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14 aprile 2014

Multe su strisce blu: perché il ministro dei Trasporti Lupi sbaglia

Strisce blu, i Comuni stravincono

I Comuni sono bestie bruttissime. Si attaccano al portafogli dell’automobilista e non lo mollano più finché i denti della mascella superiore non si sono congiunti con quelli della mascella inferiore. È così per le telecamere delle Zone a traffico limitato, per i T-red semaforici, per gli autovelox con limiti assurdi, per le aree soggette a ticket. Da anni, i Comuni vengono spalleggiati dal legislatore. Ogni Governo, preciso e puntuale, fa un regalo ai Comuni. Per esempio, i ricorsi. Oggi, il ricorso al Giudice di pace costa 37 euro, come minimo. E devi farlo in 30 giorni, anziché in 60. L’alternativa, il Prefetto, è rischiosissima: se perdi, paghi il doppio. Chi ha deciso questo? Certamente non i Comuni, che si sono limitati a fare opera di lobbying, peraltro legittima. Ma i Governi. Così, se l’automobilista viene multato, è letteralmente fottuto. Prendi una multa di 40 euro per divieto di sosta, e paghi 37 euro di tassa allo Stato: chi è così scemo da ricorrere? E poi, se vinci, col cavolo che il Comune ti ridà indietro la tassa di 37 euro pagata allo Stato: perché è al Comune che spetta la restituzione. E cosa fai per indurre il Comune a ridarti i 37 euro? Un altro costosissimo ricorso?

Contro questi mostriciattoli chiamati Comuni, che si sentono sempre più forti in virtù della morte prossima ventura delle Province, il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, sta combattendo una battaglia per le multe a chi sfora, come tempo, sulle strisce blu rispetto a quanto pagato col Gratta e sosta o col parchimetro.

Chi ha ragione? Il ministro. Ma costui combatte malissimo. È inutile che il ministro Lupi parli sul blog, o alla Camera. È inutile che emani un’altra circolare o faccia riferimento a vecchie circolari. Queste si chiamano così perché sono pareri non vincolanti. Serve una modifica al Codice della strada. Il legislatore scriva chiaro e tondo che la multa non c’è per chi sfora sulle strisce blu.

E già che ci siamo, scriva che il Comune deve dare anche la sosta gratuita, e che la rilevanza urbanistica (furbata dei Comuni per fare strisce blu in periferia) ha valenza zero. E che si deve incentivare la mobilità pulita consentendo a chi vive in periferia di sostare gratuitamente.

Poi, il legislatore scriva che gli autovelox, coi limiti assurdi, e in assenza di motivate e documentate giustificazioni, non possono essere installati in città, neppure sugli stradoni.

Quindi, il legislatore dica ai Comuni che se il cervellone centrale del ticket impazzisce, l’automobilista non va multato, e anzi occorre rimborsarlo per il disagio e lo stress patito.

Si ridia al cittadino la possibilità di difendersi gratuitamente e nei 60 giorni dalla notifica della multa: il ricorso a pagamento e rapido è una gravissima e intollerabile lesione del diritto alla difesa dell’automobilista. Roba che neppure in Unione Sovietica.

Per concludere, il legislatore non consenta ai Comuni di fare quello che vogliono coi semafori e coi T-red: se la durata del giallo è libera, comunque deve avere un minimo congruo, fisso, non contestabile.

In definitiva, caro ministro Lupi, se lei fa la guerra in modo serio, e con le armi giuste, ai Comuni, anche gli umili blogger contadini come questo la seguono e la supportano. Se lei invece si ostina a punzecchiare, come una zanzarina destinata a essere spazzata via, i Comuni, questi continueranno a fare i loro porci comodi.

Le pare che qualche Comune abbia smesso di multare gli automobilisti, dopo le sue esternazioni? Il nemico va combattuto con intelligenza. Oppure si perde, e si ritorna a casa anche coi danni collaterali.

di Ezio Notte @ 22:42


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