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3 giugno 2013

Multa autovelox: vizi di forma che urlano vendetta

Velox: quanti scandali

Nella vita serve fortuna. Così pure quando si fa ricorso contro una multa data da un autovelox. Mi spiego. Prendi una multa per un leggero eccesso di velocità rilevato da una Provincia. Andavi 11 km/h oltre il limite: un ceffone da 250 euro spese di notifica incluse, più la patente che perde punti. Quegli 11 km/h in più li hai piazzati su una strada dove si può andare tranquillamente a 150 km/h. Invece, ti piazzano il limite di 100 km/h. È una trappola, per fare cassa.

Se questo è un ragionamento basato sul buon senso, invece ci sono vizi di forma pesantissimi nei verbali. Ecco il punto: io devo rispettare il Codice della strada alla lettera, e invece gli Enti locali (come le Province, carrozzoni dei politici che si divertono a piazzare autovelox per fare cassa) sono liberi di scrivere i verbali come meglio credono.

1) Gli accertatori non hanno precisato sul verbale l’esistenza dei cartelli di preavviso dei controlli elettronici? Vizio di forma. Multa da annullare.

2) Distanza inferiore a un chilometro tra postazione e cartello del limite di velocità? Vizio di forma. Multa da annullare.

3) La strada è separata da una mezzeria e vi sono due corsie per senso di marcia? Il limite di velocitùà che doveva essere di 110 km/h e non 100.

Vizi di forma gravissimi. Roba che in un altro Stato la Provincia o l’Ente locale verrebbe chiuso subito e verrebbe a sua volta multato. Qui invece vale tutto, perché l’automobilista va vampirizzato. E perché i ricorsi al Giudice di pace sono una ruota della fortuna. Appunto.

Resta infine un mistero. Le Province dovevano morire: perfino il Governo Monti, che alla fine è stato l’Esecutivo più politico e meno tecnico della storia della Repubblica, voleva ucciderle. Eppure le Province sono sempre lì, vero e proprio cancro da estirpare. Non solo: le Province sono scatenate in materia di autovelox, col vantaggio che sulle loro strade ampie e scorrevoli si può pigiare un po’ sull’acceleratore in assenza di traffico, magari di notte: poi arriva la batosta. Che schifo.

di Ezio Notte @ 22:55


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