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11 dicembre 2012

Province siamo, e qui restiamo: firmato, i politici

Ma che bordello succede?

L’accorpamento delle Province, l’abolizione delle Province, una Provincia che limona con l’altra e s’accoppia, un’altra Provincia che sparisce subentra rientra s’aggira si rigira. Cazzate. Alla fine, il Decreto sul riordino delle Province non sarà convertito: così è stato deciso alla unanimità dai partecipanti (ripeto, all’anima dell’unanimità) ai lavori della commissione Affari costituzionali del Senato, appena conclusasi, alla presenza tra gli altri di ministri Filippo Patroni Griffi e Piero Giarda.

È il trionfo dei politici, della politica sporca italiana, che è sporca in tutto il mondo ma in Italia di più. È la vittoria dei politici che nelle Province mangiano godono fagocitano incassano bruciano.

Le Province erano e restano carrozzoni politici di una inutilità totale, fatte per piazzare amici degli amici ignorantotti. Le Province sono enti che succhiano il sangue degli automobilisti (Rca, Ipt e amenità varie), e continueranno a farlo per anni.

Suvvia, se c’era una cosa buona che questo Governo Monti poteva fare era disintegrare le Province. Che invece sono ancora lì.

Il trucco che i politici hanno usato per far saltare tutto in aria? Rendere impossibile convertire il provvedimento a causa del numero eccessivo dei sub-emendamenti pari in tutto a 140. Hanno ingolfato d’immondizia il motore, hanno abboffato di schifo il carburatore, hanno provocato un’indigestione di sub-emendamenti, ossia di modifiche alle modifiche che modificano la legge attuale. Che nausea: le accise del carburante continueranno a pagare i politici delle Province; continuate a fare il pieno.

di Ezio Notte @ 00:00


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. …..e noi paghiamo……

    bisogna stare attenti quando votiamo. Basta un segno per mandarli a……….. tè capit? Soprattutto quelli con l’elmo con le corna!

    Commento by giovanni — 11 dicembre 2012 @ 23:04

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