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26 dicembre 2009

Mannacio: “Agenzia antifrode: ma la vogliono davvero?”

Incidenti "truffa", piaga italiana

Incidenti "truffa", piaga italiana

L’Ania (Assicurazioni) insiste: vuole un’agenzia antifrode (pagata dalle stesse Compagnie) per combattere le truffe nella Rc auto, specie al Sud (in particolare a Napoli e Caserta). Il numero uno Ania, Fabio Cerchiai, l’ha ripetuto anche pochi giorni fa in una conferenza stampa alla quale abbiamo partecipato. Ne abbiamo parlato con uno dei maggiori esperti di Rca in Italia, Stefano Mannacio.

Mannacio, cosa pensa delle truffe nel settore Rca?
“Le frodi esistono, eccome. Ma Compagnie, Ania, Governo non hanno fatto nulla di concreto per contrastare il fenomeno delle truffe. Faccio un esempio. A Napoli e Caserta è la camorra che organizza sistematicamente le microtruffe: rimborsi di 1.000-2.000 euro. Ebbene, nessuno ha interesse a combattere le piccole frodi: serve denaro per scovarle e dimostrarle. È più economico scaricare i costi sugli assicurati, anello debole della catena: si alzano le tariffe Rca e il gioco è fatto. D’altronde le Compagnie hanno voluto l’indennizzo diretto che, per sua natura, avrebbe aumentato in modo esponenziale i fenomeni fraudolenti e speculativi. Con tale meccanismo, infatti, le Assicurazioni guadagnano se pagano, per un singolo sinistro, sotto i forfait di legge. Stabilire per queste cifre se il sinistro è vero o no non ne vale quindi la pena”.

Ma l’Ania vuole un’agenzia antifrode…
“Sì, però come lo metterà in piedi? Investirà tanti soldi per i suoi 007? Ci saranno tecnologie, computer, base dati digitalizzate, personale specializzato? Ne dubito leggendo il loro progetto. Chi conosce il mestiere sa che già una quarantina d’anni fa era stata costituita una specie di agenzia antifrode, ma era composta da pensionati che lavoravano in una specie di sottoscala in piazza San Babila, a Milano, sommersi da cartacce, scartoffie… Altro che organizzazione. Altro che James Bond ultratecnologico contro la camorra di Napoli e Caserta. E poi mi pare strano…”.

Cosa?
“Quando l’Ania vuole qualcosa, di solito la ottiene. Strano che il Governo non la ascolti attentamente in materia di agenzia antifrode. È da tre anni che ci lavorano! Strano che venga sempre tirato in ballo il problema della privacy. Ho incontrato un anno fa il garante Pizzetti per verificare se fosse vero che era la sua Authority a porre dei problemi, ma così non è, anzi. Comunque il progetto dell’Ania è minimalista, perché la proposta di costituire un pool di 10 informatici che scandagliano i database dell’Isvap e dell’Inail non è in grado né di arginare il fenomeno né di sviluppare una concreta rete di intelligence a supporto dell’attività delle Forze dell’ordine né di promuovere una reale cultura della deterrenza, che è il vero obiettivo da ottenere in coerenza con le migliori esperienze internazionali. Magari l’agenzia sarà fatta, ma temo che il suo compito sarà solo quello di esistere formalmente”.

Ma ci sarà pure un la soluzione contro le truffe…
“Certo: le Compagnie dovrebbero denunciare sempre i  truffatori e radicare gli ispettorati sinistri nel territorio, con professionisti validi, e al limite con un turnover periodico per evitare lo sviluppo di cointeressenze. Ma questo implica uno sforzo e un impiego di personale altamente professionalizzato. Servono tempo e denaro: non so se le Assicurazioni abbiano intenzione di investire, come peraltro l’Isvap (vigila sulle Assicurazioni) ha suggerito in una recente intervista al suo presidente. Al contrario, vi sono grosse Compagnie (Gruppo Ugf o Gruppo Axa) che agiscono in modo diametralmente opposto obbligando i danneggiati e i patrocinatori a trattare il sinistro nel luogo dell’agenzia di portafoglio. Così capita, per fare un esempio, che un incidente avvenuto a Napoli sia trattato a Bologna da un liquidatore impossibilitato anasare’ il sinistro sul territorio. È più facile poi piangere: ci sono le truffe, abbiamo costi elevati, i colpi di frusta aumentano: così c’è sempre una scusa buona per minacciare il rialzo delle tariffe Rca. Dopo il pianto, l’Ania di solito propone la soluzione che ha sempre amato di più, ovvero quella di ‘buttare il bambino con l’acqua sporca’”.

Cioè?
“Ci sono le frodi e speculazioni sui risarcimenti per le lesioni che producono invalidità piccole, ma pur sempre invalidità? Eliminiamo le invalidità così si eliminano le frodi! La cosa più sconvolgente è che magari dopo un bel tavolo natalizio di concertazione con il Governo, i Consumatori del Cncu e quindi governativi e l’Isvap, dopo un bel protocollo di intesa riescono a convincere un legislatore legislatore che se gli venisse proposto di chiudere tutti i negozi per eliminare le rapine avrebbe magari qualche piccola perplessità……”.

Allora?
“Allora, fino a quando l’Ania – che rappresenta la forza di quattro Compagnie (che si spartiscono il 90% del mercato assicurativo) – riesce ogni anno a proporre e imporre leggi, regolamenti che servono ad aggiustare i loro bilanci tramite la riduzione dei loro costi di impresa (i risarcimenti del danno), ci sarà poco da fare. Il privilegio di scaricare le proprie inefficienze sui cittadini tocca veramente a pochi e le Assicurazioni hanno potere contrattuale per ottenere quasi tutto quello che vogliono. Tanto pagano gli assicurati e le vittime della strada sempre più indifese”.

foto flickr.com/photos/jepoirrier

di Ezio Notte @ 18:12


3 commenti

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QUI 3 Commenti

  1. […] Agenzia antifrode: ma la vogliono davvero? […]

    Pingback by Agenzia antifrode: ma la vogliono davvero? at Indennizzo diretto - Il grande inganno? — 29 dicembre 2009 @ 10:23

  2. Penso che l’agenzia antifrode non si farà mai perchè si
    potrebbero scoprire gli affari più gravi delle truffe

    Commento by Renato De Santis — 30 dicembre 2009 @ 23:16

  3. […] Indennizzo diretto (risarcimento da parte della propria Compagnia): la Corte costituzionale ha stabilito che trattasi di procedura facoltativa. Ma in Parlamento c’è chi voleva introdurre una norma per far diventare l’indennizzo diretto definitivamente e indubitabilmente obbligatorio. Ne parliamo con uno dei maggiori esperti di Rca in Italia, Stefano Mannacio. […]

    Pingback by Mannacio: “Indennizzo diretto, porcata parlamentare sventata” | Automobilista.it — 6 febbraio 2010 @ 11:27

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