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12 dicembre 2013

Premier Letta, ma lei l’ha vista la riforma Rc auto?!

Il Governo Letta rivoluziona la Rca. Come voleva l'Ania

Letta: “Infine, sempre nel prossimo Consiglio dei ministri, in tema di tutela della concorrenza e apertura dei mercati, partiremo dal settore assicurativo con un intervento in grado di far scendere, e sensibilmente, le tariffe della Rc auto”.

Per fare i politici, serve pelo sullo stomaco. Per fare i politici in Italia, serve una foresta sullo stomaco. Ma anche chi ha una piantagione di banane sullo stomaco, anche il più cinico e machiavellicamente spietato dei politici, non può arrivare a dire questo: “In tema di tutela della concorrenza e apertura dei mercati”. Scusi Letta, ma lo sa che questa riforma Rca è tutto, fuorché qualcosa che tutela la concorrenza e apre i mercati?! Lo sa che è tutto quanto voleva l’Ania, la Confindustria delle Assicurazioni? Lo sa che questa riforma Rca, che uccide la cessione del credito e favorisce vergognosamente la riparazione in forma specifica, disintegra la concorrenza e chiude i mercati? Lo sa che massacra 17.000 carrozzieri, mettendo a serio rischio i livelli occupazionali?

Lei lo sa, premier Letta, che con questa riforma le Assicurazioni potranno stabilire come quando dove e perché dare un risarcimento? Lo sa che il sistema verrà chiuso a doppia mandata e si getterà la chiave? Lo sa che le Assicurazioni se la vedranno coi loro carrozzieri convenzionati, alla faccia della concorrenza, della libertà e dei mercati competitivi?

Occhio alla futura legge: “se la riparazione costa di più rispetto a quanto pagheresti dal mio carrozziere fiduciario, la differenza di soldi ce la metti tu, e subito, di tasca tua”.

Ma lei, premier Letta, se ne rende conto? E chi mai (come mi suggerisce il lettore di qualità Fausto, che ringrazio) stabilirà quanto avrebbero dato al “carrozziere fiduciario” e con quali regole viene stabilito questo “quantum”? I carrozzieri fiduciari non hanno tariffe orarie identiche. Dunque, come si fa a stabilire a quale carrozzeria occorre far riferimento? Fingiamo di andare davanti a un giudice: chi si ascolta, qual è il parametro, il carrozziere fiduciario, che vive grazie all’Assicurazione?

La verità è che qui, a mio giudizio, ci sono diversi profili di incostituzionalità: servirà tempo, ma la verità verrà a galla. D’altronde, dopo il capolavoro dell’indennizzo diretto di febbraio 2007, la Corte costituzionale l’ha disintegrato, giudicandolo illegittimo.

Il tentativo dell’Ania (legittimo, l’Ania fa il suo lavoro, cioè pressa i politici con un’incessante e intelligente opera di lobbying) di far passare norme ad hoc per le Assicurazioni, fallito con Berlusconi e con Monti, riuscirà con Letta. Ma poi la seconda partita ce la giochiamo in Corte costituzionale. Voglio vedere che inferno di casino verrà fuori quando la Corte costituzionale (non l’Ivass, non l’Antitrust, che ormai dicono le stesse cose dell’Ania) spaccherà in mille pezzi la riforma Rca di Letta. Voluta dal ministero dello Sviluppo economico. Lo chiameremo ministero del regresso economico.

di Ezio Notte @ 22:47


11 commenti

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QUI 11 Commenti

  1. non condivido…questa riforma è figlia ( leggittima) di una classe di carrozzieri ( qualificati e non…)che ha avuto la miopia di drogare il mercato…suvvia, non prendiamoci in giro, ma perchè mai la stessa tipologia di danno pagata dal privato costa mediamente il 30% in meno del medesimo danno liquidato dalla Compagnia, con l’aggiunta di oneri per compiacenti legali, che quelli sì, “convenzionati” con la carrozzeria….non raccontiamoci favolette, non possiamo credere nell’abbattimento della tariffa auto e continuare a sperare che le compagnie elargiscano regali “per quel graffietto sulla portiera opposta”….ci vuole sobrietà e serenità nel riflettere su questa riforma…

    Commento by Mat — 13 dicembre 2013 @ 14:33

  2. questo è un blog scritto da dio! concordo in pieno su tutto: hai centrato il problema. ps: politicanti, brutta gente al servizio del feroce potere…

    Commento by mirko — 13 dicembre 2013 @ 14:49

  3. ma guarda un po’ tu amico mat. adesso io ti elenco le regole del governo che paiono scritte sotto la dettatura dell’ania:

    1. scatola nera: prova regina in tribunale
    2. testimoni senza aggiunte successive e con lista nera
    3. stop ai carrozzieri di fiducia degli automobilisti
    4. sconti per chi si fa canalizzare verso un carrozziere fiduciario della compagnia
    5. tempi più lunghi per la perizia
    6. risarcimenti più lenti
    7. meno tempo per le denunce
    8. controlli antifrode
    9. invalidità delle deleghe alla gestione del sinistro da parte del carrozziere
    10. niente più superbonus (tabelle interne delle compagnie) ai clienti fedeli

    e adesso, gentile amico mat, riflettici tu serenamente e pacatamete… non ti pare che il tutto assomigli a una gigantesca fellatio alle assicurazioni?

    Commento by paz — 13 dicembre 2013 @ 15:23

  4. salve mat. senza offesa, in una gigantesca riforma rca (che è una slinguata all’ania), andare a vedere la strisciatina dell’auto, che si basa su pettegolezzi a danno di una categoria di riparatori, mi pare francamente fuoriluogo. è un come una suocera che non riesce a vedere oltre il proprio naso, senza una visione d’insieme. ma io desidero aiutarti a formare il quadro della situazione.

    a) il gruppo Fonsai dei Ligresti in questi mesi è sotto inchiesta per aver tenuto basse le riserve sinistri (cioè le somme accantonate per indennizzare i danni denunciati). così, minori riserve=minori costi=maggiori utili. per non penalizzare i risultati di bilancio. garantendo così al gruppo di controllo dividendi e prebende varie.

    b) il tutto con la complicità dell’ex-presidente dell’autorità di vigilanza (all’epoca si chiamava Isvap), Giancarlo Giannini.

    c) la denuncia è partita 12 anni fa da d’agata, allora dipendente dell’ispettorato sinistri della Ras (struttura in comune con altre compagnie) a Lecce.

    d) spesso, c’è un solo sinistro, ma vengono aperti due fascicoli. perché? uno viene archiviato ma soltanto dopo che ha “fatto numero” nelle statistiche, contribuendo dunque a giustificare rincari tariffari.

    altro che strisciatina pompata. il governo letta, se avesse avuto la statura politica di un governo del nord europa, avrebbe messo il naso nello sporco. invece no. addosso al carrozziere indipendente e norme ad hoc per i potenti, l’ania. politicamente, ci collochiamo fra il centrafrica e le repubbliche bananine sudamericane.

    Commento by egidio — 13 dicembre 2013 @ 16:00

  5. finche’ non ci sara’ il principio del “IO PAGO E SCELGO IL CARROZZIERE/RIPARATORE CHE PIU? MI AGGRADA”, oppure ci lasciamo comandare come dei robot da persone che studiano il tutto ma solo in questioni numeriche. Non capiscono che molti andranno in rovina, solo perche’ vogliono essere liberi e prestare la propria opera e il proprio sapere in base alle proprie conoscenze. FAccio un esempio : un impiegato coomunale, pagato dal comune, per spendere i propri soldi deve essere costretto a farlo solo nel comune di residenza oppure puo’ andare fuori sede e farne cio’ che vuole????”. LE COMPAGNIE CHE FATTURANO A SE STESSE, E PER DI PIU’ OLTRE AL PERITO (FINCHE’ ESISTERA’) OLTRE AL CARROZZIERE CHE TI DIRANNO LORO, ADESSO UDITE UDITE, FARANNO UNO SCONTO PER ANDARE ANCHE DAL MEDICO DI LORO FIDUCIA…..MA NON LA VEDETE UNA COSA LETTERALMENTE RIDIDOLA????? MA LE LEGGETE LE COSE OPPURE PARLATE PER SENTITO DIRE?????

    Commento by FELICE PASTORE — 13 dicembre 2013 @ 16:01

  6. signori, mi scuso fin da subito se il mio sintetico intervento è risultato ai vostri occhi sentenzialista, o ancora peggio lobbystico;
    non esaminando per sua natura il caso Ligresti, che è ben di più alta portata della semplice equazione sopra evidenziata ( e non del tutto corretta), penso sia corretto e onesto affermare che il problema del caro tariffe rca in Italia non è che imputabile a un sottobosco culturale tipico del nostro paese, e che ha eroso nel tempo i bilanci industriali delle Compagnie ( gli indicatori di performance c.d. “combined ratio” risultavo ben sopra i 100 punti percentuali non più in là di un paio di anni) con evidenti riflessi sul mercato stesso…in conclusione ritengo che, se purtoppo il paese non cresce culturalmente al pari degli altri paesei europei ( e vi esorto a verificare i dati industriali delle realtà europee sulle liquidazioni, quali costo medio, frequenza, e danni con lesioni e intervento legale…e rapportarli ai km percorribili e parco auto dei singoli stati)è fatto obbligo al governo cercare di disciplinare il mercato, creando leve commerciali-economiche ( ATTENZIONE! – NON OBBLIGATORIE PER IL CONSUMATORE) al fine di combattere dati che parlano fin troppo chiaro;
    sarebbe poi per me un piacere di vivo interesse capire se oltre a secche obbiezioni per quanto oggi normato ci fossero ipotesi di strumenti ritenuti più adatti, suffragati nel limite del possibile da dati tecnici e conoscenza del settore,
    un caro saluto

    Commento by mat — 13 dicembre 2013 @ 18:48

  7. Buonasera. Ecco pochi piccoli rimedi per eliminare il problema.
    1)Il perito fiduciario (ormai non più terzo) dispone dell’incarico dai 10 ai 30 giorni, così da effettuare tutti gli accertamenti, nei casi ritenuti necessari, così da valutare anche quei danni “occulti” che spesso vengono non considerati ai primi rilievi e LIQUIDARE il danneggiato (da qui poi il più delle nascono i contenziosi legali!);
    2) Permettere al danneggiato di poter scegliere “liberamente” di nominare un perito di parte per avere il supporto di un esperto (invece di limitarne la libertà!);
    3) Terzo punto molto importante (per quelli che pronunciano sempre le truffe!!). OBBLIGO di intervento sul posto dell’incidente delle autorità oppure di periti assicurativi che, con l’ausilio anche della cd. scatola nera, potranno accertare e valutare bene sia le RESPONSABILITÀ che una prima analisi dei danni (evitando aggravamenti e modifiche delle dichiarazioni e dell’entità dei danni!). Ritengo che un accertamento sul luogo del sinistro con lesioni o senza, risolverebbe una numero incalcolabile di sinistri che si incagliano per via di dichiarazioni contrastanti e/o prove non più verificabili. Di riflesso il problema delle truffe si potrebbe ridimensionare sensibilmente. Non sono esperto di statistica, ma ritengo che il costo delle polizze assicurative potrebbero avere una sensibile diminuzione ed il consumatore realmente tutelato. In un Paese civile forse utilizzando queste regole si ridurrebbero le controversie e con un evidente aumento del senso civico da parte del cittadino.

    Commento by Luigi M. — 14 dicembre 2013 @ 01:04

  8. SALVE, RIPRENDO L’ARGOMENTO, NON PER ESSERE UN ESPERTO STATISTICO; VORREI UNA RISPOSTA A CIO’ CHE MI E’ ACCADUTO. ASSICURATO CON UN PRIMARIO GRUPPO ASSICURATIVO, SONO IN CLASSE BONUS/MALUS, COSIDDETTA CLASSE INTERNA S6, PER CHI NON LO SAPESSE, E’ UNA CLASSE CHE TI DA’ LA COMPAGNIA PER LA NON SINISTROSITA’ DELLA POLIZZA, QUINDI 6 CLASSI AL DI SOTTO DELLA 1 CLASSE UNIVERSALE. UN BEL GIORNO MI ARRIVA A CASA UNA DISDETTA DELLA POLIZZA (PREMETTO SENZA ALCUN SINISTRO) DOVE VENGO INVITATO A RECARMI IN AGENZIA PER RIDISCUTERE IL CONTRATTO; RISULTATO AUMENTO DEL PREMIO ANNUO DI CIRCA 350/00 EURO, CON LA GIUSTIFICAZIONE CHE ALLA SCADENZA ANNUALE LA COMPAGNIA E’ LEGITTIMATA AD APPORTARE MODIFICHE…IO CERCO IN QUALSIASI ALTRA PARTE MA MI E’ DIFFICILE PAREGGIARE ALMENO IL PREMIO PRECEDENTE, MA CAMBIO ASSICURAZIONE, CON AGGRAVIO DI SPESE, E CON AZZERAMENTO DELLE CLASSI MATURATE (RIPETO PER ESSERE UN AUTOMOBILISTA CORRETTO) RESTANDOMI SOLTANTO LA CLASSE PRIMA UNIVERSALE….MI DITE VOI ESPERTI DI STATISTICA COSA VUOL DIRE??? IO LO SO, E VE LO SPIEGO SUBITO, PER UNA COMPAGNIA E’ PIU’ REMUNERATIVO AVERE UN CLIENTE IN CLASSE 14 PERCHE’ PAGA UN PREMIO ALTO, E VIENE GHETTIZZATO IL CLIENTE ASSICURATO, CHE HA UNA POLIZZA IMMACOLATA, IN QUANTO PAGA POCO DI PREMIO. SFIDO CHIUNQUE A SMENTIRMI IN QUESTO BLOG, ANCHE PERCHE’ CI SONO STATI ALTRI CASI DEL GENERE, E NE POTREI PORTARE A VOSTRA CONOSCENZA TANTISSIMI
    STATISTICHE A PARTE, MOLTO DELLE QUALI A PIACIMENTO DELLE COMPAGNIE

    Commento by FELICE PASTORE — 14 dicembre 2013 @ 09:19

  9. Salve. Per continuare la mia semplice analisi, rendere obbligatorio l’intervento delle autorità sul luogo dell’incidente accerta e determina la veridicità dell’avvenimento sinistroso, inoltre l’intervento dei periti assicurativi significherebbe avvertare e certificare i danni e l’entità dei danni.
    Questa azione andrebbe a tutelare i migliaia di cittadini che subiscono un sinistro stradale da parte di un veicolo non assicurato o non identificato. In questi casi ottenere il risarcimento attraverso il FGVS (Fondo di Garanzia Vittime della Strada) diventa una pratica complessa e vorticosa, con lungaggini burocratiche e giudiziali che appaiono penalizzanti per il cittadino onesto (danneggiato). Infine, all’interno della polizza auto andrebbe inserita OBBLIGATORIAMENTE la polizza casco, con i dovuti limiti, in altri Paesi Europei quello che vi riferisco è Legge da anni e credo che renderebbe anche il nostro Paese più civile!

    Commento by Luigi M. — 14 dicembre 2013 @ 11:13

  10. Certo che la lobby (o sarebbe meglio dire mafia?) delle assicurazioni deve poter pagare delle somme enormi ai politici per farsi fare delle leggi ad hoc: dal berlusca si sono fatti modificare il codice di procedura civile per non rendere i soldi illecitamente percepiti e da letta si fanno fare una legge liberticida per risparmiare altri soldi.
    C’è una sola soluzione, e la sanno tutti.

    Commento by Marco — 15 dicembre 2013 @ 20:31

  11. Grande Letta un altro regalo ai potenti, Voi fareste riparare la VS auto a chi lavora sottocosto? E’ sempre la solita storia tanto paga Pantalone qui in questo paese ormai siamo al regime basta! ma e’ mzi possibile che ci prendano sempre per i fondelli?

    Commento by Fabio28 — 9 gennaio 2014 @ 16:39

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