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11 gennaio 2010

Nostro appello al Governo: le macchinette che rilevano chi passa col semaforo rosso siano piazzate dai Prefetti

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"Spie" ai semafori rossi: urge una regolamentazione

Sono un Comune e ho un apparecchio che rileva chi passa col semaforo rosso: dove lo installo? Semplice, agli incroci più pericolosi. In questo caso, mi affido al buon senso: non serve essere Einstein per intuire quali siano le intersezioni più insidiose e dove le probabilità di incidente si alzino. Se invece voglio fare proprio le cose per bene, spulcio fra le statistiche e individuo i tratti dove siano maggiori gli impatti.

Così ragiono e mi comporto perché voglio migliorare la sicurezza stradale e diminuire il peso per l’assistenza sociale (dal pronto soccorso alle spese mediche, passando per l’uscita delle pattuglie della Polizia municipale).

Se invece punto a fare una barca di quattrini e a spremere l’automobilista, io, Comune, metto in piedi un’organizzazione criminale. Piazzo le macchinette che rilevano chi passa col rosso ai semafori dove si possono ricavare più denari (programmo una luce gialla brevissima); e mi accordo con chi mi dà gli apparecchi, spartendo il bottino delle multe. Si tratta di 150 euro a botta, oltre al taglio di sei punti-patente.

A questo punto, la domanda è d’obbligo: secondo voi, come si comportano i Comuni? Sono virtuosi oppure malandrini?

Nel dubbio, servirebbe una bella legge, ed ecco perché Automobilista.it si appella al Governo. Occorre che gli strumenti “rileva-rosso” siano piazzati non dai Comuni, ma da un ente terzo. Per esempio, una commissione esterna. Però, anche in questo caso, si correrebbe il rischio che i commissari, pagati dai Comuni, vengano un po’ influenzati nelle loro scelte… E allora la soluzione è il Prefetto: che sia lui a stabilire dove, come e quando installare le macchinette.

Fra l’altro, il momento è propizio: il nuovo Codice della strada, in discussione in Parlamento, dovrebbe essere in dirittura d’arrivo.

Che ne dite?

foto flickr.com/photos/thetruthabout

di Ezio Notte @ 00:01


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. Il comportamento dei Comuni è tendenzialmente scorretto. E’ ovvio che tendono a far cassa mascherando la cosa con la “sicurezza stradale”. L’unica possibilità è togliere loro gli introiti delle multe , facendo modo che l’incameri lo stato; forse si daranno una calmata. Ormai percorrere le strade italiane è divenuto una specie di “gioco dell’oca”

    Commento by gianni — 11 gennaio 2010 @ 21:29

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