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9 settembre 2009

Ma quante verginelle scandalizzate dai ricorsi contro le multe!

Italiani tartassati dalle multe

Italiani tartassati dalle multe

I lavoratori e gli imprenditori italiani sono angosciati dalle tasse. A tal punto che spesso si sente fare un ragionamento del genere: mi conviene lavorare di meno e fare incassi inferiori, così pagherò meno tasse. La teoria deriva dalla curva di Laffer, che mette in relazione l’aliquota di imposta con le entrate fiscali: secondo Laffer, esiste un’aliquota oltre la quale un aumento delle imposte disincentiva l’attività economica e, di conseguenza, le entrate fiscali.

Ecco, con gli autovelox selvaggi, le multe trappola, gli appostamenti continui, le leggi e le circolari ministeriali calpestate da diversi Comuni, le Zone a traffico limitato segnalate con cartelli di difficile lettura, le strisce blu che si estendono anche alle periferie delle città in barba al Codice della strada, ecco – dicevamo – che l’automobilista tende a stufarsi di pagare le multe subito. Proprio come il tassato si rompe le scatole di lavorare per il Fisco. Risultato: opposizioni con intasamento delle Prefetture; ricorsi ai Giudici di pace oberati da verbali che vengono contestati.

Però c’è chi si scandalizza: “Troppi ricorsi, l’italiano vìola il Codice e non vuol pagare”. In qualche caso, magari è anche così. Ma di solito l’italiano viene esasperato dalla protervia di chi intende svuotargli il portafogli senza ritegno.

Basterebbe controllare e sanzionare di più ubriachi e drogati che guidano, dimostrando una maggiore elasticità mentale verso che supera il limite di 30 km/h lì dove si potrebbe tranquillamente viaggiare a 70 km/h.

E voi, avete mai fatto ricorso?

foto flickr.com/photos/stuartpilbrow

di Ezio Notte @ 07:29


2 commenti

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QUI 2 Commenti

  1. No, ma sto per farne due.

    Il primo: parcheggio lo scooter laddove ci sono le strisce bianche. Tutto a posto, dico: trovo un buco fra gli altri motorini, ce lo metto. Al ritorno multa “sosta non conforme alla segnaletica stradale”. Mi scervello, cerco di capire perchè mai. Poi la soluzione: quello è un posto riservato al parcheggio delle auto. Ma io dico, ma se ci stanno 5 e più moto ma perchè non devono parcheggiare pure loro? Norma incredibile.

    Il secondo: una strada in cui si parcheggia a spina di pesce, anche se non c’è segnaletica orizzontale, tranne quella di un posto per un invalido, parallela al marciapiede. La sua auto è però parcheggiata a spina, di traverso, come tutte le altre. Di conseguenza lascia libero metà dello spazio. Vabbè, la metto accanto la sua anche se una ruota dela mia macchina occupa di una decina di cm il suo spazio riservato. Lui esce lo stesso comodamente, mi accerto prima, e poi la parcheggia sempre così. L’indomani mattina trovo la multa sul parabrezza: 78 euro e -2 punti.

    Forse ho commesso una leggerezza, ma prima mi ero assicurato che il signore in questione riuscisse ad accedere alla sua vettura e a non complicargli la manovra, ci mancherebbe.

    Però dico ai vigili: scusate, ma in una città (Roma) paralizzata dal traffico, siate un po’ più elastici, più comprensivi. Multe agli scooter, multe alle auto. Che alternativa ha un cittadino? Andare coi mezzi pubblici? Semplicemente non funzionano: sono lenti, sempre in ritardo, sporchi, poco raggiungibili e perennemente sovraffollati.

    Commento by Dan — 6 novembre 2009 @ 20:23

  2. I giudici di pace???????collusi con i vigili!Non e’ ora di aprire inchieste su come lavorano i cosidetti giudici di pace!Altra invenzione italiana x dare all’italia una parvenza di pseudo democrazia!vergogna

    Commento by mario — 21 marzo 2010 @ 18:25

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