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2 maggio 2010

Posta elettronica certificata: uno strumento utile per l’automobilista? PECcato che ci siano tre lati oscuri…

PECcato che non ci entusiasmi

PECcato che non ci entusiasmi

Posta elettronica certificata: in funzione di una sua possibile utilità per l’automobilista, analizziamo insieme tre lati oscuri della Pec. Magari qualcuno saprà illuminare noi di Automobilista.it

a) Ci pare d’aver capito che il messaggio è dato per ricevuto nel momento in cui lo riceviamo, e non quando (e se) lo leggiamo effettivamente. Ergo, la casella Pec va consultata costantemente. Anzi, ossessivamente. Altrimenti, corri il rischio di dimenticarti un qualche adempimento. Esempio: ti arriva una multa via Pec; non apri la Pec per 65 giorni; dovrai pagare il doppio della sanzione originaria, perché sono trascorsi più di 60 giorni dalla notifica, e perderai il diritto di fare ricorso al Giudice di pace o al Prefetto.

b) È vero: a volte la posta cartacea raccomandata non arriva. Specie in certe sperdute zone d’Italia. Ma in questo caso, puoi dimostrarlo e avere più tempo per non pagare una multa o per svolgere altri adempimenti. Invece, con la Pec, non sfuggi. Ti arriva di sicuro: amen.

c) Esiste la possibilità che tu becchi un virus sul tuo computer. In questo caso, potresti essere costretti a formattarlo. E se non hai stampato l’e-mail della multa o del provvedimento, non hai modo di recuperarla.

di Ezio Notte @ 15:26


2 commenti

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QUI 2 Commenti

  1. […] una delle più recenti soluzioni proposte dallo Stato per facilitarci l’esistenza, c’è la Posta elettronica certificata. Che è gratuita e ci fa comunicare con la Pubblica amministrazione. E che, […]

    Pingback by Posta elettronica certificata: preziosa per l’automobilista? Sarà. Ma anche per la Pubblica amministrazione… | Automobilista.it — 2 maggio 2010 @ 15:43

  2. Il punto C necessita di correzione in quanto nessun servizio di posta elettronica sposta le e-mail ricevute dal server al computer del ricevente. Le mail rimangono sempre e comunque sul server del fornitore dell’account – a meno che non vengano cancellate volontariamente dall’utente -.
    Persino utilizzando un client di posta come Outlook le mail sono “fisicamente” collocate su un server online.

    Va da sè che il possesso di un account di posta certificata presupponga una certa attenzione verso lo stesso, sia per quanto riguarda la ricezione, che l’invio di messaggi.

    Anch’io sono dubbioso verso alcuni aspetti della PEC, ma le cose vanno dette come stanno. Certo il risparmio di tempo e risorse – soprattutto ambientali – è notevole ma, soprattutto in Italia, sappiamo che nessuno regala niente. Saluti e complimenti per il lavoro critico svolto 😉

    Commento by FaBiO — 4 maggio 2010 @ 12:11

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