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6 febbraio 2010

Mannacio: “Indennizzo diretto, porcata parlamentare sventata”

Incidenti: l'indennizzo diretto resta facoltativo

Incidenti: l'indennizzo diretto resta facoltativo

Indennizzo diretto (risarcimento da parte della propria Compagnia): la Corte costituzionale ha stabilito che trattasi di procedura facoltativa. Ma in Parlamento c’è chi voleva introdurre una norma per far diventare l’indennizzo diretto definitivamente e indubitabilmente obbligatorio. Ne parliamo con uno dei maggiori esperti di Rca in Italia, Stefano Mannacio.

Mannacio, che è successo?
“È stata evitata una porcata. Grazie anche al fattivo interessamento di Cna, che ha lanciato l’allarme trovando la pronta adesione di Confartigianato, la norma che trasformava l’indennizzo diretto da facoltativo a obbligatorio non è stata approvata. Tutto resta com’è: indennizzo diretto facoltativo”

In concreto, dove si annidava il pericolo?
“Cna è intervenuta tempestivamente su chi di dovere per combattere l’insidioso emendamento 9.64 al Disegno di legge Milleproroghe riguardante il risarcimento diretto dell’assicurato in caso in caso di incidente: metteva il giogo dell’obbligatorietà sull’indennizzo diretto”.

Invece, com’è andata a finire?
“La commissione Affari costituzionali del Senato lo ha dichiarato inammissibile. Questo significa che rimane in vigore ciò che la Corte costituzionale ha già sancito con la sentenza 180/2009, ossia: il risarcimento diretto è uno strumento alternativo, non obbligatorio e non esclusivo”.

E ora?
“Speriamo che un legislatore assennato possa invece approvare, in futuro, un formulato teso a rispettare il noto dettato della Corte costituzionale con l’introduzione del concetto di piena facoltatività della procedura. Si deve difendere il valore della difesa del diritto alla libera scelta da parte dell’utente da un mondo assicurativo dominato da quattro Gruppi che, con questo indennizzo diretto, vorrebbe essere contemporaneamente venditore di polizze, carrozziere, patrocinatore e liquidatore, medico legale, insomma insindacabile giudice di se stesso.  Questa contraddizione, nata con il plauso delle associazioni dei consumatori, si sta rivelando insanabile posto che, con questo sistema, le polizze, non solo non si sono ridotte ma sono annunciate in aumento. Quindi, ben venga un’effettiva alternativa tra il risarcimento diretto, che si chiede alla propria Assicurazione, e il risarcimento che si può chiedere all’Assicurazione del responsabile del sinistro, ricordando che, in questo caso, viene pienamente restituita alle vittime della strada il diritto all’assistenza di un professionista indipendente. Il ripristino di tale possibilità può fare la differenza nella piena conoscenza dei propri diritti per ottenere un equo risarcimento”.

foto flickr.com/photos/-ygor

di Ezio Notte @ 11:26


4 commenti

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QUI 4 Commenti

  1. […]  “Indennizzo diretto, porcata parlamentare sventata” […]

    Pingback by Automobilista.it. “Indennizzo diretto, porcata parlamentare sventata” at Indennizzo diretto - Il grande inganno? — 6 febbraio 2010 @ 21:48

  2. […] con l’intento di far scendere le tariffe Rca e migliorare il settore della Rc auto stessa, l’indennizzo diretto, a distanza di due anni, si conferma un flop, a nostro modesto parere. A parte che di ribassi […]

    Pingback by Due anni di indennizzo diretto? Assicurazioni più birichine | Automobilista.it — 7 febbraio 2010 @ 14:07

  3. […] l’introduzione e la realizzazione del risarcimento diretto, che sta dando risultati […]

    Pingback by Giannini (Isvap), ci scusi tanto: ma chi se ne frega degli utenti iscritti al preventivatore unico?! | Automobilista.it — 16 febbraio 2010 @ 00:04

  4. sempre i soliti furbetti, speravano di avere il monopolio come ha detto Mannaccio (parole sante), ma hanno sottovalutato che i soldini che incassano li versano i clienti delle polizze, i quali sono gli stessi che subendo un incidente gestito in indennizzo diretto cambiano assicurazione, risultato un mercato che prima era stabile e consolidato e che permetteva alle compagnie di lavorare sul proprio portafoglio vendendo magari altri tipi di polizze(vita, pensioni, infortuni ecc.)è sparito (fluttuante), quindi adesso la loro furbata-speculativa si è ridotta in un autogol, facendo registrare le perdite che tanto rivendicano per aumentare i premi. Nel contempo arrivano in italia le compagnie straniere che non aderiscono all’indennizzo diretto, consolidano il portafoglio (non sono loro che risarciscono in caso di incidente e quindi i loro assicurati rimangono fedeli) e aumentano così il loro parco clienti ogni giorno che passa in modo preoccupante.
    A 3 anni dall’indennizzo diretto si può tranquillamente dire che è stata una porcata gigantesca (sia in termini sociali vedi diritto alla difesa art 24 costituzione, sia in termini economici vedi l’ instabilità del mercato auto e non solo), complimenti a chi!? capendo di economia e di mercati nel tentativo di aumentare i profitti non ha saputo prevedere questo rischio, continuando in questa direzione bisogna che i 4 gruppi che oggi detengono la quasi totalità delle assicurazioni italiane pensino di acquistare anche le compagnie straniere, se vogliono intercettare quella fetta di mercato che cambia assicurazione tutti gli anni (ecco il vero risultato dell’indennizzo diretto).

    Commento by IsSB — 18 giugno 2010 @ 17:31

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