stato del parcheggio del centro commerciale Ikea nella zona dell’Anagnina, a Roma, dove si erano radunate numerose auto modificate. Gli agenti dell’ufficio prevenzione della questura di Roma e della polizia stradale hanno bloccato i giovani che si trovavano nella zona, controllando in tutto 196 veicoli e identificando 295 persone. In particolare gli agenti hanno accertato che 44 autovetture erano state modificate dai giovani, fenomeno questo che ha il nome di ‘tuning‘”.

C’è qualcosa di sbagliato nella notizia? No. Tuttavia, noi di Automobilista.it non capiamo perché il fenomeno del tuning vada sempre associato ai deficienti che si ammazzano durante le corse clandestine. Esiste infatti anche un tuning pulito, approvato dalla Motorizzazione dopo “visita e prova”. C’è in Italia, seppure in àmbiti strettissimi, un tuning sano, fatto di ragazzi (e meno giovani) che si riuniscono per fare ammirare le elaborazioni delle vetture: dal tuning musicale a quello estetico, fino a minime modifiche della macchina.

Il Codice della strada italiano, scritto coi piedi, non dà molto spazio al tuning; però chi vuole può tranquillamente rispettare la legge: basta l’ok della Motorizzazione. Poi ci sono tuning più intelligenti, vedi Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Stati Uniti. Paesi abbondantemente più evoluti del nostro: lo si vede anche dall’elasticità in materia di tuning.

In Germania c’è un ente, il Tüv, che controlla e verifica con scrupolo ogni tuning. E il tuner viene visto come una persona sana di mente con un simpatico passatempo. Da noi invece, siamo all’epoca della preistoria, un po’ come i nostri politici: il tuner è il cretino che fa le gare clandestine. Siamo come l’uomo-scimmia che ha paura del fuoco.

di Ezio Notte @ 00:01


2 commenti

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI 2 Commenti

  1. E’ un fenomeno italiano: bancari ed assicuratori tutti ladri, carrozzieri tutti fraudolenti, siamo tutti tormentati e sfruttati…pochi evitano di piangersi addosso e reagire con gli strumenti che si ha a disposizione. Siamo maestri nel lamentarci, commediare ed ancor più scaltri nel meravigliarci e gridare allo scandalo verso chicchessia salvo poi riabilitarlo ed ossequiarlo cme fosse un santo a distanza di anni. Esattamente come non risuciamo a distinguere chi ama personalizzare l’auto per un’esigenza pari a chi vuole arredare casa propria, chi modifica le vetture per poi lanciarsi in gare clandestine non appartiene al mondo del tuning bensì al gruppo dei cretini. Se l’Italia fosse più informata capirebbe che undisco baffato e forato garantisce spazi di frenata inferiori, e non risponde ad una precisa volontà di gareggiare nel centro città. Personalmente ho modificato le vetture che sono state in mio possesso, il tutto raggiungendo equilibri accettabili e ben all’interno dei limiti progettuali del mezzo, ottenendo una sicurezza di marcia ben superiore al modello di serie.: abbassare l’assetto della vettura senza ottenere livelli rasoterra, garantisce una stabilità ed una tenuta superiore, cui la casa produttrice ha rinunciato semplicemnte perchè il confort che si vuole ottenere con la vettura di fabbrica deve esser mediamente accettabile per tutti gli acquirenti

    Commento by Renzo Fain Binda — 2 marzo 2010 @ 08:34

  2. Che ci volete fare, l’ignoranza si manifesta in mille forme in Italia, e nelle forze dell’ordine e nei legislatori raggiunge il massimo della stupidità!

    Commento by Sara — 2 marzo 2010 @ 10:19

RSS feed dei Commenti su questo post.



Ci scusiamo, i commenti sono al momento chiusi.