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14 maggio 2012

Personaggi in bici che neppure conoscono le regole per circolare

Pericolosissimo

Credo che gli automobilisti poco rispettosi dei ciclisti vadano puniti severamente. Sono favorevole al reato di Omicidio stradale per chi guida fatto di alcol o droga e uccide, specie se la vittima è un ciclista. Una doppia premessa per accusare, adesso, i ciclisti che vanno in bici senza neppure conoscere le regole della circolazione.

Vi leggo via ilrestodelcarlino:

FORSE per un attimo, quando ha visto la paletta alzarsi, deve aver pensato che correva troppo sul sellino della sua mountain bike. E si sarà sentito un po’ Fausto Coppi. Ma in Italia ancora non è reato sfrecciare in bicicletta. E così si è fermato sul ciglio della strada e ha chiesto ai due vigili quale fosse il problema. E il problema era appoggiato al suo orecchio. «Non si può parlare al cellulare, quando si è a bordo di una bicicletta… Che fa, concilia?», gli ha chiesto con tono professionale il comandante dei vigili urbani di Occhiobello, Raffaele Motta Castriotta. Ha aperto il libretto e, sotto lo sguardo stupito del ciclista, gli ha appioppato una multa per la ‘modica’ cifra di 152 euro tondi tondi.
“NON RIUSCIVO a crederci, mi sembrava di essere su ‘Scherzi a parte’», racconta Alessandro Fasana, 36 anni, imprenditore edile. Viveva a Sondrio e si è trasferito ad Occhiobello da pochi mesi. Quel foglietto verde è stato il ‘benvenuto’ del paese in provincia di Rovigo. «Una beffa — riprende — ma io la multa non la pago». Poi scuote la testa, ci pensa un attimo e precisa: «Beh, andrò a pagarla proprio l’ultimo…». Ed ecco la cronaca di un lunedì da commedia all’italiana. E’ mattina e Alessandro Fasana sta correndo dall’architetto, devono definire i dettagli della sede della sua impresa.
L’IMPRENDITORE è in ritardo così, tra una pedalata e l’altra, imbraccia il cellulare, digita il numero e chiama il professionista per avvertirlo. Stanno parlando di tramezzi, pavimenti e finestre quando arriva sulla via Eridania. Poco più avanti c’è un posto di blocco dei vigili urbani. Fasana continua a pigiare sui pedali. Poi vede il vigile farsi sul ciglio della strada e lo sfarfallio della paletta. «Ripeto, pensavo di essere vittima di uno scherzo», racconta. E invece Raffaele Motta Castriotta, con tutta la precisione del linguaggio del codice della strada, snocciola articoli e commi. «Lei non può telefonare da un velocipede», scandisce. A quel punto il ciclista capisce che non è una burla e rifiuta di firmare il verbale. «Mi sono anche rivolto ad un avvocato — precisa — ma mi ha detto che non c’è nulla da fare Non è per i soldi, avevo chiesto ai vigili di usare solo un po’ di buon senso, ma loro niente, inflessibili». Morale: 152 euro per una telefonata.

Quindi, il ciclista sciocco cade dalle nubi. Peccato che, guidando con una mano sola, e distraendosi, chi telefona in bici rischia grossissimo. Se i Vigili fanno la multa, è anche per la sicurezza stradale del multato stesso.

Promemoria per i ciclisti: le bici passano solo col verde, non circolano sui marciapiede, non percorrono sensi unici contromano. Sì, ci sono multe, altrimenti.

di Ezio Notte @ 22:55


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. condivido perfettamente le biciclette sono veicoli come tutti gli altri, i ciclisti hanno tutti i diritti ed i doveri di automobilisti motociclisti ecc…
    il pericolo però non viene quasi mai dall’uso del cell. ma da veicoli che sorpassano male senza lasciare l’obbligatoria distanza laterale, veicoli che, provenendo da accessi laterali, non danno precedenza, motorini che camminano a zig-zag e via dicendo.

    Commento by giuseppe — 11 giugno 2012 @ 20:45

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