OmniAuto.it

30 agosto 2013

Perché autovelox e Tutor hanno miseramente fallito

Grande Fratello, grande insicurezza

L’Italia non ce l’ha fatta. L’Unione europea aveva detto: in 10 anni, dal 2001 al 2010, dimezza i morti. Un flop. Neanche nel 2011 ci è riuscita, e le notizie per il 2012 e 2013 sono molto sconfortanti: flop in arrivo. Negli ultimi 10 anni, sulle strade italiane, sono morte oltre 55.000 persone. È come se fosse sparita dalla cartina geografica una città delle dimensioni di Pordenone o Avellino. Eppure c’è la crisi, e gl’italiani usano meno l’auto. Che diamine, è pazzesco che i morti siano così tanti.

Altri Paesi come Spagna e Francia hanno centrato l’obiettivo Ue riuscendo, in alcuni casi, a impiegare meno del decennio previsto. Nel 2010 la diminuzione è stata solo di 147 morti con una variazione del 3,5%. Un rallentamento che preoccupa e non possiamo dimenticare che, ancora oggi, a causa degli incidenti stradali perdono la vita 11 persone ogni giorno e, soprattutto, che un quarto dei morti ha meno di 30 anni.

Nel 2012, sulla base di una stima preliminare, si sono verificati in Italia 184.500 incidenti stradali con lesioni a persone. Il numero dei morti, entro il trentesimo giorno, è pari a 3.650, mentre i feriti ammontano a 260.500. Rispetto al 2011, si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti con lesioni a persone (-10,2%) e del numero dei morti (-5,4%); anche i feriti risultano in calo (-10,8%). L’indice di mortalità, calcolato come rapporto tra il numero dei morti e il numero degli incidenti con lesioni moltiplicato 100, è pari a 2. Tale valore è in lieve aumento rispetto a quello registrato per il 2011 (1,85). Il maggior contributo alla diminuzione del totale delle vittime in incidente stradale è dato, nel 2012, dalla flessione del numero dei morti su strade urbane (-8%), mentre la diminuzione è più contenuta sulle strade extraurbane (-4%). Il valore è stabile, invece, sulle autostrade, per le quali, però, era già stato registrato un forte calo negli anni precedenti.

Siamo un caso unico in Europa e al mondo.

Dobbiamo combattere gl’incidenti stradali dovuti  a sostanze stupefacenti o all’alcol. E invece c’imbottiamo di inutili autovelox e Tutor. La prova del fallimento del Grande Fratello sono i numeri: l’Italia è un flop sotto il profilo della sicurezza stradale.

Poi c’è un secondo problema. La trasparenza. Non è dato sapere quanto incassano Comuni e Stato con gli autovelox. E non si sa nulla del Tutor: quanti quattrini macina? Dove vanno le cucuzze?

Serviva l’omicidio stradale, per ingabbiare i pirati della strada che viaggiano ubriachi o tossici. Invece, è arrivata la multa con lo sconto: fatta apposta per aumentare gl’incassi. Perché si sceglie lo sconto anziché il rischio del ricorso con la tassa di 37 euro o col raddoppio della multa. Scandaloso.

di Ezio Notte @ 00:00


2 commenti

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI 2 Commenti

  1. risposta semplice. tutte le attività eseguite dai vari governi, nessuno escluso, sono mirate a “spennare” il cittadino-contribuente. non sono mirate invece al miglioramento della struttura sociale. l’esempio è perfetto serviva punire il reato di omicidio stradale , invece si pensa a come incassare qualche soldo in più.

    Commento by nottebuia — 3 settembre 2013 @ 08:37

  2. No, non è scandaloso, è ripugnante!
    Ma in uno stato dove il parassitismo pubblico è il vero cancro dello sviluppo di un paese. Qualsiasi metodo, sistema o idea è valida se c’è da spremere a fondo il cittadino pur di mantenere i parassiti.

    Commento by Pitocco — 12 settembre 2013 @ 01:56

RSS feed dei Commenti su questo post.



Ci scusiamo, i commenti sono al momento chiusi.