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2 gennaio 2014

Omicidio stradale: la (tutt’altro che) misteriosa giravolta del ministro Annamaria Cancellieri

Omicidio stradale: bizzarrie politiche

Omicidio stradale: un nuovo possibile reato da assimilare a quello volontario. Prevederebbe pene molto più dure rispetto all’omicidio colposo (per imprudenza) previsto oggi in caso di incidente mortale per guida in stato alterato da alcol o droghe.

Aprile 2012, Annamaria Cancellieri, ministro dell’Interno: “Sull’introduzione del reato di omicidio stradale gravano perplessità di ordine tecnico relative, in particolare, all’individuazione dell’elemento soggettivo e ai rischi di sovrapposizione con le ipotesi dolose e colpose già disciplinate dal Codice penale”. E per la revoca delle patente a vita? “Una sanzione lunga è già efficace, dato che la patente può essere uno strumento di lavoro”. Il ministro ha poi fatto presente che le sanzioni vigenti per le morti causate da guidatori sotto l’effetto d’alcol o droghe “sono state già inasprite con il decreto sicurezza del 2008”.

Dicembre 2013: in un tweet  il sottosegretario ai Trasporti, Erasmo De Angelis dice: “Lavoriamo per un forte inasprimento delle pene e per introdurre l’omicidio stradale”. L’introduzione di un nuovo reato, con la modifica in questo caso della norma sull’omicidio colposo, coinvolge ovviamente anche gli uffici del ministero della Giustizia. Interpellata dal Tg5, il guardasigilli Cancellieri ha confermato l’intenzione di procedere già a gennaio in questa direzione, con l’obiettivo di colpire “gli autori di questi reati, che sono gravi, per fare in modo che le vittime abbiano la giustizia che meritano. Spesso infatti le famiglie delle vittime si sentono offese nel loro dolore perché non hanno i riscontri che meriterebbero. Entro gennaio porterò in Consiglio dei ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l’introduzione del reato di omicidio stradale”.

Domanda. Fra l’aprile 2012 e il gennaio 2014, che cosa è cambiato?

Risposta. I politici non sanno tener botta ai pirati che uccidono ubriachi o drogati: vedi il recente caso del romeno. Non è un problema marginale. È una ruota della sfortuna che gira. E i giudici sono vittime anch’essi di questo sistema: di recente, stato condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione, il giovane rom che nel gennaio 2012, quando non aveva ancora compiuto 18 anni, a bordo di un Suv travolse e uccise l’agente di polizia locale Niccolò Savarino. Lo ha stabilito la sezione minorenni della Corte d’appello di Milano. In secondo grado è arrivata, dunque, per l’imputato, una sensibile riduzione della pena rispetto ai 15 anni che gli erano stati inflitti in primo grado dal Tribunale per i minorenni, lo scorso marzo. I magistrati applicano le regole che i politici creano. Se un tizio che – drogato, ubriaco, senza patente – non viene messo in galera per decenni, la colpa non è dei giudici.

di Ezio Notte @ 22:16


2 commenti

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QUI 2 Commenti

  1. Quindi Lei è’ favorevole ? Ezio Notte mi spieghi, non ho capito il senso del Suo articolo. Personalmente saluto con soddisfazione l’introduzione del reato di omicidio stradale, aspetto di vedere la forma del decreto per giudicare, e continuo a pensare che la Cancellieri sia una delle poche persone per bene di questo esecutivo, infangata per una semplice telefonata di calore umano verso una persona amica. Polemiche di natura politica (lotta interna al Pd, interessi a far cadere il governo ecc) senza alcun contenuto. E comunque nel 2012 il ministro parlava di perplessità e rischi di sovrapposizione, ci saranno certamente dei tecnici lautamente ricompensati che sono più competenti di me e di Lei che senza dubbio sapranno cosa fare.

    Commento by Pasquale — 3 gennaio 2014 @ 09:42

  2. Favorevole. Sui tecnici competenti, mi consenta di nutrire qualche dubbio: li si arriva attraverso raccomandazioni politiche. Invece, non capisco l’atteggiamento del ministro. Commissione trasporti della Camera (4 aprile 2012). La Cancellieri: “Ci sono perplessità tecniche che attengono all’inquadramento giuridico della nuova fattispecie, con rischi di sovrapposizione. Una direzione in cui si può e si deve intervenire è quella di rendere effettiva la sanzione cautelare o definitiva che abbia colpito il guidatore che ha commesso omicidio stradale, facendo sì che l’interdizione alla guida venga ad essere in ogni caso assicurata, anche se il conducente dovesse aver conseguito successivamente una nuova patente in un altro Stato”. Di qui l’ipotesi di “avvio di una riflessione comune con il ministero delle Infrastrutture, anche per valutare, come ha già rilevato il ministro (dell’epoca, ndr) Corrado Passera, la compatibilità delle misure con i principi richiamati di ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione in ambito europeo”. È un linguaggio politico. In due parole: il ministro ha bocciato l’omicidio stradale. Per carità, Pasquale, la lascio disquisire sui tecnicismi dell’omicidio stradale. Ma non difenda l’indifendibile. Grazie.

    Commento by Ezio Notte — 3 gennaio 2014 @ 11:32

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