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22 novembre 2009

Ponte sullo Stretto: che lo facciano pure. Però senza contarci storie strane sulla mafia

Grandi opere: pericolo di infiltrazioni mafiose

Grandi opere: pericolo di infiltrazioni mafiose

Il dibattito sull’effettiva utilità del Ponte sullo Stretto non terminerà mai. I fattori in gioco sono tanti e tali che diventa anche difficile stabilire chi ha ragione. Semplificando, i contrari reputano necessario migliorare altre infrastrutture inefficienti del Sud prima di pensare a un’opera gigantesca come il Ponte. I favorevoli vedono nella nuova costruzione un’opportunità di crescita e di ammodernamento per il Meridione.

Da parte loro, i politici avranno le loro brave ragioni per spingere a favore del Ponte. Funziona così: ci si siede attorno a un tavolo e si fa la conta. Alle prossime elezioni (amministrative e politiche), quanti voti perdiamo e quanti ne guadagniamo se facciamo il Ponte? Se, secondo le previsioni, sono più i voti incassati di quelli persi, allora si spinge in favore dei lavori. Altrimenti, niente grande opera. In Italia, specie per le autostrade e per le infrastrutture che riguardano la viabilità, si ragiona in quei termini.

Presa la decisione (a favore del Ponte), si annuncia che l’opera incentiverà il turismo, portando anche occupazione e ricchezza. Lo fanno i politici di destra, centro e sinistra; al Nord, al Centro e al Sud.

Nulla di male. È la politica. Sporca da sempre, soprattutto nel nostro Paese. Però noi automobilisti vorremmo soltanto che i politici non mettessero in mezzo anche la mafia. Del tipo: col Ponte, meno criminalità organizzata al Sud. Per favore, siamo seri: nel piatto di questo poker succulento, sono in bella mostra 6,3 miliardi di euro. La mafia ha già la bava alla bocca. Volete che i criminali non riescano a infiltrarsi? L’hanno fatto per decenni nella Salerno-Reggio Calabria, inquinando gli appalti e determinando mini subappalti che hanno fatto lievitare i costi. Pensate davvero che la mafia si faccia gli affari suoi per il Ponte? Suvvia, non fateci ridere.

Siamo in Italia, non in California. Dove se lo Stato esagera, ci si ribella e i giovani non stanno a guardare.

Qual è la vostra idea in merito?

di Ezio Notte @ 12:02


1 commento

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  1. Che è un modo per tenere in piedi un progetto in larga parte irrealizzabile o quanto meno anti economico. E che ha già ciucciato miliardi su miliardi in studi di fattibilità, progetti etc. e posti di sottogoverno come la Società Ponte sullo Stretto.

    Ed il ponte è utile proprio per questo: da sbandierare come nuovo Eden se il vento tira a favore, da respingere con forza se tira contro. E nel frattempo al sud mancano strade, piani edilizi seri e soprattutto LAVORO!!!

    Commento by Giuseppe — 26 novembre 2009 @ 19:28

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