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28 ottobre 2013

Pneumatici invernali: certo che sono sicuri. Il problema? Il caos enti locali

Il guaio? I politicanti

Quei baracconi politici dove piazzare gli amichetti raccomandati, ossia gli enti locali, sono colpevoli anche di insicurezza stradale invernale. Ché gli pneumatici da neve, invece, vanno alla grande. Infatti, si sono svolti in questi giorni al passo dello Stelvio i test “Pneumatici sotto controllo” con lo scopo di sottolineare l’importanza del corretto equipaggiamento per circolare durante la stagione fredda. I test, in parte guidati e in parte strumentati, hanno confermato che in tutte le condizioni dell’inverno, la migliore soluzione è quella di montare quattro pneumatici invernali.

Per quantificare strumentalmente il diverso apporto della mescola e del disegno battistrada, sono state messe a confronto 4 Alfa Romeo 159 JTD, identiche, rispettivamente equipaggiate come segue: una con un treno di gomme invernali di serie, una con gomme sperimentali a mescola invernale e disegno battistrada estivo, una con mescola estiva e disegno battistrada invernale e una con un equipaggiamento di serie estivo.

Lo scopo di questa prova è dimostrare che il vantaggio del pneumatico invernale è dato dalla somma di due elementi: mescola e battistrada ( disegno e lamelle). Quindi non basta una lamellatura del tassello battistrada ma è necessario che il pneumatico abbia una diversa composizione della mescola, quest’ultima infatti risulta determinante per garantire le diverse prestazioni dell’invernale rispetto ad un estivo.

Fatto 100 la frenata della vettura equipaggiata con gomme invernali di serie, la stessa vettura con il pneumatico sperimentale a mescola invernale e tassello pieno, ha frenato in 33 % in più. La vettura con tassello invernale, ovvero lamellato e mescola estiva si è arrestata in 110 % in più, mentre la vettura con un equipaggiamento estivo si è arrestata in 122 % in più. Questi dati sono il frutto di una media dei risultati di prova acquisiti in due giornate di test con condizioni ambientali diverse.

I dati, strumentati con drift box, dimostrano che la composizione della mescola è elemento caratterizzante delle performance di un invernale. Quindi, per avere le migliori prestazioni possibili nel periodo freddo, non basta assicurarsi che il proprio treno di gomme presenti lamellature e la marcatura M+S, come previsto per legge, ma bisogna accertarsi che sia un vero invernale. L’unico elemento oggettivo che riconosce effettivamente un pneumatico invernale è il pittogramma delle tre montagnette con all’interno un fiocco di neve, che contraddistingue i pneumatici con caratteristiche tipicamente invernali.

Per dimostrare quanto sia  importante un equipaggiamento omogeneo sugli assi, è stato messo a confronto il comportamento di tre Abarth 500, a trazione anteriore su una superficie mista, bagnata,  lievemente innevata e fredda, con temperatura esterna intorno allo 0°.  Le configurazioni impiegate sono: vettura con quattro pneumatici estivi nuovi, vettura con quattro pneumatici invernali nuovi, vettura con equipaggiamento misto, due pneumatici invernali all’asse trattivo anteriore e due pneumatici estivi al posteriore.  Il test si propone di valutare la differenza di comportamento dei tre veicoli percorrendo un tratto di strada con alcune curve e tornanti ad una velocità massima di 30 km/h in prima/seconda marcia. Ciò al fine di valutare una reale situazione in cui si può trovare un automobilista su percorso misto. La vettura equipaggiata con pneumatici estivi presenta in tutte le condizioni un comportamento inadeguato, quindi l’automobilista percepisce il rischio, riduce fortemente la velocità e assume una guida prudenziale.

Nella configurazione mista invece, la vettura non evidenzia difficoltà in partenza, ha buona trazione in rettilineo dando la sensazione al guidatore di una buona guidabilità e sicurezza che però viene meno in inserimento in curva e frenata con una perdita di aderenza al posteriore e relativo controllo del mezzo che può arrivare al testacoda. La configurazione mista è la più pericolosa perché tradisce l’automobilista in curva. Nella configurazione invernale il veicolo mantiene le caratteristiche di buona trazione e direzionalità in ogni condizione di prova, risultando sicuro in ogni circostanza, pronto ad affrontare qualsiasi cambiamento di traiettoria e di fondo stradale, nonostante i sistemi di sicurezza attivi inseriti.

Ma ecco il guaio: ogni Provincia si regola come crede in materia di obbligo di gomme da neve: qualcuna dice sì, altre no, altre ancora forse. E fra quelle che dicono sì, alcune prolungano l’obbligo di pneumatici invernali a metà aprile, altre a fine aprile, altre ancora in altre date.

Un casino pazzesco, che solo le Province potevano fare. Segno evidente che se ne sbattono della sicurezza stradale. La quale esige, per prima cosa, ordine e chiarezza. Cosa dovrebbero fare le Province? Riunirsi attorno a un tavolo e decidere tutte per il sì alle gomme termiche, e nello stesso periodo. E perché non lo fanno? Perché questa storia delle gomme da neve e della sicurezza per loro è una perdita di tempo. Non parliamo mica di autovelox che fanno fare i soldi…

Sì, è vero, c’è una circolare ministeriale che impone una certa data per quanto riguarda l’obbligo di pneumatici invernali. Peccato che:

1) la circolare ministeriale non ha forza di legge;

2) nessuno può multare le Province in caso di inadempienza;

3) la circolare è la prova che le Province sono fortissime (fossero deboli, una legge avrebbe imposto loro le regole e determinato sane multe).

di Ezio Notte @ 00:00


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