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13 dicembre 2009

Mannacio: “Agenti difesi dalle associazioni dei consumatori? Buffonata tossica”

Rca: fra sorrisi ironici e amarezza

Rc auto: fra sorrisi ironici e amarezza

Via helpconsumatori: l‘agente assicurativo deve essere una persona competente a cui ci si rivolge per una garanzia di sicurezza e non per ovviare a qualche obbligo di pagamento. E per questo il cittadino deve potersi fidare dell’assicurazione e, la Compagnia deve fornire un servizio di qualità, considerando il cliente una risorsa e non un numero. È così che dovrebbe essere, e invece? Invece il settore delle Assicurazioni continua ad alimentarsi di un terreno opaco, stantio e corporativo.

Le Compagnie pensano soltanto al proprio utile e non hanno alcun interesse a gestire nel migliore dei modi i sinistri e i loro risarcimenti, perché tanto si rifanno sulle tariffe, aumentandole in modo indiscriminato.

Ed è per questo che gli agenti di assicurazione, insieme alle associazioni dei consumatori, hanno indetto una conferenza stampa per portare all’attenzione del Governo questo problema. Accanto alle associazioni dei consumatori, ci sono le due associazioni di categoria degli agenti assicurativi, il Sindacato Nazionale Agenti (Sna) e l’Unione nazionale agenti professionisti di Assicurazione (Unapass) che hanno messo in luce un’altra problematica: quella delle aree difficili, sostanzialmente le Regioni meridionali, che stanno correndo il rischio di essere abbandonate dalle compagnie d’assicurazione.

Noi abbiamo chiesto un parere in merito a Stefano Mannacio, uno dei massimi esperti di Rca in Italia.

Mannacio, cosa pensa di questa iniziativa (associazioni dei consumatori in difesa degli agenti)?
“Ecco un effetto (ampiamente previsto) dell’indennizzo diretto. Le Compagnie si sono ritrovate nel Sud Italia con portafogli ‘tossici’. Motivo: i sinistri con l’indennizzo diretto li devono pagare loro e non il responsabile. Le truffe, con la nuova procedura, sono dilagate, anche perché le Compagnie non hanno mai manifestato un grande interesse a combatterle seriamente. Il progetto dell’Ania di costituire una agenzia pubblica antifrode in campo assicurativo è per usare un eufemisto ‘minimalista’. Infatti, la prima a voler chiudere le agenzie è l’Aurora (gruppo Ugf), che è infestata dalle frodi. È un comportamento maoista. Insomma, il tutto mi pare una buffonata ‘tossica’”.

Cioè?
“Ne colpisco una (a dire il vero 40) per educarne cento. È tutto molto divertente, anche se con profonda amarezza, perché ci sono dei lavoratori che rischiano il posto in un periodo di crisi ”.

Cosa la “diverte” e la amareggia, scusi?
“Il fatto che Sna manifesta assieme alle associazioni dei consumatori. Queste, avendo sostenuto la procedura di indennizzo diretto, sono la causa indiretta di tale disastro. È una storia che potremmo intitolare: ‘Stupidità e ipocrisia al comando, il disastro annunciato (indennizzo diretto) dilaga’. Anche perché ci sono stati troppi capovolgimenti”.

Di che tipo?
“Nel 2002, l’associazione di punta (Adiconsum) si è dichiarata in totale disaccordo con l’indennizzo diretto. Poi s’è detta favorevole, come le altre associazioni. Perché? Forse per le intese raggiunte con l’Ania (Assicurazioni), in virtù delle quali le Compagnie dovranno indirizzare a loro i danneggiati recalcitranti per un patrocinio che è facile immaginare quanto possa essere efficace, soprattutto se si tiene conto che le stesse Compagnie devono ‘istruire’ in materia gli addetti delle associazioni. E non è tutto”.

Sentiamo.
“Aggiungiamo che il Cncu (Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti) risiede presso il ministero dello Sviluppo economico, e che addirittura il ministro di turno ne è il presidente. Le associazioni che ne fanno parte, ormai quasi tutte, beneficiano inoltre di contribuzioni statali che perdono se escono dall’organismo creato, con una legge del 1998. Ne consegue che l’indipendenza di tali associazioni è del tutto opinabile”.

Questa l’opinione di Mannacio. Ma Governo, Ania, Isvap, Gruppi assicurativi, associazioni dei consumatori tirati in ballo hanno la massima libertà di esporre le loro ragioni nei commenti del post. O, se intendono, di ribattere attraverso una “controintervista” su Automobilista.it. Siamo a disposizione per dare spazio a tutti, senza distinzioni.

foto flickr.com/photos/tallkev

di Ezio Notte @ 11:41


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  1. […] Stefano Mannacio, uno dei massimi esperti di Rca in Italia, che da anni è critico verso le associazioni dei […]

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