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21 dicembre 2009

Nevica, ma la Rca è bollente: parola dell’agente assicurativo Pisano

Le Rca saliranno: ma di quanto?

Le Rca saliranno: però di quanto?

Assicurazioni, il momento è caldissimo. Le Rc auto saliranno e al Sud c’è chi teme una fuga delle Compagnie dalle zone più calde. Continuano le nostre interviste a esperti di Rca. È la volta di Roberto Pisano, agente di assicurazioni plurimandatario, nonché presidente provinciale di Cagliari dello Sna (Sindacato nazionale agenti di Assicurazione).

Pisano, al Sud Italia tira una brutta aria. Pare che molte Compagnie vogliano scappare dal Meridione, perché è troppo costoso: incidenti, lesioni fisiche, truffe. Che ne pensa?
“Non è una novità. In tema di sinistri, il Meridione è sempre stato la spina nel fianco delle Compagnie: è lì che si concentrano da sempre incidenti in quantità e di entità tale da far sorgere fondati dubbi sul fatto che siano tutti ‘genuini’. Spesso si taglia corto addebitando alle Assicurazioni la responsabilità di non avere denunciato tutte le situazioni di malversazione, ma la realtà è ben più complessa.

Come stanno le cose, allora?
“In effetti, le Compagnie per anni hanno tollerato il male minore della mancanza di redditività nelle cosiddette ‘Aree speciali’. Approfittando degli enormi flussi di denaro drenati su quei territori, realizzavano investimenti finanziari capaci di produrre ugualmente utili di bilancio. Oggi la situazione è cambiata: dopo la crisi dei mercati mobiliari internazionali, le Compagnie sono costrette a rincorrere il cosiddetto ’utile industriale’, quello che deriva dalla gestione più propriamente assicurativa”.

In parole povere, come ci guadagnano le Compagnie?
“In sostanza, il margine delle Assicurazioni è dato dagli incassi di premi, al netto dei sinistri pagati e delle spese sostenute. Questo margine è negativo. A questo punto, la soluzione immediata è quella di abbandonare le aree nelle quali l’andamento tecnico (cioè il rapporto tra i premi introitati e i sinistri pagati) è negativo: se non è possibile ridurre i costi dei sinistri è sempre possibile ritirarsi dalle zone ritenute ‘peggiori’”.

Solo colpa delle Compagnie, allora?
“No. Non sono soltanto le Assicurazioni ad avere contribuito a determinare l’attuale situazione. Lo Stato sarebbe dovuto intervenire a suo tempo per contrastare il dilagare delle malversazioni. Avrebbe potuto con leggi specifiche per risolvere quella che nel tempo è divenuta una vera emergenza sociale”.

E invece?
“Invece, le Compagnie non denunciavano, l’autorità non interveniva ed è finita che nel Meridione d’Italia trovare un’Impresa disposta ad assicurare un veicolo a un prezzo accettabile è più difficile che vincere un terno al lotto. Inoltre, ci va di mezzo l’intera categoria degli agenti, della quale fanno parte anche professionisti seri, con piccole aziende, capaci di creare posti di lavoro e che potrebbero dare il proprio contributo alla moralizzazione del mercato, se non fossero destinate a morire”.

foto flickr.com/photos/vizzzual-dot-com

di Ezio Notte @ 23:28


1 commento

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  1. I pareri resi dal collega Pisano sono del tutto condivisibili. La situazione attuale si configura come i “nodi al pettine” dopo anni di distrazioni o tolleranze nei confronti del malcostume dilagante. Ovviamente ne fanno le spese i professionisti dell’assicurazione che hanno lavorato onestamente e seriamente.

    Commento by Renzo Fain Binda — 22 dicembre 2009 @ 10:49

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