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20 agosto 2013

Multe, sconto del 30%: il casino infernale della sospensione della patente

Sconto multe: delirio

La favoletta dei quotidiani online è: lo sconto del 30% è un premio per chi paga subito le multe. Se ve la volete bere, siete liberi di farlo. La verità, che trovate su questo blog, è amara: lo sconto è un regalo del Governo Letta ai Comuni. Niente ricorsi degli automobilisti, ma i soldi subito. Questa norma non è stata scritta a favore della sicurezza stradale o di altri princìpi nobili: la conferma viene dal casino infernale della sospensione della patente. A significare che le regole non sono state concepite con calma, ma buttate giù in qualche modo, pur di assicurare quattrini ai Comuni (e agli altri enti locali e allo Stato).

Come segnala Valerio Platia, esperto di Confarca (Confederazione autoscuole riunite e consulenti automobilistici), l’articolo 172, comma 10 CdS, prevede una sanzione di euro 80 per il mancato utilizzo della cintura di sicurezza. Se si tratta della seconda violazione nel biennio scatta anche la sospensione della patente. Al riguardo, quando viene contestata l’infrazione, gli agenti di Polizia non sanno se si tratta della prima o della seconda violazione; pertanto, permettono di pagare la sanzione ridotta del 30% e se, successivamente, si accorgono che si tratta della seconda violazione, vogliono indietro i soldi pagati in meno. Che casino.

Altro esempio: il superamento dei limiti di velocità di non oltre 10 km/h (art. 142, comma 7) comporta una multa di euro 41, incrementata di 1/3 (art. 195, comma 2-bis CdS) se commessa tra le ore 22 e prima delle ore 7, quindi elevata a euro 54,67. La stessa sanzione viene ridotta a euro 38,27 per effetto dello sconto del 30% se pagata entro 54 giorni. Un giro di calcoli per pagare alla fine quasi la stessa cifra iniziale. Allucinante.

Interessante notare l’art. 142 comma 9-bis CdS (superamento dei limiti di velocità di oltre 60 km/h): alla prima violazione comporta la sospensione della patente (quindi è escluso lo sconto del 30%), ma alla seconda violazione comporta la revoca della patente (occhio, per la revoca della patente è possibile beneficiare della riduzione del 30%). Se il ministero non chiarisce subito, può succedere che alla prima violazione non si può pagare in modo ridotto e alla seconda, invece, sì.

Ci sarebbe da ridere, se non si stesse parlando di sicurezza stradale.

Cosa accadrà? Forse questo: nel caso di violazione per la quale è prevista l’applicazione della sospensione della patente o della confisca del veicolo solo in caso di seconda violazione nel biennio o nel caso di reiterazione, sarà ammesso il pagamento in misura ridotta del 30%. A meno che si tratti della seconda violazione o della violazione reiterata, cioè della violazione che comporta, anche in astratto, l’applicazione della sospensione della patente e/o della confisca del veicolo.

Soluzione possibile: completare il verbale con la seguente indicazione: “entro 5 giorni dalla data del verbale può pagare € ……, salvo sia prevista la sospensione della patente o la confisca del veicolo”.

Fra l’altro, la legge parla di sospensione e confisca. Questo è un altro errore. Altro giro, altro casino. Ma è chiaro che successivamente (e questo è pazzesco, però), le circolari e i verbali parleranno di patente o la confisca del veicolo.

Adesso, se volete, potete tornare alle favolette dei quotidiani online.

ps Non stupiamoci poi se l’Italia, con questi politici, fa flop in materia di sicurezza stradale. L’Unione europea, nel 2000, aveva imposto di dimezzare i morti sulle strade in 10 anni. Nel 2010, obiettivo miseramente fallito. A oggi, ancora non ci siamo. Chiedetevi perché, ogni volta che trovate gli autovelox e le loro sorelle telecamere sulle nostre strade, lì solo per spennarvi.

di Ezio Notte @ 22:54


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