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11 giugno 2017

Multe da Codice della Strada: i Comuni stravincono facile

 

I Comuni hanno fame delle tue multe

I Comuni hanno fame delle tue multe

La notizia è che i Comuni nel 2016 hanno incassato in multe quasi 1,7 miliardi di euro. Un tesoro enorme, in crescita addirittura del 45% sul 2015. Infatti su 100 verbali, 84 sono emesse dalle Polizie Locali, rivelano gli ultimi dati ACI. Siamo a 9,5 milioni di contravvenzioni per l’articolo 7 del Codice della Strada: soste vietate e Zone a Traffico Limitato, più 2,7 milioni di multe per gli articoli 157 e 158, sempre soste vietate ma su passaggi merci o vicino agli incroci, più 2 milioni di multe per l’eccesso di velocità rilevato con autovelox.

ZTL e velocità significa telecamere, che infatti spuntano ovunque, con cartelli di preavviso spesso ambigui, pochi chiari. Un Grande Fratello che stritola, senza portare a significativi miglioramenti sotto il profilo della sicurezza stradale: la vera piaga, ossia chi guida in modo pericoloso oppure sotto l’effetto di alcol o droghe, non viene combattuta.

Ma alla base dello strapotere dei Comuni ci sono le leggi dello Stato sul ricorso contro le multe. Oggi, il ricorso al Giudice di Pace è costosissimo: ben 43 euro per i casi minori. Così, per multe di una cinquantina di euro, l’automobilista tartassato lascia perdere: paga e non ha più problemi. Oltretutto, i tempi per fare ricorso al magistrato si sono dimezzati: non più 60, bensì 30 giorni. Col risultato che per organizzare un’opposizione come si deve, occorre fare tutto in fretta: addio a foto, testimoni, ricerche su leggi e precedenti.

Direte voi: c’è sempre l’alternativa del Prefetto. Vero, però se in caso di sconfitta l’ammenda raddoppia, e con la difficoltà di arrivare alla terza settimana del mese nessuno vuole correre quel rischio.

La verità è che i Comuni vincono facile, con leggi su misura per loro, un Codice della Strada che viene interpretato come gli enti credono. Solo per fare un esempio, Milano inviava le multe da autovelox ben oltre i 90 giorni dall’infrazione, perché in effetti il Codice (articolo 201) è scritto coi piedi e dà spazio per queste “manovrine”. Per fortuna, è appena arrivata la stangata del TAR Lombardia: sui verbali degli autovelox dev’essere indicata chiaramente la data della commessa violazione. E solo da quel giorno decorrono i 90 giorni utili per la spedizione postale (sentenza 1267 del 7 giugno 2017). Dov’era nato il guaio? Gli incassi giganteschi del Comune, cui questo non voleva rinunciare: non riuscendo a gestire il conseguente carico amministrativo imprevisto, i verbali sono stati inviati oltre 90 giorni.

di Ezio Notte @ 19:58


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