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5 agosto 2014

Ode a te, Carlo Cottarelli, che della scena politica sei l’unico personaggio a divertirmi

Cottarelli, Mr. Scimitarra

La politica italiana di oggi è profondamente noiosa. Ci sono persone arrivate lì per caso, messe lì perché hanno conoscenze importanti. Ci sono altri che ripetono una specie di lezioncina per le casalinghe sciocche: quattro parole in croce, due blande promesse, mezzo annuncio in tv e via così. Altri ancora sono andati a letto (quei 30 secondi, non di più) con il politico giusto al momento giusto. Il mondo dell’auto è uno “zoo” molto utile in questo senso: in Italia sta morendo. E i nostri eroi che ci governano, a turno, lo uccidono ancora di più affossandolo con tasse, accise, super-imposte. È un ambiente politico così spaventato e disorientato da non riuscire a fare un millimetro in avanti: razionalizzazione degli archivi dell’auto, eliminazione del superbollo, defiscalizzazione per gli acquisti dell’auto, incentivi per le auto pulite, cancellazione del bollo (da sostituire con una tassa variabile in base a quanto si usa l’auto), riforma della Rca. Nulla da fare, mai. Se qualcosa cambia, è in peggio: vedi tutti i regali fatti alle Assicurazioni. Vedi la guerra aperta contro i carrozzieri indipendenti, che hanno portato una straordinaria ventata di aria nuova, in primis uno dei big emergenti del settore, Davide Galli di Federcarrozzieri.

In questo panorama così triste, riesce a staccarsi dalla mediocrità qualche esponente del MoVimento 5 Stelle, qualcuno del Pd, raramente uno o due tizi di altri schieramenti. Ma l’unico che mi diverte è Carlo Cottarelli, commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica. O per la spending review, vedete voi. Lo confesso: appena Mister Forbici ha posato le sue chiappe sulla poltrona, ho pensato che fosse solo un amico di qualcuno, piazzato lì per avere uno stipendio certo lavorando poco. Poi invece Cottarelli si è imposto all’opinione pubblica con uscite di un certo spessore. E sono qui a scusarmi con lui e a fare pubblica ammenda.

Cottarelli vuole darci dentro come un matto a tagliare. No. Non è Mr. Forbici. Ho sbagliato ancora. È Mr. Scimitarra. Questa affettatrice vivente dà fastidio a tanti e fa paura. Parlo di quegli strani ominidi piazzati ai vertici di certe strutture del tutto inutili, e anzi dannose, per esempio. Parlo di burocrati che hanno in mano le chiavi dello Stato, e spesso tengono per le palline anche i politici.

Ma quando è davvero uscito allo scoperto, Mr. Scimitarra, dimostrando di avere personalità da vendere? Quando si è esposto contro il premier Renzi. È lì che rischi fortissimo. Carlo nostro si è così espresso: “Ci stiamo mangiando i soldi che non abbiamo ancora risparmiato”. Un’opinione non da fine economista, ma da massaia che fa i conti su un blocchetto degli appunti ingiallito. Perché alla fine l’Italia di questi personaggi ha bisogno. Qualcuno che ragioni col rasoio di Occam, dandoci dentro senza pietà.

A mio modestissimo avviso, Cottarelli s’è portato a casa una partita pesantissima, vinta in 9 contro 11 (gli altri avevano l’arbitro a favore), tanto che il ministro Madia ha fatto non uno, ma 4 passi indietro: il Governo presenterà emendamenti soppressivi su 4 punti del decreto Pa, approvato con la fiducia alla Camera alla fine della scorsa settimana. Salta la cosiddetta quota 96. Per quanto mi riguarda, oggi Cottarelli è un riequilibratore sociale che utilizza strumenti legittimi. Che ho scritto? Che se un politico fa una puttanata, Cottarelli gli dice: ma che diavolo combini?

Che c’entra tutto questo con le auto? C’entra eccome. Perché Cottarelli vorrebbe usare la scimitarra anche con l’Automobile club d’Italia, il Pubblico registro automobilistico, la Motorizzazione. Tanto per cominciare. E poi vuole disintegrare il parco di auto blu. Ma io gli darei da riformare l’intero settore auto e Rc auto. Per far tremare un po’ di gente.

di Ezio Notte @ 23:04


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