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13 luglio 2012

Marcon: “Il Riflessometro avrebbe potuto salvare le vittime degli ultimi incidenti”

Riflessometro: una soluzione?

Giorgio Marcon, l’inventore del Riflessometro, è perentorio: “Ogni incidente è la conseguenza della negligenza o incapacità di una persona che si presta a guidare un mezzo oppure si accinge a utilizzare un utensile da lavoro, l’assenza o limitata idoneità psicofisica. Il progetto ‘Il Tuo Amico Riflessometro’ mira a eliminare o limitare l’utilizzo di un veicolo o utensile da lavoro in base alla proprietà idoneità psicofisica, venuta meno per una miriade di problemi: alcol, droghe, farmaci, psicotici, stanchezza, sonno. Il tutto senza renderci conto che i nostri riflessi calano o sono insufficienti per le mansioni in cui ci mettiamo a eseguire”.

Alla luce dei recenti sinistri per guida in stato alterato, come ome potevano essere evitate le tragedie? “È molto semplice – mi dice Marcon -: la persona prima di accendere il veicolo avrebbe effettuato un test dei iflessi (idoneità psicofisica). Se il risultato è negativo, non avrebbe permesso al guidatore di accendere il veicolo. In caso di scarsa idoneità, avrebbe limitato la velocità in modo automatico. Durante la guida, se scorretta, avrebbe inviato un segnale d’allerta al conducente. E in caso di negligenza, il veicolo si sarebbe messo gradatamente a una velocità di non pericolo. Inoltre, in caso di velocità pericolosa, sarebbe arrivato alla questura l’avviso che l’auto nella strada ‘x’ andava a una velocità non consentita”.

Che ne pensate?

di Ezio Notte @ 00:01


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