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25 gennaio 2012

Milano, città violenta. I problemi messi sotto il tappeto dell’Area C

Milano violenta

Dopo il Vigile ucciso da uno straniero, una donna di 53 anni (Alessandra Galbadini, direttore generale della Microsys) che tornava a casa in bici in coma in seguito a un tentativo di scippo alle 19. Due bestie in scooter l’hanno affiancata per prenderle la borsa dal cestino, facendola cadere. Tutto in pochi giorni. Dove? Nella Chicago degli anni 20? Nei quartieri bassi di Napoli? Alla periferia di Palermo? No, a Milano, nella centralissima piazza della Repubblica. Ossia in quella che una volta era una metropoli di livello mondiale, e che ora sta morendo di microcriminalità. Chi vive a Milano lo sa: la città è sotto stupro continuo. La convivenza tra l’italiano e l’extracomunitario è impossibile: agli incroci, ogni mattina, non si arriva alla rissa per puro miracolo, con le insistenze di chi vuole lavare i vetri all’auto. La stazione Centrale è quanto di più orribile si possa vedere in un incubo notturno dovuto a indigestione di cozze avariate. Quella stazione è il bigliettino da visita della città: disgusto, paura, angoscia dietro ogni ombra.

Milano è nella bara, e stanno mettendo i chiodi, a furia di sottovalutare il problema microcriminalità. La violenza dilaga e colpisce la brava gente. In tutto questo, con tremenda amarezza, constato che il potere centrale (Roma) è assente; mentre quello locale (la Giunta Moratti prima e Pisapia ora) è latitante. Ora il Comune è tutto concentrato sull’Area C. Una comunicazione a 360 gradi su questo pedaggio medievale che ha un unico esito brillante: fa alzare il livello di polveri sottili. Così il milanese, o il pendolare, anziché essere ucciso da un piccolo criminale, crepa di smog.

La verità è che la soluzione non la si vuole trovare. E se è necessario militarizzare l’area della stazione Centrale e di piazza Repubblica (altro che problema del piffero come l’Area C), allora si chiede l’esercito 24 ore su 24 a presidiare la zona.

Perché ho visitato altre metropoli internazionali, e il terrore che si respira a Milano non è presente da nessun’altra parte: Londra, Parigi, Berlino. Milano è alla deriva, verso il Nordafrica. Un motivo in più perché la Merkel ci dia un calcio nel di dietro e ci spedisca all’inferno. Noi e i nostri criminalucci di cui non riusciamo a liberarci.

di Ezio Notte @ 23:11


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